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Mafia, la parola che in Corsica nessuno vuole nominare

Mafia corsa tra omicidi, vendette e affari: la Francia costretta ad affrontare un fenomeno criminale a lungo ignorato.
Mafia corsa tra omicidi, vendette e affari: la Francia costretta ad affrontare un fenomeno criminale a lungo ignorato.

La strage di Crans-Montana ha scoperchiato un vaso di pandora che sarà difficile richiudere. Non si parla solo della drammatica morte di tantissimi giovani a causa dell'incendio scoppiato all'interno del locale di proprietà dei Moretti, ma di affari illeciti e di attività mafiose che vedrebbero coinvolti propri i coniugi corsi.

Si è sempre parlato poco della mafia corsa. Per molti era qualcosa di sconosciuto fino alla tragedia di Crans Montana. Le voci di un possibile collegamento tra la criminalità organizzata e i coniugi Moretti sta tenendo banco ormai da diversi giorni sui giornali internazionali.

Anche lo scrittore Roberto Saviano si è interrogato di recente sul Corriere della Sera sulla misteriosa ascesa nel mondo dell'imprenditoria dei Moretti, capaci di acquistare locali ed immobili senza la richiesta di alcun prestito. Per Saviano la strage di Crans-Montana “è soltanto l'epilogo visibile di una storia che riguarda molto più della sicurezza antincendio. Riguarda il modo in cui il potere economico e relazionale si esercita nelle zone grigie d'Europa. Zone dove non serve una violenza plateale, basta non fare domande”. Per Saviano è quasi incredibile come una persona come Moretti, con precedenti penali per sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona abbia potuto gestire due locali notturni in una delle località turistiche più importanti d'Europa. Per lo scrittore a rafforzare il sospetto che Jacques Moretti possa non essere estraneo a dei legami con la mafia corsa contribuisce anche l'utilizzo di un linguaggio velatamente “aggressivo ed intimidatorio” riservato a dei giovani clienti dell'altro suo locale, Le Senso. Come raccontato sul quotidiano italiano, quando alcuni di loro hanno lasciato delle recensioni negative online, per aver notato che il locale “sembrava ostile nei confronti di studenti e giovani” ma “riservato ad una clientela scelta, cioè ricchi signori in cerca di compagnia e imprenditori disposti a spendere mille euro a bottiglia”, Moretti ha minacciato pubblicamente delle ritorsioni. Un lessico che Saviano giudica prettamente mafioso, così come sospetto appaiono i mancati controlli al locale dal 2020 al 2025, nonostante le norme comunali li prevedessero.

Freddato un ex politico - Della mafia corsa si conosce molto poco, a differenza di quella italiana, e i suoi morti ammazzati non fanno notizia, ma non è un caso che la Corsica sia considerata una regione con i tassi di criminalità più alti d'Europa. Nel 2024, l'isola ha raggiunto il triste record di 3,7 omicidi ogni cento mila abitanti, pur essendo una delle regioni meno densamente popolate della Francia, con poco più di trecentocinquanta mila abitanti. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato l'omicidio a sangue freddo di Alain Orsoni, un ex politico autonomista molto discusso in Francia. L'uomo, che era stato oggetto di diversi tentativi di omicidio e viveva all'estero, stava partecipando ai funerali della madre quando è stato freddato con alcuni colpi di arma da fuoco sparati a breve distanza. Orsoni era stato un militante di estrema destra, ed era poi entrato nel Fronte di Liberazione Nazionale Corso, Flnc, il principale gruppo indipendentista isolano, autore di moltissimi attentati contro le autorità francesi.

AFPAlain Orson

Tra omicidi, estorsioni, traffico di rifiuti, armi e droga - Come raccontato dal professore Vincenzo Musacchio, criminologo e giurista, a Rai News “la mafia corsa è un fenomeno criminale radicato nella storia dell'isola e legato alla presenza di gruppi criminali organizzati non verticistici (…) attivi in vari settori inclusi omicidi, estorsioni, traffico di rifiuti, armi e droga”. La mafia corsa trae le sue origini storiche nel banditismo ottocentesco diffuso nel territorio per poi, abbracciare nel tempo, attività legate al traffico di droga, il racket della prostituzione e attualmente, in collaborazione con dei gruppi criminali nordafricani, il traffico di esseri umani. Mentre i banditi si davano alla macchia per reati legati prevalentemente a faide familiari o casi di omicidio, i gruppi mafiosi sono costituiti da alcune decine di membri, e possono stringere delle alleanze o porsi in contrasto fra di loro per il dominio di uno specifico territorio.

Il sangue dei padri ricade sui figli - Negli anni Settanta, il gruppo mafioso corso più famoso era il Brise de Mar, con base a Bastia, anche se era infiltrato nella Francia continentale, in Italia e America Latina. Tra i suoi fondatori compariva anche quel Francis Guazzelli ucciso nel 2009, il cui figlio Christophe aveva a sua volta freddato a colpi di Ak-47 all'aeroporto di Bastia, Tony Quilichini e Jean-Luc Codaccioni, autori dell'omicidio del padre. Un vecchio proverbio corso recita infatti che “il sangue dei padri ricade sui figli”. Come spiegato dallo stesso Saviano, i clan mafiosi investivano i propri soldi in bar, discoteche e locali notturni o case da gioco, mutuando i propri nomi dai locali che gestivano.

AFPFamiliari e parenti seguono il carro funebre durante il funerale dell'ex nazionalista corso Alain Orsoni ad Ajaccio, Cordica, ucciso a colpi d'arma da fuoco il 12 gennaio 2026 mentre partecipava al funerale della madre

Ucciso davanti alla bara della madre - Ad Ajaccio, invece, andò affermandosi il Petit Bar, dal nome di un noto stabilimento di proprietà di Ange-Marie Michelosi, del clan di Jean-Jérôme Colonna, che verrà assassinata a Porticcio nel 2007. Si ritiene sia il gruppo criminale più potente della Corsica e l'unico ad essere riuscito a creare un sistema di influenze economiche e politiche con metodi classicamente mafiosi. Nel sistema di faide che insanguina la Corsica, il clan Orsoni si poneva in netto contrasto con il Petit Bar, partecipando alla guerra fra clan per la spartizione del territorio dell'isola francese. Come detto, Alain Orsoni è stato ucciso davanti alla bara della madre alcuni giorni fa, mentre suo figli Guy, dal nome di uno zio assassinato come il padre, medita la sua vendetta in carcere, in una spirale senza fine di vendette sanguinose e lotte per il potere.

Una mafia che scuote la Francia - Secondo il Sirasco, il servizio di intelligence criminale della polizia giudiziaria, “da diversi mesi è in corso un ampio rimescolamento, che scuote gli equilibri locali e solleva i timori di una escalation delle tensioni”. La criminalità corsa, così come accade in altri Paesi, è in trasformazione, così come riferito dal rapporto della Direzione Generale della Polizia Nazionale del 2022 nel quale si legge che “dove prima c'erano gruppi criminali di clan altamente specializzati, basati su una storia, ora c'è una sorta di atomizzazione all'interno della criminalità. Persone che escono da questi clan e che fanno molti soldi con i narcotici”. Nel solo dipartimento di Ajaccio opererebbero sei gruppi criminali, tra i quali spicca quello guidato da Jacques Mariani, erede del clan Brise de Mar, il quale, secondo la polizia, riuscirebbe a coordinare le attività del gruppo anche dalla prigione nella quale si trova detenuto.

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Il tabù corso che nessuno vuole nominare - Nonostante l'allarmante situazione, per moltissimo tempo la Francia ha faticato nell'ammettere la presenza della Mafia nel territorio corso. “Ciò è avvenuto principalmente per ragioni culturali. La Francia è la terra dei diritti umani. Ci sono stati molti complici passivi ed attivi, molti funzionari pubblici che non volevano chiamare la malattia con il suo nome” ha dichiarato a Le Monde Léo Battesti, ex attivista nazionalista e fondatore dell'associazione 'Maffia No a vitta iè', No alla Mafia, Sì alla Vita, che ha aggiunto che almeno la battaglia semantica “è stata vinta”. Dal punto di vista giudiziario invece la questione è tutt'altro che risolta anche perché, come spiegato dal procuratore di Bastia Jean-Philippe Navarre, per combattere efficacemente il fenomeno mafioso, occorre una vera e propria rivoluzione culturale. “E' importante capire che un criminale del continente, diventato milionario attraverso affari di droga, sogna di portare i suoi soldi a Dubai, possedere un hotel, una villa, ragazze. Anche il criminale corso avrà questo, ma il suo sogno è tornare ogni estate e avere persone che abbassano lo sguardo quando si siede alla terrazza del bar” ha detto Navarre a El Pais. “Quando si mancherà loro di rispetto, o saranno rifiutati, avremo guadagnato qualcosa-ha aggiunto il procuratore-questo è il lavoro del sistema giudiziario, dello Stato, dell'istruzione nazionale e dei collettivi. Tutti devono mobilitarsi per cambiare le cose”


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AFPFamiliari e parenti seguono il carro funebre durante il funerale dell'ex nazionalista corso Alain Orsoni ad Ajaccio, Cordica, ucciso a colpi d'arma da fuoco il 12 gennaio 2026 mentre partecipava al funerale della madre

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AFPFamiliari e parenti seguono il carro funebre durante il funerale dell'ex nazionalista corso Alain Orsoni ad Ajaccio, Cordica, ucciso a colpi d'arma da fuoco il 12 gennaio 2026 mentre partecipava al funerale della madre

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