L'orco arriva nel sonno

Dalla cronaca al web, la realtà inquietante della "sonnofilia": uomini ordinari pronti a perpetrare violenze sulle donne incoscienti.
Li chiamiamo mostri. Sono coloro che compiono azioni riprovevoli in spregio alla legge e che ci illudiamo di considerare dei diversi: il mostro in contrasto con ciò che è normale.
Eppure, sono veramente rari i casi in cui, a ben vedere, il mostro non ci appaia familiare: un padre, una madre, un nonno, un vicino di casa. Una persona come noi, con una famiglia, un lavoro, una vita, che, a un certo punto, commette delle azioni terribili. Il caso di Gisèle Pelicot, in questo senso, è esemplificativo: il suo carnefice, infatti, è l'uomo con cui è stata sposata per decenni.
Dominique, un pensionato, una persona comune che aveva una vita comune, così come le centinaia di altri orchi che di notte la violentavano nel sonno: operai, medici, padri di famiglia, fidanzati, ben lontani dall'idea di Mostro. Anche la Pelicot ha sempre sostenuto che i suoi violentatori andassero visti così come erano, persone normali capaci di azioni mostruose, e che «a vergognarsi non dovessero essere le vittime ma gli autori delle violenze».
Quando queste persone sono state condannate, la società civile si è illusa, ancora una volta, di aver rinchiuso dietro a delle sbarre la propria parte marcia, degli uomini con delle devianze inconciliabili con il vivere comune. L'aver violentato, per anni, una donna in stato di incoscienza non poteva che essere bollato come mostruoso e perciò compiuto da persone anormali, come se l'anormalità fosse uno stigma visibile che differenzia i rei dagli innocenti.
ImagoUno degli imputati lascia il tribunale di Avignone per il processo a Dominique Pelicot, ex compagno di Gisele Pelicot, accusato di averla drogata per quasi dieci anni e di aver invitato sconosciuti a violentarla nella loro casa di Mazan, una piccola città nel sud della Francia, ad Avignone, nel sud della Francia, 26 novembre 2024.Che dire allora delle centinaia di uomini che hanno risposto a un finto annuncio pubblicato da un giornalista canadese candidandosi come stupratori della moglie di quest'ultimo? La violenza si sarebbe consumata mentre la donna dormiva, dei Pelicot replicati in serie. Hugo Meunier, un giornalista del Quebec, nel giugno del 2025, ha voluto pubblicare un falso annuncio su una piattaforma di incontri canadese, Jalf, nel quale aveva scritto «ho una fantasia piuttosto concreta. Vieni a scopare mia moglie che dorme. Silenzio, non deve svegliarsi», accompagnato da due immagini, generate dall’intelligenza artificiale, di una donna profondamente addormentata.
Dopo pochi minuti, Meunier aveva già ricevuto i primi due messaggi con i quali ci si candidava a compiere lo stupro, e nel giro di quarantotto ore erano arrivati a centocinque. Come raccontato dal quotidiano tedesco Nzz, «di questi uomini, solo tre hanno chiesto se la donna fosse d'accordo, e solo uno ha chiarito che, in caso contrario, si sarebbe trattato di uno stupro». Il giornalista aveva imposto ai partecipanti le stesse condizioni definite da Dominique Pelicot, ossia niente rumori, nessun profumo e odore di tabacco, e le mani calde.
«All'uscita del processo Pelicot, sono stato colpito da una frase di Caroline Darian, la figlia di Gisèle Pelicot, che diceva che questo caso era probabilmente l'albero che nascondeva la foresta. Ed ero stato personalmente segnato dal profilo degli aggressori, che erano impiegati, padri di famiglia, persone di tutte le età» ha raccontato Meunier a Tv5Monde. Queste persone, come detto dallo stesso, «erano i nostri vicini, il signor Tout-le-Monde, ed è quello che più mi ha colpito». Per tale motivo aveva deciso di indagare su questo aspetto della vicenda, rimanendo sconvolto dal numero di persone che si dichiaravano disponibili a compiere una violenza simile.
Non solo quasi nessuno aveva obiettato nulla sulla liceità del loro comportamento, ma avevano condiviso «tutti i dettagli molto precisi su ciò che avrebbero fatto con questa donna addormentata. Ho ricevuto delle foto di loro a viso scoperto, il che mi ha stupito e mi ha permesso di vedere che erano uomini di tutte le età.
DepositImmagine emblematicaQuesta inchiesta giornalistica è poi diventata un documentario, girato insieme alla regista Chloé Giroux per il media Urbania, intitolato "Prêts à coucher avec une femme endormie", che indaga sugli aspetti più oscuri di una vicenda che, ancora una volta, chiama in causa il concetto di "normalità", applicata però ad azioni mostruose. Due settimane dopo la pubblicazione del suo annuncio, il giornalista ha avuto notizia della sua cancellazione a seguito della segnalazione di un utente del sito.
«Sono stato rassicurato dalla notizia che siamo stati segnalati, e a sapere che ci sono persone che fanno questo tipo di smistamento» racconta Meunier nel suo documentario, ammettendo anche di aver perso un po' della sua fiducia e innocenza al termine di questa inchiesta giornalistica. «Sono un uomo di quarantasette anni, non ho mai subito aggressioni e avevo l'impressione che Montreal fosse l'eccezione che conferma la regola, che le donne fossero al sicuro, che potessero uscire fino alle tre o quattro del mattino senza essere disturbate.
«Sono partito con questa storia con l'idea che non avrebbe funzionato» ha detto il giornalista canadese a Tv5Monde, per poi essere drammaticamente smentito nei fatti. Si rimane sconvolti all'idea che, dopo appena pochi mesi dalla conclusione del processo Pelicot che ha avuto una rilevanza mondiale, ci siano state delle persone che si mostrassero disponibili a compiere una tale brutalità, tanto che lo stesso giornalista ha confessato di aver concluso la sua inchiesta «con più domande di prima».
Quanto messo in luce dal documentario non è un fenomeno isolato, ma una realtà esistente nei siti di incontri e in altre app di messaggistica, come Telegram, dove centinaia, se non migliaia di utenti, si dicono interessati a perpetrare questo genere di violenze. Nel dicembre dello scorso anno, un team investigativo di Strg_F ha tenuto d'occhio decine di gruppi di Telegram frequentati da decine di migliaia di membri che, come raccontato su Tagesschau24, si scambiavano dei consigli su come mettere in stato di incoscienza delle donne, per poi violentarle senza poter essere fermati.
Secondo il media tedesco, gli utenti «si incitavano a vicenda, offrendo le proprie partner per farle stuprare, condividendo le violenze e le relative registrazioni». Si parla di sorelle, mogli o fidanzate, e se alcuni di loro garantivano che le donne in questione fossero consenzienti, molti altri si vantavano di agire alle loro spalle. In alcuni casi, le violenze avvenivano in tempo reale, davanti a un pubblico online, non prima di essersi scambiati informazioni sui farmaci da utilizzare. Si è scoperto che spesso i principi attivi capaci di indurre uno stato di incoscienza si trovano in medicinali molto comuni, come un farmaco contro il vomito e addirittura in prodotti per capelli.
DepositImmagine emblematicaDavanti a questo stato di cose, molti esperti hanno parlato di "sonnofilia", o sindrome della Bella Addormentata, una parafilia che si configura quando una persona è eccitata sessualmente da un’altra, addormentata o in stato di incoscienza. Il piacere deriverebbe proprio dal poter manipolare la partner come una sorta di bambola o oggetto inanimato, cercando in tal modo «una sessualità unidirezionale: sono io e quello che voglio fare a discapito dell'altro» come detto a Tv5Monde dalla sessuologa Laurence Desjardins.
In questi casi emerge anche una misoginia latente dato che, come spiegato dall'esperta, «la donna addormentata non è considerata una persona a pieno titolo» ma più un mero oggetto erotico. Dello stesso avviso è il dottorando in sociologia Sony Carpentier, secondo il quale questi uomini trattano le donne violate come un possesso, «come se l'uomo fosse proprietario della donna e desse il permesso di usarla, come si prestano le chiavi per utilizzare la propria macchina: è immensamente violento».
È certo che i casi che vengono scoperti siano una minoranza rispetto alla violenza che prolifera online e che si esplica in episodi di stupri di donne incoscienti, quindi inconsapevoli di ciò che sta loro accadendo. Tutto questo, a prescindere dai provvedimenti adottati dalla politica e nelle opportune sedi giudiziarie, è lo specchio di una società ancora molto indietro in tema di parità e rispetto tra generi e fortemente condizionata da un modello maschilista che si sperava superato.
Appendice 1
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ImagoUno degli imputati lascia il tribunale di Avignone per il processo a Dominique Pelicot, ex compagno di Gisele Pelicot, accusato di averla drogata per quasi dieci anni e di aver invitato sconosciuti a violentarla nella loro casa di Mazan, una piccola città nel sud della Francia, ad Avignone, nel sud della Francia, 26 novembre 2024.
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