«Dopo 20 giorni di attacchi, l'Iran non è in grado di arricchire l'uranio»

L'aviazione israeliana ha attaccato ieri installazioni navali iraniane in un porto sul Mar Caspio, prendendo di mira decine di navi militari.
Donald Trump e Benjamin Netanyahu alzano il tiro puntando al cuore energetico dell'Iran. Israele e Stati Uniti hanno infatti preso di mira le infrastrutture chiave dell'industria del greggio e del gas naturale della Repubblica islamica, colpendo gli impianti di Asaluyeh - che ospita impianti petroliferi e petrolchimici - e soprattutto South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo. Un edificio di otto piani a Tel Aviv è stato colpito dall'ultimo bombardamento iraniano
«Moratoria su attacchi a energia e acqua in Medio Oriente»
Il Consiglio Europeo, nelle conclusioni approvate sul Medio Oriente, "chiede una moratoria agli attacchi che colpiscono le infrastrutture energetiche e idriche". Il passaggio non era presente nelle bozze del pre-vertice, allineandosi così al comunicato congiunto dei sette Paesi sulla libertà di navigazione a Hormuz (Ats)
Distrutto impianto di missili balistici iraniano a Karaj
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver distrutto l'impianto di missili superficie-superficie a Karaj, a nord-ovest di Teheran. Lo stabilimento veniva utilizzato per «assemblare missili balistici che minacciavano gli americani, i Paesi vicini e il traffico marittimo commerciale», riferisce il Centcom in un post sui social (Ats)
Gli Usa autorizzano la vendita di parte del petrolio russo
Gli Stati Uniti autorizzano la consegna e la vendita di petrolio russo caricato sulle navi il 12 marzo. Lo afferma il Tesoro americano, sottolineando che le transazioni relative ai prodotti caricati su qualsiasi nave entro il 12 marzo sono autorizzate fino all'11 aprile. Lo riporta l'agenzia Bloomberg (Ats)
«Riserve di petrolio disponibili sul mercato»
Le riserve strategiche di petrolio rilasciate dai paesi componenti dell'Iea (l'agenzia internazionale per il petrolio) «hanno iniziato a essere rese disponibili sul mercato. È quanto scrive l'organizzazione a seguito della decisione presa lo scorso 11 marzo per rispondere al blocco dello stretto di Hormuz. Si tratta, spiega l'Iea, principalmente «di greggio ma in Europa sarà sotto forma principalmente di prodotti raffinati» (Ats).
AFP«Dopo 20 giorni di attacchi, l'Iran non è in grado di arricchire l'uranio»
«Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire». Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l'operazione 'Il Ruggito del leone'.
«Quanto tempo prenderà (la guerra)? Fino a che sarà necessario», ha proseguito Netanyahu. «In una mano teniamo la spada di Davide, e l'altra è tesa verso la pace. Chi ci porgerà la mano in segno di pace, la stringeremo. A chi ci attaccherà, toglieremo la mano», ha detto il premier.(Ats)
Il presidente del Libano rilancia l'appello alla tregua
Il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito il suo appello alla tregua e a negoziati con Israele, in occasione della visita a Beirut del ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in missione di "solidarietà".
Il capo dello Stato ha sottolineato «la necessità di un cessate il fuoco» e ha ribadito la sua iniziativa di proporre negoziati diretti con Israele, ha annunciato dalla presidenza in un comunicato. «L'essenziale è porre fine all'escalation» tra Israele e Hezbollah in Libano, ha detto Aoun. Il 9 marzo, il presidente aveva già proposto una tregua con Israele, seguita da un supporto logistico all'esercito libanese per consentirne il dispiegamento nelle zone di conflitto e per "disarmare Hezbollah". (Ats)
«Berlino chiarisca il ruolo della base Usa di Ramstein nella guerra»
L'Iran ha chiesto alla Germania di "chiarire il ruolo" nella guerra in Medio Oriente di Ramstein, la più grande base militare americana d'Europa, situata in Germania. Lo ha detto all'Afp l'ambasciatore iraniano a Berlino, Majid Nili.
«Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein», ha affermato Nili, aggiungendo che «il ruolo di Ramstein non ci è ufficialmente chiaro. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta», ha aggiunto. Nili ha affermato che l'Iran ritiene che l'utilizzo da parte di Washington della base aerea nella Germania occidentale possa violare la risoluzione 3314 delle Nazioni Unite (Ats)
AfpKharg nel mirino di Trump
Kharg è nel mirino di Donald Trump, che sta valutando la possibilità di sequestrare il deposito petrolifero sull'isola oppure distruggerla. Lo riportano alcuni media americani.
Il sequestro, spiega il giornale digitale The Hill, richiederebbe il dispiegamento di forze a terra e rappresenterebbe un'escalation nel conflitto. Secondo gli esperti la mossa sarebbe particolarmente rischiosa, in quanto si tradurrebbe probabilmente in un maggior numero di vittime americane e difficilmente spingerebbe l'Iran a sedersi al tavolo delle trattative.
Il presidente ha attaccato Kharg ma solo gli obiettivi militari, avvertendo comunque che potrebbe far scattare un attacco su più ampia scala. Fra le alternative a disposizione di Trump c'è il sequestro dell'isola per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Se l'amministrazione seguisse il copione usato in Venezuela, l'operazione - riporta Politico - potrebbe iniziare con le navi americane che circondano l'isola per evitare alle petroliere di rifornirsi. Un'altra possibilità è la distruzione dell'isola ma comporta molti rischi in quanto priverebbe gli iraniani delle necessarie risorse finanziarie in un momento in cui gli Stati Uniti stanno cercando di costruire il consenso per capovolgere il regime, rafforzando di fatto il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Ats)
Armi per oltre 16 miliardi agli Stati del Golfo
Gli Stati Uniti hanno approvato vendite di armi per oltre 16 miliardi di dollari agli Stati del Golfo colpiti dalla guerra con l'Iran. Lo annuncia il dipartimento di Stato.
Approvate vendite di armi per un valore complessivo di 16,46 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti e al Kuwait, due Stati del Golfo duramente colpiti dalle ripercussioni del conflitto con l'Iran.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha "accertato l'esistenza di un'emergenza che richiede la vendita immediata" delle attrezzature militari, derogando così all'obbligo di ottenere la preventiva approvazione del Congresso.
Nel dettaglio si tratta di radar sensori di difesa aerea e missilistica per un importo di 8 miliardi di dollari e un radar di discriminazione a lungo raggio e relative attrezzature, per un costo di 4,5 miliardi di dollari, come riferito dal Dipartimento di Stato.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre ottenuto l'autorizzazione all'acquisto di sistemi progettati per neutralizzare piccoli droni per un valore di 2,1 miliardi di dollari; missili aria-aria avanzati, per 1,22 miliardi di dollari; e munizioni e aggiornamenti per i caccia F-16, per 644 milioni di dollari (Ats)
«F-35 Usa danneggiato da fuoco iraniano, atterraggio d'emergenza»
Un caccia F-35 americano ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea Usa in Medio Oriente dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn.
Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che il jet stava «svolgendo una missione di combattimento sull'Iran» quando è stato costretto a effettuare l'atterraggio di emergenza.
Hawkins ha precisato che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l'incidente è oggetto di indagine. Qualora confermato, l'episodio segnerebbe la prima volta in cui l'Iran colpisce un velivolo americano nel corso del conflitto iniziato alla fine di febbraio (Ats).
ImagoTrump: «Non invierò soldati in Iran»
Donald Trump ha assicurato che "non invierà soldati in Iran" in un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese (Ats)
Raffineria di Haifa colpita da bomba a grappolo lanciata da Iran
In Israele è stata autorizzata la pubblicazione della notizia secondo cui un bombardamento proveniente dall'Iran ha causato danni alle raffinerie nella zona di Haifa. Si tratterebbe di una bomba a grappolo.
Le immagini in tv mostrano una densa colonna di fumo che si leva dal luogo dell'impatto. Il ministro dell'Energia israeliano, Eli Cohen, ha affermato che «non si sono verificati danni significativi alle infrastrutture nello Stato di Israele» (Ats).
«Ogni giorno di guerra contro Iran è una benedizione»
Un ministro israeliano ha dichiarato che «ogni giorno della campagna» di bombardamenti israelo-americani in corso da quasi tre settimane in Iran è «un'enorme benedizione per Israele» e un'opportunità «per aggravare i danni inflitti» alla Repubblica islamica.
«Il dibattito non dovrebbe riguardare quando (la guerra) finirà, ma come prolungheremo e aggraveremo i danni inflitti», ha affermato Zeev Elkin, membro del Likud, il partito di destra del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
«Ogni giorno della campagna è un'enorme benedizione per lo Stato di Israele», ha dichiarato il ministro responsabile della Ricostruzione del Nord e del Sud e membro del gabinetto di sicurezza, un piccolo organo governativo autorizzato a prendere decisioni diplomatiche e strategiche urgenti, in particolare in tempo di guerra. Parlando alla radio dell'esercito, Elkin ha anche elogiato la «cooperazione unica con gli Stati Uniti, che non si prevede si ripeterà» (Ats).
AFPIsraele conferma: attaccato il porto militare iraniano sul Mar Caspio
L'aviazione israeliana ha attaccato ieri installazioni navali iraniane in un porto sul Mar Caspio, prendendo di mira decine di navi militari, tra cui navi lanciamissili, siti di stoccaggio di missili e droni e una struttura per la riparazione e la manutenzione delle navi. Lo conferma il portavoce dell'esercito israeliano (Idf), Nadav Shoshani, in un briefing con la stampa internazionale, sottolineando che è la prima volta che l'Idf opera sul Mar Caspio (Ats)
In Libano oltre 1000 morti dall'inizio di aprile
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato oggi che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1'001 persone nel Paese dall'inizio - il 2 marzo - della guerra tra Israele e Hezbollah, facendo salire il bilancio rispetto alle 968 vittime del giorno precedente. Il nuovo comunicato del Ministero precisa che tra le vittime figurano 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari, mentre altre 2'584 persone sono rimaste ferite. (ats)
Via le sanzioni? Il greggio frena
Riduce la corsa il greggio dopo che il sottosegretario al tesoro Usa Scott Bessent ha rivelato che è allo studio la rimozione delle sanzioni nei confronti del petrolio iraniano. Sia il Brent del Mare del Nord che il Wti Usa si portano sotto i 98 dollari al barile. In particolare il petrolio Usa guadagna lo 0,92% a 97,19 dollari, mentre il Brent sale dell'1,43% a 97,7 dollari, dopo aver superato in giornata i 119 dollari al barile. Secondo l'agenzia Bloomberg gli Usa sono pronti a rilasciare 260 milioni di barili di riserve. (ats)
Su Hormuz, «chi aiuta gli Usa sarà complice d'aggressione»
Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero "complici" dell'aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn. Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l'attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe "complice dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori". (ats)
Sirene in Bahrein, allarme in Qatar
Sia in Bahrein che in Qatar, le autorità hanno diramato un'allerta alla popolazione, invitandola a rimanere al chiuso o a trovare riparo.
Mojtaba «gravemente ferito» in un attacco israeliano
La nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, è rimasta gravemente ferita in un attacco di Israele. Lo ha confermato la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard, ammettendo che Mojtaba Khamenei è più intransigente del padre ma, a causa delle sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano risulta poco chiaro. (ats)
Un piano "a sei" per riaprire Hormuz: l'annuncio di Londra
Sei Paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone - si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran. (ats)
Merz: «Possiamo fare molto. Ma interverremo solo quando cesseranno le ostilità»
La Germania non interverrà in Medio Oriente fin quando non cesseranno le ostilità. Lo ha affermato oggi il cancelliere tedesco Friedrich Merz da Bruxelles. «Saremo coinvolti solamente quando le armi faranno silenzio», ha dichiarato alla stampa. «Possiamo fare molto e questo include anche aprire nuove rotte marine e mantenerle libere. Ma non mentre le ostilità continuano. Lo faremo solo quando cesseranno».
AFPHegseth: «Alleati europei ingrati»
«L'Iran ha terrorizzato l'America e i nostri interessi per 47 anni» e «i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie». Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. (ats)

La guerra colpirà anche i biglietti aerei
L'avvertimento arriva da Airlines for Europe: l'impennata dei prezzi del petrolio si farà sentire anche sul costo dei viaggi
«Traditori sionisti», Teheran annuncia l'arresto di 97 persone
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di 97 persone, definite «traditori sionisti», e l'uccisione di un «noto criminale» durante operazioni in varie parti del Paese. «Questi elementi traditori, che intendevano seminare il caos e commettere omicidi sotto la guida del nemico americano-sionista, sono stati identificati e arrestati», ha affermato il ministero, come riferisce Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono state sequestrate armi da fuoco e munizioni. (ats)
GettyFilmati di guerra, decine di arresti in Iran
Una quarantina di persone sono state arrestate in Iran per aver inviato materiale visivo sul conflitto in corso a «network ostili». Lo riferisce Al Jazeera citando le parole di un comandante di polizia iraniano rilasciate all'iraniana IRIB.
Macron: «Attacchi sconsiderati»
L'escalation che vede coinvolte «per la prima volta» le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo «è sconsiderata». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. «Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati», ha aggiunto. (ats)
Kallas: «La guerra in Iran non ha una base di diritto internazionale»
Non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l'uso della forza è previsto nel caso dell'autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell'Ue non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra", ha sottolineato. All'ultimo consiglio Esteri "i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati" e alcuni "affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi" (ats)
AFPRutte: «Hormuz deve riaprire. Troveremo una via d'uscita»
«Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un punto stampa col presidente romeno. «Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita», ha aggiunto. (ats)
Arabia Saudita, la raffineria Samref colpita da un drone
Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e "la valutazione dei danni è in corso", ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita. Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.
Dall'Italia, Crosetto: «Centinaia di cellule iraniane dormienti in tutto il mondo»
«Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono in questo momento presi in considerazione. Il tema è invece il terrorismo. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto di terrorismo. Sono dormienti da anni e collocati un po' in tutto il mondo. Questo è un problema più grosso». Lo ha detto il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto a radio Rtl 102.5. (ats)
Anche il gas decolla
Il prezzo del gas schizza in avvio a 74 euro al megawattora, poi ripiega su quota 70 euro. A spingere le quotazioni l'inasprimento delle tensioni in Medio Oriente. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf scambiano a +26,6%. (ats)
Pechino sull'uccisione di Larijani: «Inaccettabile»
La Cina definisce «inaccettabile» l'uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ucciso da Israele, e di altri leader e ha nuovamente chiesto un cessate il fuoco immediato. «Ci siamo sempre opposti all'uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili», ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian. (ats)
Trump minaccia di nuovo l'Iran
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar. Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti «non sapevano nulla» del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan. «Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar». (ats)
Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente
L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg. Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano. (ats)
Petrolio, impennata del Brent
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente. L'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia a un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche. (ats)
Petrolio, impennata del Brent
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente. L'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia a un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche. (ats)
Missili iraniani in Cisgiordania: 4 morti
È di quattro donne morte il bilancio di un attacco missilistico iraniano vicino a Beit 'Awwa, a sud-ovest di Hebron, in Cisgiordania. Almeno quattro donne sono rimaste uccise e almeno altre sei sono rimaste in un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania. Erano in un salone di bellezza colpito da una bomba a grappolo Lo riferiscono i media palestinesi. (ats)
dpaQatar, nuovo attacco dell'Iran contro il principale impianto di gas
Il Qatar ha segnalato oggi un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto. (ats)



