Tre navi attaccate nello Stretto di Hormuz

Trump proroga la tregua e dallo Studio Ovale legge un passo dell'Antico Testamento
Tutto rinviato. Con l'avvicinarsi dei proverbiali "cinque minuti a mezzanotte", ossia la scadenza della tregua, — e dopo aver registrato la decisione di Teheran di disertare colloqui che erano previsti nelle prossime ore nalla capitale pakistana; ponendo la rimozione del blocco a stelle e strisce sullo Stretto di Hormuz quale conditio sine qua non per potersi sedere al tavolo di Islamabad —, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'estensione del cessate il fuoco con l'Iran «fino al momento in cui verrà presentata la proposta» da parte del governo della Repubblica Islamica e «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro».
Beirut chiederà l'estensione della tregua per un mese
Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che "sono in corso contatti per prolungare la tregua", in scadenza domenica, "di dieci giorni". (ats)
I Pasdaran hanno sequestrato le due navi colpite
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano «non conformi» e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Sono state «scortate fino alla costa iraniana». Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano «messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione». (ats ans)
Attaccata una terza nave
Una terza imbarcazione è stata attaccata nelle acque dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la BBC, che cita dati raccolti dal servizio di intelligence marittima Vanguard. Al comandante sarebbe stato intimato di gettare l'ancora. La nave avrebbe segnalato «danni allo scafo e agli alloggi».
Spesi 24 miliardi per import energia
Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente a marzo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l'Ue ha speso «24 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili». Lo scrive la Commissione Ue nella comunicazione 'Accelerate Eu' adottata per far fronte agli effetti energetici della crisi. Bruxelles afferma che «possibili effetti sulla crescita del Pil e sull'inflazione sono significativi», davanti a un quadro «instabile». «Gli effetti - si legge ancora - continueranno a farsi sentire per diversi mesi e andranno oltre il settore energetico, con ripercussioni economiche e sociali». (ats ans)
L'Ue lancia un piano contro il caro energia
Un nuovo quadro di aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi, maggiore coordinamento sulle riserve di gas e petrolio, voucher energetici e riduzione delle accise sull'elettricità per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle leve proposte dalla Commissione europea per fronteggiare l'impatto della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Con il piano "Accelerate Eu", Bruxelles annuncia inoltre per maggio una proposta mirata a ridurre la pressione fiscale sull'energia per industrie energivore e nuclei più fragili, assicurando al contempo che l'elettricità sia tassata meno dei combustibili fossili, insieme a un pacchetto di raccomandazioni per contenere i consumi. (ats ans)
Premier e ambasciatore s'incontrano
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato l’ambasciatore dell’Iran nel Paese per discutere della «situazione regionale in corso e degli sforzi per la pace». Lo si apprende con un post su X.
Amb. Reza Amiri Moghadam, Ambassador of the Islamic Republic of Iran, called on Prime Minister Muhammad Shehbaz Sharif on 22.4.2026 to discuss the ongoing regional situation and peace efforts. pic.twitter.com/8QYxDsWlQj
— Prime Minister's Office (@PakPMO) April 22, 2026
«Ucciso un terrorista del 7 ottobre»
«L'Aeronautica militare, sotto la guida delle forze della Divisione Gaza (143) del Comando Meridionale, ha eliminato ieri un terrorista che operava nelle vicinanze della Linea Gialla e si stava avvicinando all'area in cui operano le forze dell'Idf nel sud della Striscia, in modo che costituiva una minaccia immediata». Così su X l'aviazione israeliana. «In seguito a un'analisi di intelligence, Idf e Shin Bet confermano che nell'attacco è stato eliminato il terrorista Khamis Muhammad Khamis Qataat, che aveva fatto irruzione nel kibbutz Nir Oz nel massacro omicida del 7 ottobre». (ats ans)
Spari contro due imbarcazioni
Due imbarcazioni commerciali sono state oggetto di colpi d’arma da fuoco nelle ultime ore nelle acque tra Iran e Oman. Non ci sono vittime. Una nave che si trovava a circa 8 miglia nautiche (15 km) a ovest dell’Iran ha riferito di essere stata colpita, ma tutti i membri dell’equipaggio risultano presenti e sono al sicuro. Poche ore prima, un’altra nave cargo era stata presa di mira a circa 15 miglia nautiche (28 km) a nord-est dell’Oman, riportando gravi danni alla plancia. L’imbarcazione sarebbe la MSC Francesca, nave battente bandiera panamense partita dal porto di Dammam, in Arabia Saudita, e diretta a Singapore.
GETTY IMAGESPersi due milioni di posti di lavoro in Iran
Il conflitto sta pesando enormemente sull'economia iraniana: un'analisi ministeriale rileva una perdita di oltre due milioni di posti di lavoro, con previsioni ancora più drammatiche: secondo un economista, il 50% della forza lavoro (tra 10 e 12 milioni di persone) potrebbe essere a rischio.
Borsa: l'Europa apre positiva, cauto ottimismo sull'Iran
Le Borse europee avviano la seduta in terreno positivo. Sui mercati torna un cauto ottimismo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il prolungamento della tregua con l'Iran. Sotto i riflettori anche gli sviluppi sullo stretto di Hormuz. Avvio in rialzo per Francoforte (+0,42%), Parigi (+0,4%), Londra (+0,11%) e Milano (0,25%). (ats ans)
Borsa: l'Asia chiude positiva, cauto ottimismo per l'Iran
Le Borse asiatiche chiudono positive mentre si attendono sviluppi sulle tensioni in Medio Oriente. Sui mercati torna un cauto ottimismo dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il prolungamento della tregua con l'Iran. L'attenzione è rivolta anche allo stretto di Hormuz dove si valutano le mosse degli americani. Sale Tokyo (+0,4%). Sul mercato valutario lo yen perde terreno sul dollaro, a 159,19, ed è poco variato sull'euro a 187,05. A contrattazioni ancora in corso sale Shanghai (+0,40%), Shenzhen (+0,89%) e Seul (+0,46%). In controtendenza Hong Kong (-1,29%) e Mumbai (-0,78%). Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito l'inflazione è salita al 3,3% a marzo mentre dagli Stati Uniti si attendono i dati su scorte e produzione di greggio. (ats ans)
A Zurigo, borsa apre poco mossa
La borsa svizzera apre poco mossa la seduta di metà settimana: alle 09.03 l'indice dei valori guida SMI segnava 13'121,77 punti, in flessione dello 0,09% rispetto a ieri. Al centro dell'attenzione figura ancora la situazione in Medio Oriente, con l'estensione del cessate il fuoco nel conflitto fra Stati Uniti e Iran. Le variazioni dei titoli SMI vanno dal -1,29% di Alcon al +0,57% di Logitech. (ats)
Teheran: «Gli Usa tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad»
"Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuoco' prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati". Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. "Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l'Iran è pronto anche a quella". In un comunicato stampa i pasdaran affermano dal canto loro che "le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran". "Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia". (ats ans)
Pasdaran: «Pronti a difenderci con sorprese e nuove carte in campo»
"Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran". Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie. "Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia", aggiungono i pasdaran. (ats ans)
Il prezzo del gas apre in in rialzo a 42,67 euro
Avvio in rialzo per il prezzo del gas mentre si guarda agli sviluppi delle tensioni in Medio Oriente ed alla situazione dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento dell'1,8% a 42,67 euro al megawattora. (ats ans)
Trump, 'Iran al collasso finanziario con Hormuz chiuso'
"L'Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!". Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. (ats ans)
Attacco israeliano nella Bekaa, un morto e due feriti
Un attacco israeliano nella regione libanese della Bekaa ha causato un morto e due feriti, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, nonostante la tregua in corso tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran. "Una persona è rimasta uccisa e altre due ferite a seguito di un attacco condotto da un drone nemico all'alba, alla periferia di Al-Jabur, nella Bekaa occidentale", ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency. Ieri Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi e droni d'attacco contro un sito nel nord di Israele in risposta alle "palesi" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, che a suo dire includevano "attacchi contro i civili e la distruzione delle loro case e dei loro villaggi". (ats ans)
screenshotTrump legge dallo Studio Ovale un passo dell'Antico Testamento
Donald Trump è apparso dallo Studio Ovale martedì sera, alle prese con la lettura di un passo dell'Antico Testamento, a pochi giorni dall'acceso scontro con papa Leone e dalle critiche dei sostenitori evangelici per aver condiviso un meme in cui appare come un guaritore simile a Gesù. Ha recitato il passo dalla sua scrivania con le mani giunte su una Bibbia aperta davanti a sé, pur guardando dritto in camera, in un video che ha alternato inquadrature da due angolazioni diverse. Nel dettaglio, Trump ha letto un brano del settimo capitolo del Secondo Libro delle Cronache, ambientato durante la consacrazione del Tempio da parte di Re Salomone nell'antica Gerusalemme. Dio promette il perdono se una generazione futura dovesse ribellarsi per poi pentirsi: "Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilierà, pregherà, cercherà il mio volto e si distoglierà dalle sue vie malvagie, allora io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e risanerò la sua terra". Il versetto è citato da tempo in numerosi raduni politici dell'area cristiana conservatrice, come per la Convention nazionale repubblicana del 2024. La Bibbia è "indissolubilmente legata alla nostra identità nazionale e al nostro stile di vita", ha affermato Trump in una dichiarazione legata all'evento dedicato ad 'America 250' - l'anniversario della fondazione degli Stati Uniti - e un incoraggiamento al "ritorno alle fondamenta spirituali che hanno plasmato il nostro Paese". 'America Reads the Bible', questo il tema, si basa sulla lettura di ogni partecipante di un brano trasmesso in streaming dal Museum of the Bible di Washington e da altre sedi. La dichiarazione del tycoon ha citato figure storiche come il leader puritano John Winthrop, che "implorava i suoi compagni coloni cristiani ad essere un faro di fede per il mondo intero". Altri alti funzionari hanno letto o leggeranno passi biblici di persona o tramite video all'evento iniziato domenica e che si concluderà sabato. Tra questi, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e quello di Stato Marco Rubio, nonché lo speaker della Camera Mike Johnson e altri repubblicani del Congresso. Tra i sostenitori evangelici di Trump, invece, Franklin Graham, il pastore Jack Graham e la pastoressa Paula White-Cain, che dirige l'Ufficio per la Fede della Casa Bianca. (ats ans)
Tregua prolungata: l’aumento del prezzo del petrolio si arresta solo parzialmente
Nonostante l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una proroga della tregua con l’Iran, sui mercati petroliferi non si registra una reale distensione. Il prezzo del greggio Brent del Mare del Nord ha infatti mostrato solo un lieve calo dopo la comunicazione. Il Brent con consegna a giugno era tornato, prima dell’annuncio di Trump, sopra i 100 dollari per la prima volta da oltre una settimana. Successivamente si è attestato intorno ai 99 dollari. Rispetto al giorno precedente (ora statunitense) si tratta comunque di un aumento di quasi il 4%. Più contenuto, invece, l’andamento del petrolio statunitense WTI. In precedenza, Trump aveva dichiarato di aver deciso, su richiesta del Pakistan, di non procedere con ulteriori attacchi fino a quando la leadership iraniana non avesse presentato una proposta unitaria e i colloqui non fossero giunti a conclusione. Senza questo passo, la tregua sarebbe scaduta nella notte tra mercoledì e giovedì (ora svizzera). Il presidente aveva inoltre minacciato pesanti attacchi al settore energetico e alle infrastrutture civili iraniane in caso di fallimento. Al momento, però, non si intravede alcun progresso nei negoziati. Washington e Teheran non sono riuscite, fino ad ora, a concordare un secondo round di colloqui, nonostante gli sforzi del Pakistan, evidenziati dallo stesso Trump. Gli Stati Uniti intendono inoltre mantenere il blocco del commercio marittimo iraniano, misura che Teheran considera un ostacolo all’avvio di nuovi negoziati. (sda dpa)
ImagoLondra: incontro tra 30 Paesi per una missione nello Stretto di Hormuz
Per un possibile dispiegamento volto a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz dopo la fine delle ostilità, rappresentanti militari di 30 Paesi si riuniscono oggi presso il quartier generale delle forze armate britanniche di Northwood Headquarters, a Londra. Il vertice di pianificazione, della durata di due giorni e promosso da Regno Unito e Francia, segue una conferenza internazionale svoltasi la scorsa settimana nella capitale francese. Londra e Parigi intendono organizzare una missione navale neutrale, chiaramente distinta dalle parti in conflitto, con l’obiettivo di scortare e proteggere le navi commerciali. Anche la Germania valuta un possibile contributo, in particolare nelle operazioni di sminamento e nella sorveglianza marittima.
Durante la conferenza di Parigi, i Paesi partecipanti – oltre agli Stati europei anche India, Cina e Turchia – hanno chiesto una riapertura immediata, completa e senza condizioni dello stretto da parte di tutte le parti coinvolte. L’Iran blocca da settimane il transito attraverso questa rotta marittima cruciale per il commercio internazionale. Secondo il ministro della Difesa britannico, John Healey, il compito della conferenza di pianificazione militare è ora quello di trasformare il consenso diplomatico raggiunto in un piano operativo comune per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L’attuazione di questi piani resta tuttavia subordinata al raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco stabile tra le parti in conflitto: Stati Uniti, Israele e Iran. (sda dpa)
USA: il blocco marittimo priva l’Iran di entrate cruciali
Il protrarsi del blocco del commercio marittimo iraniano sta incidendo pesantemente sulla capacità economica di Teheran. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i depositi petroliferi sull’isola di Isola di Kharg – nodo strategico per l’export di greggio – potrebbero raggiungere la saturazione nel giro di pochi giorni. In tale scenario, ha aggiunto Bessent sulla piattaforma X, l’Iran sarebbe costretto a ridurre o addirittura sospendere l’attività dei giacimenti petroliferi. «La limitazione del commercio marittimo iraniano colpisce direttamente le principali fonti di reddito del regime», ha affermato. In precedenza, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato l’intenzione di prorogare la tregua con Teheran, pur mantenendo in vigore il blocco navale. Le restrizioni riguardano sia le navi in partenza dai porti iraniani sia quelle dirette verso il Paese. Situata nel Golfo Persico, l’isola di Kharg rappresenta la principale infrastruttura logistica per le esportazioni petrolifere iraniane ed è considerata un pilastro dell’economia nazionale. (sda dpa)
Imago La gente si raduna nelle piazze Enghelab e Vanak per partecipare alle manifestazioni anti-USA e anti-Israele, sventolando bandiere iraniane e intonando slogan il 21 aprile 2026 a Teheran, in Iran. Durante le proteste in corso, le Forze Armate iraniane hanno esposto missili balistici nelle aree della manifestazione.



