«Ci prepariamo all'ingresso a Gaza, non dirò come e quando»

Le parole alla nazione di Netanyahu. Gli obiettivi «eliminare Hamas e liberare gli ostaggi»
La guerra a distanza continua a mietere vittime e distruzione. Su Israele è proseguita la pioggia di razzi da Gaza e rimane il rebus degli ostaggi, specie dopo gli ultimi rilasci con il contagocce da parte di Hamas. L’ultimo bilancio da Gaza invece - dove una popolazione stremata tenta di spostarsi sempre più a sud - indica ben 5'791 morti, di cui 2'360 minori e bambini. Secondo il ministero della Sanità locale, 12 ospedali e 32 cliniche hanno già dovuto chiudere i battenti.
Onu: Russia, risoluzione Usa è licenza all'attacco a Gaza
«La risoluzione americana è una licenza perché Israele attacchi Gaza», lo ha detto il Rappresentante permanente di Mosca all'Onu Vasily Nebenzya illustrando la risoluzione russa sul conflitto tra Israele e Hamas. Nebenzya ha stigmatizzato il fatto che la risoluzione americana, che non chiede il cessate il fuoco a Gaza, ricordi il diritto di Israele all'autodifesa. (Ats-ans)
Onu: Usa, la diplomazia funziona, aiuti arrivano a Gaza
«Abbiamo visto i frutti della diplomazia perché aiuti umanitari hanno cominciato ad arrivare a Gaza, ma molto di più è necessario». Lo ha detto la Rappresentante permanente degli Stati Uniti all'Onu Linda Thomas-Greenfield spiegando perché i membri del Consiglio di Sicurezza dovrebbero appoggiare la bozza di risoluzione «forte e equilibrata» di Washington oggi ai voti dei Quindici.
Thomas Greenfield ha invece sottolineato che la risoluzione presentata dalla Russia in alternativa a quella americana è «in cattiva fede». (Ats-ans)
Oms, Hamas liberi tutti gli ostaggi per motivi sanitari
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha chiesto oggi ad Hamas di fornire prove che gli ostaggi che detiene sono in vita e di rilasciarli tutti per motivi di salute. «C'è un urgente bisogno che i sequestratori degli ostaggi forniscano prove di vita, della fornitura di assistenza sanitaria e il rilascio immediato, per motivi umanitari e sanitari, di tutte le persone rapite», ha detto in una nota il capo dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. (Ats ans afp)
ImagoIsraele si sta preparando per l'invasione di terra a Gaza ma non è possibile dare altri dettagli al momento. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu parlando alla nazione.
«Ci prepariamo all'ingresso a Gaza, non dirò come e quando. Ci sono considerazioni che non sono note al grande pubblico. La data dell'ingresso nella Striscia sarà decisa dal Gabinetto di guerra», ha aggiunto Netanyahu in una dichiarazione alla stampa. «Gli obiettivi - ha proseguito - sono due: eliminare Hamas e liberare gli ostaggi. Tutti quelli che hanno partecipato all'attacco del 7 ottobre sono passibili di morte».
Dal canto suo, il presidente francese, Emmanuel Macron, esprimendosi dal Cairo, ultima tappa della sua maratona diplomatica in Medio Oriente, ha affermato che una "massiccia" operazione terrestre di Israele nella Striscia di Gaza sarebbe "un errore". Per il leader francese, un tale scenario "metterebbe in pericolo la vita delle popolazioni civili", senza per giunta "proteggere nel tempo Israele".
Parlando poco prima del decollo dal Cairo, Macron ha detto che se quello di Israele nella Striscia di Gaza dovesse essere "un intervento massiccio che mette in pericolo la vita delle popolazioni civili, allora penso che sarebbe un errore per Israele, anche perché non è qualcosa che protegge Israele nel tempo ed è qualcosa di non compatibile con il rispetto delle popolazioni civili, del diritto internazionale umanitario e anche delle regole della guerra".
Il leader francese è anche tornato a spingere per la creazione di una coalizione internazionale anti-Hamas sul modello di quella anti-Isis. "La lotta al terrorismo non è questione di un solo Paese"; ha avvertito, ricordando che la Francia è stata colpita dall'attacco del 7 ottobre contro Israele, perché "abbiamo perduto 31 connazionali". Macron esclude tuttavia l'invio di soldati francesi sul posto: "non è affatto previsto di inviare militari nella Striscia di Gaza".
Intanto, il Governo israeliano ha fatto sapere che più della metà dei circa 220 ostaggi tenuti da Hamas hanno passaporti stranieri provenienti da 25 Paesi diversi, tra cui 54 cittadini tailandesi. Secondo l'esecutivo, 138 degli ostaggi hanno passaporto straniero, inclusi 15 argentini, 12 tedeschi, 12 americani, 6 francesi e 6 russi. (Ats-ans)
Macron, nave militare francese in appoggio a Gaza
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato l'invio di «una nave della marina nazionale francese per appoggiare gli ospedali di Gaza». Al termine di un incontro al Cairo con il presidente egiziano Al Sisi, Macron - durante la conferenza stampa congiunta - ha annunciato l'invio della nave che salperà da Tolone «nelle prossime 48 ore». Quanto agli aiuti umanitari - ha aggiunto Macron - «un aereo francese si poserà da domani» in Egitto e «altri seguiranno». La Francia continuerà ad «accrescere il suo aiuto umanitario» a favore dei civili palestinesi colpiti dal conflitto in Medio Oriente: è quanto afferma l'Eliseo, in una nota diffusa dopo l'incontro di oggi in Giordania tra il presidente francese, Emmanuel Macron e il Commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini. Nel corso dell'incontro, afferma l'Eliseo, Macron ha «espresso le proprie condoglianze al commissario generale dell'Unrwa, a tutti i suoi membri e ai loro cari in seguito al decesso di impiegati dell'agenzia nei territori palestinesi nel corso delle ultime due settimane». Macron e Lazzarini hanno condiviso «la loro valutazione sulla situazione a Gaza». Il commissario generale ha insistito, in particolare, sui «bisogni urgenti della popolazione in acqua, corrente elettrica, cibo, carburante e medicinali» e «sulla situazione molto degradata degli ospedali» della Striscia. Dinanzi a questa situazione Macron ha indicato che la «Francia continuerà ad accrescere l'aiuto umanitario» a favore dei civili. Oltre alla quota francese dell'assistenza Ue, ricordano a Parigi, la Francia contribuisce al bilancio dell'Unrwa con aiuti pari a 36 milioni di euro. «Nel quadro degli aiuti supplementari per la popolazione palestinese - si prosegue nella nota - la Francia ha deciso di versare oltre 4 milioni di euro supplementari all'Unrwa per la sua risposta d'urgenza nei settori dell'alimentazione, dei rifugi, della salute e della protezione, in particolare, di donne e bambini». Macron ha infine ricordato «il suo sostegno alle azioni dell'Unrwa a beneficio della società civile palestinese e il proseguimento del suo impegno al suo fianco per la costruzione di un futuro Stato palestinese». (Ats ans)
Israele contro Erdogan: «Hamas è come l'Isis»
«Israele respinge pienamente le parole del presidente turco nei confronti (di) Hamas. Hamas è una spregevole organizzazione terroristica peggiore dell'Isis che uccide brutalmente e intenzionalmente neonati, bambini, donne e anziani, prende in ostaggio civili e usa la propria gente come scudi umani». Lo afferma Lior Haiat, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. «Anche il tentativo del presidente turco di difendere l'organizzazione terroristica e le sue parole incitanti non cambieranno gli orrori che il mondo intero ha visto e il fatto inequivocabile: Hamas = Isis», scrive su X. Intanto, una fonte straniera anonima coinvolta nei negoziati, citata dalla tv israeliana Kan, ha riferito che «in questa fase ci sono sviluppi positivi riguardo gli ostaggi» di Hamas a Gaza. Anche un'altra tv, Canale 12, parla di segnali positivi sui prigionieri. Dal canto suo, il presidente egiziano Al Sisi ha lanciato un appello davanti al presidente francese Emmanuel Macron ad «evitare un'invasione di Gaza via terra». Lo ha detto lo stesso Sisi al termine dell'incontro fra i due, in una conferenza stampa congiunta, ringraziando più volte il presidente francese «per i suoi sforzi di questi giorni» per riportare la calma nella regione. Il presidente francese, Emmanuel Macron ha invece affermato che la Francia «non usa due pesi e due misure» con le vittime di una parte e dell'altra nel conflitto fra Israele e palestinesi. «Le vittime - ha detto Macron - sono tutte uguali e meritano tutte la stessa compassione».
Il primo aereo britannico con aiuti per Gaza è partito per l'Egitto
Il primo aereo della Royal Air Force (RAF) con aiuti umanitari di emergenza britannici per la popolazione di Gaza colpita dai bombardanti israeliani è partito dal Regno Unito alla volta dell'Egitto. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Grant Shapps, sottolineando l'impegno di Londra per «aiutare coloro che soffrono nella crisi umanitaria creata da Hamas». A bordo del velivolo militare ci sono 21 tonnellate di aiuti, che comprendono rifornimenti, attrezzature mediche e filtri per l'acqua. Nei giorni scorsi il premier conservatore Rishi Sunak aveva deciso uno stanziamento di fondi aggiuntivi per 30 milioni di sterline da destinare all'emergenza a Gaza. (Ats ans)
Il parlamento libico: «Via gli ambasciatori che sostengono il genocidio palestinese»
«Un arresto immediato dell'aggressione da parte di Israele» a Gaza è stato auspicato dal Parlamento libico con sede a Bengasi (Hor) con una dichiarazione in cinque punti nella quale si chiede tra l'altro «la cacciata dal Paese degli ambasciatori di Usa, Regno Unito, Italia e Francia» accusati sostenere il genocidio contro i palestinesi a Gaza da parte israeliana e «se i massacri commessi da questo nemico sionista non si fermeranno, chiediamo che il governo libico interrompa la fornitura di petrolio e gas agli Stati che sostengono l'aggressione israeliana a Gaza». Il documento «saluta con favore tutti i Paesi del mondo i cui popoli sono scesi in strada per esprimere il sostegno ai palestinesi» e invoca «una riunione d'urgenza della Lega Araba e delle organizzazioni islamiche». (Ats ans)
Berna sospende il sostegno a 11 ong palestinesi e israeliane
La Svizzera sospende il suo sostegno finanziario a undici organizzazioni non governative (ong) palestinesi e israeliane. Lo ha reso noto oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). (fonte ats)
Lapid: «Quanti ebrei devono morire prima che smettiate di incolparci per qualunque cosa?»
Il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, attacca «l'estrema sinistra globale» su X: «Quanti ebrei devono morire prima che smettiate di incolparci per qualunque cosa accada? Quel sabato buio di due settimane fa ne sono stati uccisi 1'400. Di quanti altri avete bisogno? Diecimila? 6 milioni?», scrive l'ex premier che non ha voluto entrare nel governo di emergenza nazionale dopo il 7 ottobre, riferendosi al numero - 6 milioni - di ebrei uccisi nella Shoah. Lapid fa un lungo thread in cui pone «tre domande». «La seconda domanda è questa- scrive -: i vostri sentimenti vi esentano dal conoscere i fatti? Capisco che stiate sentendo la sofferenza dei palestinesi, la sentite veramente, è un sentimento forte. Ma davvero non avete alcun interesse per la realtà dei fatti» come, «per esempio, che Hamas non sostiene la soluzione a due Stati?». «La terza domanda è: sapete che c'è una semplice risposta alle prime due domande? Perché contrariamente a tutto ciò che pensate di voi stessi, tutto quello che dite sull'essere umani, paladini dei diritti umani e tutto il resto, avete un altro tratto della personalità: siete antisemiti», accusa Lapid. «So che pensate di non esserlo - conclude - ma lo siete». (fonte ats)
Erdogan cancella la visita in Israele
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che cancellerà la pianificata visita in Israele e parla di crimini contro l'umanità premeditati da parte dello Stato ebraico a Gaza. «Circa la metà di coloro che sono stati uccisi negli attacchi israeliani su Gaza sono bambini, persino questo dato dimostra che l'obiettivo è un'atrocità, per commettere crimini contro l'umanità premeditati», ha affermato Erdogan durante un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp. «Non abbiamo problemi con lo Stato di Israele ma non abbiamo mai approvato le atrocità commesse da Israele e il suo modo di agire, simile a un'organizzazione più che uno Stato», ha aggiunto Erdogan, come riporta la presidenza di Ankara. Come riporta al-Arabiya, secondo Erdogan i militanti di Hamas sono dei «liberatori» che combattono per la loro terra e «non dei terroristi». Da parte sua il ministro degli esteri turco Hakan Fidan durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani a Doha, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt, ha sostenuto che "i fratelli palestinesi vengono colpiti a scuola e nelle moschee, senza distinzione. Si tratta di un crimine contro l'umanità". Egli ha chiesto a Israele di «fare un passo indietro», «un cessate il fuoco il prima possibile» e «l'apertura di corridoi umanitari» verso la Striscia di Gaza. «Non accettiamo punizioni collettive dei palestinesi», ha aggiunto il ministro turco. (fonte ats)
Iran su Usa: «Complici certi di Israele»
Gli Stati Uniti sono «i complici certi» di Israele nelle «atrocità commesse dal regime sionista a Gaza». Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, aggiungendo che «le visite dei capi di Stato di alcuni paesi 'maligni e tirannici' nei territori occupati da Israele indicano la loro preoccupazioni riguardo al collasso del regime sionista». Khamenei ha anche affermato che Hamas non è un gruppo terrorista. «Alcuni paesi definiscono il movimento islamico di Hamas terrorista ma il movimento cerca semplicemente di difendere la sua madrepatria», ha detto la Guida suprema. «In questi crimini, le mani dell'America sono piene di sangue, il sangue degli oppressi, dei bambini e dei pazienti (degli ospedali)», ha aggiunto Khamenei. «Se il pericolo di annientamento non stesse minacciando il regime occupante, questi maligni del mondo non avrebbero sentito il bisogno di esprimere solidarietà (a Israele) uno dopo l'altro», ha detto la Guida suprema dell'Iran. (Ats ans)
Operazioni contro Hamas anche in Cisgiordania
«In questa guerra contro Hamas noi ci siamo tolti i guanti anche in Cisgiordania»: lo ha affermato il comandante militare di quella regione, generale Avi Bluth, in un incontro con i dirigenti degli insediamenti ebraici. Dall'inizio della guerra i militari «hanno arrestato 930 ricercati, di cui 600 membri di Hamas». «Siamo determinati a ripulire i nidi del terrorismo. Faremo tutto il necessario - ha assicurato - per garantire la sicurezza degli abitanti negli insediamenti, in particolare in questi giorni difficili». Secondo il movimento dei coloni in Cisgiordania risiedono oggi oltre 500'000 israeliani. (Ats ans)

«Ucciso un comandante di Hamas»
L'esercito israeliano ha riferito di aver ucciso il comandante di Hamas del Battaglione Nord di Khan Younis, Taysir Mubasher. Questi in passato è stato comandante della forza navale di Hamas ed ha ricoperto numerose posizioni nella produzione di armi. Mubasher, ha aggiunto l'esercito, ha avuto «una vasta esperienza nelle forze armate di Hamas come comandante ed ha diretto attacchi terroristici. Inoltre è un parente di alti dirigenti di Hamas, tra cui Mohammed Deif, il comandante supremo dell'ala militare di Hamas, le Brigate al-Qassam». (Ats ans)
Vertice tra Hamas, Hezbollah e Jihad islamica
Si è tenuto a Beirut, in Libano, un vertice tra alti rappresentanti di Hezbollah, Hamas e Jihad islamica. Lo riferisce l'emittente tv al-Manar dello stesso partito armato libanese filo-iraniano. L'emittente televisiva mostra le immagini dell'incontro tra il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, il vice capo di Hamas Saleh Aruri, e il capo della Jihad islamica Ziad Nakhale. Secondo al-Manar, i tre leader arabi filo-iraniani hanno «passato in rassegna i recenti eventi nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'operazione 'Diluvio di al-Aqsa' e gli sviluppi che ne sono seguiti a tutti i livelli, nonché gli scontri in corso al confine libanese con la Palestina occupata», in riferimento a Israele. Il comunicato prosegue: «È stata fatta una valutazione delle posizioni assunte a livello internazionale e regionale e di ciò che i partiti dell'Asse della resistenza (guidato dall'Iran) devono fare in questa fase delicata per raggiungere una vera vittoria per la resistenza a Gaza e in Palestina e per fermare la brutale e sleale aggressione contro i nostri fratelli oppressi». «Si è deciso - conclude il comunicato - di continuare il coordinamento e il monitoraggio permanente degli sviluppi, su base quotidiana e permanente». (Ats ans)
Gaza, 80 morti nella notte
Sono stati oltre 80 i palestinesi rimasti uccisi la scorsa notte durante gli attacchi di Israele sulla Striscia. Lo ha fatto sapere, riferito dai media, il ministero della sanità di Hamas, secondo cui i feriti sono stati centinaia. I media hanno ricordato che Hamas nel fornire le cifre dei morti non fa distinzione tra civili e non. Il portavoce militare ha spiegato che l'esercito israeliano nella scorsa notte ha effettuato attacchi su larga scala, basati su informazione dell'intelligence, contro infrastrutture di Hamas a Gaza. Sono stati centrati «tunnel del terrore, quartier generali militari, magazzini di armi, lanciatori di colpi di mortai e lanciatori di missili anticarro". Inoltre, sempre durante la notte, l'esercito ha colpito apparati operativi di emergenza di Hamas comprese "sale di guerra, infrastrutture e quartier generali militari». «L'apparato operativo di emergenza di Hamas - ha spiegato il portavoce - è stato responsabile della creazione di blocchi che hanno impedito agli abitanti di Gaza di evacuare verso aree più sicure nel sud della Striscia di Gaza». (fonte ats)
Una rete telefonica nei tunnel, così Hamas non si è fatto ascoltare da Israele
Linee telefoniche installate attraverso la loro famigerata rete di cunicoli sotto Gaza. È in questo modo, svela la CNN, che un gruppo ristretto di operativi di Hamas è riuscito per due anni a pianificare l'attacco del 7 ottobre scorso sfuggendo alle "orecchie" ai servizi israeliani. Niente cellulari né computer. Il quadro, spiega l'emittente statunitense, è emerso da materiale d'intelligence che Israele ha condiviso con gli Stati Uniti.
Israele a muso duro con Guterres: «Nessun visto ai funzionari Onu»
L'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan ha detto che il suo paese negherà il visto di ingresso a funzionari delle Nazioni Unite dopo l'intervento di ieri del segretario generale Antonio Guterres contestato da Israele stesso. «Viste le sue parole - ha spiegato Erdan alla Radio Militare - negheremo il rilascio dei visti ai rappresentanti dell'Onu. Del resto abbiamo già rifiutato il visto al sottosegretario per gli affari umanitari Martin Griffiths. È arrivato il tempo di dare loro una lezione». Guterres aveva dichiarato che «è importante riconoscere anche che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione». Il segretario generale dell'ONU aveva sottolineato che «le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas. E quegli attacchi spaventosi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese». (fonte ats)
Raid a Jenin, il bilancio sale a 6 morti
Si è aggravato il bilancio del raid notturno condotto dalle forze israeliane nella regione di Jenin. Il Ministro della salute palestinese in Cisgiordania ha comunicato che il numero dei morti è salito a 6. Lo riporta Haaretz.
The grievances of the Palestinian people cannot justify the horrific attacks by Hamas.
— António Guterres (@antonioguterres) October 25, 2023
Those horrendous attacks cannot justify the collective punishment of the Palestinian people.
Raid israeliano a Jenin, almeno 3 morti
Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto un raid nella notte nella zona di Jenin, in Cisgiordania. Il bilancio, riferisce il Jerusalem Post, è di almeno 3 morti tra le fila palestinesi. I feriti sono almeno una ventina. Su Telegram, l'esercito israeliano ha spiegato di aver «condotto attività antiterroristiche a Wadi Bruqin, nella zona di Jenin», arrestando due persone. Durante le attività nel campo di Jenin «terroristi armati hanno sparato e lanciato ordigni esplosivi contro le forze di sicurezza israeliane», che hanno risposto utilizzando un drone.



