Ecco Amelia, l'estremista di destra creata dalla AI

Il personaggio, ideato per un videogioco educativo, è diventato un meme xenofobo e virale tra i giovani britannici. Ecco perché.
Amelia è una ragazza dall'aria sveglia, i capelli viola e il piglio di chi non si fa problemi ad esprimere ciò che pensa. La si potrebbe vedere in giro, passeggiare per le vie del centro di Londra con una bandiera della Union Jack in mano, in un pub a gustarsi un tradizionale piatto di fish and chips o a bere il thè insieme ad una vecchietta dall'aria rispettabile.
Questo se non è impegnata a difendere delle studentesse all'uscita di scuola da un gruppo di adescatori o a chiedere al primo ministro britannico Starmer «come diavoli siamo passati da Churchill a te, idiota?», o al sindaco Sadiq Khan «questa è Londra, amico, e non l'Afghanistan o Guerre Stellari».
«Gli inglesi sono famosi per la loro educazione - ricorda Amelia in un video diventato virale online - ma questo non deve significare che siamo disposti a compiere un suicidio culturale» che, nello specifico, si concretizzerebbe nell'accogliere indiani e persone di fede musulmana.
«Non voglio che questo sia il futuro delle donne britanniche - dice Amelia mentre passa in mezzo ad un gruppo di donne che indossano un niqab nero - e sono sicura che nemmeno le donne dell'Iran e dell'Afghanistan lo volessero».
Una nazionalista, o meglio sarebbe dire una estremista di destra con l'abito rosa, che dal gennaio di quest'anno sta spopolando su Reddit e Twitter, ma che, a differenza di altri opinionisti ha una caratteristica particolare: non esiste. O per meglio dire, esiste solo su internet, dato che è stata creata dall'intelligenza artificiale e per motivi, che con l'ideologia di estrema destra, hanno ben poco a che vedere.
La sua prima volta - Amelia, la studentessa goth, è comparsa per la prima volta nel gioco Pathways, un videogame rivolto agli studenti britannici di età compresa tra gli undici e i diciotto anni, nell'ambito del programma antiterrorismo del Ministero dell'Interno britannico denominato Prevent, e sviluppato dalla società di media Shout Out Uk.
Il protagonista, Charlie, il cui sesso non è specificato e per il quale si usa il pronome 'loro', si trova a dover affrontare contesti diversi dovendo scegliere, di volta in volta, se adottare un comportamento costruttivo o dare la colpa agli immigrati che “rubano il lavoro”.
Lo scopo del gioco è quello di rimanere entro una fascia verde di tolleranza, mentre, chi finisce nella fascia rossa viene invitato a richiedere un sostegno psicologico a causa del proprio orientamento razzista o viene indirizzato ad un esperto di antiterrorismo. È proprio in questo gioco che Charlie conosce Amelia, una convinta manifestante anti-immigrazione che prova a coinvolgerlo nelle proprie attività.
Amelia AI/XIl gioco delle polemiche - Il videogioco, voluto per fini istruttivi, ha ricevuto moltissime critiche in Gran Bretagna, essendo stato giudicato inefficace, se non addirittura dannoso per l'estrema drammatizzazione degli scenari proposti, e in più, cosa paradossale, è servito a lanciare la stessa Amelia che invece, a dispetto del proprio look curato e dalla sua aria sbarazzina, veicola messaggi molto pericolosi ed estremisti.
Come riferito dal Guardian, secondo la Peryton Intelligence, una società del Regno Unito che monitora la disinformazione, il personaggio sarebbe comparso per la prima volta su X in un meme creato da un account anonimo noto per la sua attività di diffusione di messaggi di estrema destra, il 9 gennaio scorso e visualizzato 1,4 milioni di volte. I contenuti che hanno Amelia come protagonista hanno poi avuto un'impennata, passando da una media di cinquecento al giorno ai circa dieci mila dal 15 gennaio scorso, quando il fenomeno è diventato globale.
Amelia AI/XIl fascino del razzismo - Ciò che ha sorpreso gli esperti è come un personaggio, che avrebbe dovuto rappresentare un cattivo esempio per i suoi slogan nazionalisti, sia invece stato adottato da un numero crescente di giovani, conquistando sempre più spazio grazie a dei video o meme generati dall'intelligenza artificiale che la vedono diffondere messaggi a tratti violenti. Nel video precedentemente citato, nel quale si scagliava contro i migranti, non si fa scrupolo di affermare che «le nostre istituzioni, la Chiesa d'Inghilterra, la Bbc sono un branco di omosessuali e pedofili», mettendo in guardia sul fatto che non ci si senta protetti neanche dalla polizia perché «troppo impegnata a confiscare attrezzi da giardinaggio e sopprimere la libertà di parola».
Queste frasi accompagnano le immagini di una persona anziana portata via dalle forze dell'ordine perché ha «twittato in maniera scortese», chiaro riferimento alla cultura woke fortemente criticata dall'estrema destra. La ragazza poi si chiede se l'incapacità della Gran Bretagna di tenere a freno questa situazione, pur avendo sconfitto in passato «l'invincibile armata spagnola, Napoleone e i nazisti», non dipenda dal fatto che «le discendenze britanniche con un po' di palle siano state spazzate vie dalla due Guerre Mondiali».
Amelia AI/XIl meme diventa criptovaluta e scatena la corsa all’oro digitale - La cosa più «surreale», come detto sul Guardian, del successo di Amelia è stata la creazione anche di una criptovaluta con il suo nome, con utenti che cercano di farla fruttare il più possibile sulla scia della crescente fama del meme. L'account su X che vende tale criptovaluta ha più di sessantadue mila follower, e persino Elon Musk, dall'alto delle sue centinaia di migliaia di seguaci, ha ripubblicato uno dei post comparsi sul profilo di Amelia.
«Quello che stiamo vedendo è la monetizzazione dell'odio. Abbiamo visto gruppi di Telegram scambiarsi messaggi in cinese sulla moneta meme e parlare di come gonfiare artificialmente il suo valore, quindi stanno facendo un sacco di soldi», ha dichiarato Matteo Bergamini, fondatore e Ceo di Shout Out Uk che ha sviluppato il gioco originale.
Il Ceo ha anche chiarito il fatto che la versione originale del gioco fosse stata pensata per essere utilizzata nelle aule scolastiche unitamente ad altre risorse didattiche e che, a dispetto delle numerose falsità circolate in rete, «il gioco non afferma che mettere in discussione la migrazione di massa sia intrinsecamente sbagliato».
Sempre sulle pagine del Guardian, Bergamini ha rimarcato il fatto di come questa esperienza «abbia mostrato perché questo lavoro è così importante, ma ci fornisce anche il modo di pensare alla nostra sicurezza nel condurre questo progetto a causa del coordinamento altamente sofisticato di coloro che traggono profitto dall'odio». Anche il Ministro degli Interni ha difeso il progetto, sostenendo che Pathways era stato progettato per «colpire i rischi di radicalizzazione locale e sono stati creati e consegnati indipendentemente dal governo».
Amelia AI/XDalla protesta alle piazze - Una delle maggiori critiche mosse all'iniziativa è quella di aver voluto veicolare un messaggio negativo creando una portavoce che, per aspetto e movenze, fosse potenzialmente abile ad attirare più consenso che dissenso, basti pensare che la maggior parte degli utenti che seguono Amelia sono quasi esclusivamente dei giovani uomini. Per Siddharth Venkataramakrishnan, analista dell'Istituto per il dialogo strategico, Isd, il meme è riuscito a catturare l'attenzione di quella fetta di estrema destra chiamata “dissidente”, composta da «individui che si posizionano al di fuori della scena politica mainstream» e che, quindi, sono attratti da messaggi d'odio populisti che fanno leva sulle paure diffuse nella società contemporanea a livello internazionale.
In Inghilterra, d'altra parte, si assiste da tempo ad una nuova ondata di attivismo nazionalista che porta un numero crescente di persone ad organizzare raduni fuori dagli hotel che ospitano persone in cerca di asilo o a marciare in centinaia di migliaia nella capitale del Regno Unito, come capitato lo scorso 13 settembre, in una manifestazione anti-immigrazione organizzata dall'attivista Tommy Robinson.
L'uomo ha poi dichiarato trattarsi di «una dimostrazione di unità patriottica come niente di mai visto fino ad ora (…) la scintilla di una rivoluzione culturale in Gran Bretagna», essendo necessario riappropriarsi delle libertà di parola e del patrimonio e della cultura britannica dato che «i migranti hanno più diritti in tribunale rispetto al popolo britannico che ha costruito questa nazione».
Anche in questo caso, così come successo in altri Paesi europei, si soffia sul fuoco della paura che le persone provano nei confronti di un fenomeno migratorio avvertito come incontrollato, e di un piano, denominato 'Grande sostituzione', di cui parla l'estrema destra europea, che prevederebbe di sostituire la popolazione bianca con i migranti non bianchi e di fede non cristiana.
Appendice 1
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Amelia AI/X
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