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Il cambiamento climatico allarga la foresta verticale

Il "grattacielo più bello del mondo" di Boeri ha ormai diversi gemelli sparsi un po' ovunque


"Ahia, non respiro più, mi sento che soffoco un po'. Sento il fiato che va giù, va giù e non sale su. Vedo solo che qualcosa sta nascendo, forse un albero, sì, un albero di trenta piani". Così cantava Adriano Celentano nel suo brano ‘Un albero di trenta piani’, nel quale l'artista critica le metropoli “con i grattacieli con la faccia di cera”, desiderando veder crescere un albero di trenta piani, capace di portare aria nuova in città.

DepositIl "Bosco verticale" a Milano

Le stagioni sulle facciate - Sembra che sia stata proprio questa canzone, e le avventure del "Barone Rampante" di Italo Calvino, la storia di un bambino che decide di vivere sugli alberi, a ispirare l’architetto Stefano Boeri per la costruzione del suo celeberrimo "Bosco verticale" a Milano. Si tratta, per i pochi che non lo sapessero, di un complesso di due palazzi residenziali a torre, situati ai margini del quartiere Isola di Milano. La peculiarità di tali costruzioni, progettate dallo Studio Boeri e inaugurate nel 2014, è la presenza di oltre duemila specie arboree, distribuite sui prospetti del palazzo. Nello specifico sono presenti 94 specie vegetali diverse, 59 delle quali utili per i volatili, 60 sono specie arboree e 33 sono dei sempreverdi. Con il susseguirsi delle stagioni, gli alberi propongono una policromia diversificata, che muta anche l’aspetto del complesso residenziali, passando dalle tonalità pastello della primavera ai toni caldi dell’autunno.

Un'irrigazione ecologica - D’altra parte, la distribuzione delle specie arboree non è causale ma rispetta dei rigorosi criteri di natura formale ed estetica, a seconda delle stagioni di fioritura, la portata di allergeni, la necessità di manutenzione e la qualità ornamentale. Anche il sistema di irrigazione delle specie vegetali presenti nel complesso residenziale, è studiato in chiave ambientalista dato che l’acqua utilizzata è recuperata dalle acque grigie prodotte nell’edificio e dalla falda acquifera che, accumulatasi in una cisterna, viene poi convogliata nelle condotte di irrigazione.

IMAGOL'architetto Stefano Boeri

Ispirato dal vetro-metallo di Dubai - La rivoluzionaria idea di dare vita a un bosco posto in verticale, Stefano Boeri l’ebbe nell’aprile del 2007 a Dubai; come racconta lui stesso, rimase colpito dal fatto di «aggirarsi in una città minerale, fatta di decine di nuove torri e grattacieli, tutti rivestiti di vetro o di ceramica o di metallo». Per contrasto, l’architetto ipotizzò di poter costruire «due torri rivestite non di vetro ma di foglie, di piante, di arbusti, di alberi, di vita», avendo come obiettivo, nel contempo, la riduzione dei consumi energetici, grazie all’utilizzo dello schermo vegetale che contribuisce alla costruzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili e attenua l’inquinamento acustico, depura l’aria e protegge dall’irraggiamento solare oltre all’azione frangivento svolta dalle fronde.

IMAGOLa "Vertical Forest" spuntata nella città di Huanggang (Cina)

Una messe di premi - Pur essendoci stati, nel corso dei millenni di storia, altri esempi di urbanistica così visionaria e innovativa, basti pensare ai giardini pensili di Babilonia, i prati marcitoi voluti dai monaci cistercensi o la torre di Guinigi a Lucca, alla cui sommità è posto un giardino pensile con sette lecci secolari, il Bosco verticale di Boeri ha rivoluzionato, in epoca moderna, il concetto stesso di forestazione urbana. Il progetto ha, infatti, fatto incetta di premi tra cui l’International Highrise Award, vinto nel 2014, e il riconoscimento di “grattacielo più bello e innovativo del mondo” dal Council on Tall Building and Urban Habitat, promosso dall’Illinois Institute of Technology di Chicago, quale “esempio unico nell’utilizzo del verde in altezza e in proporzione (...). Ciò che rende l’idea eccezionale è l’azione delle piante che agiscono come estensione della copertura esterna dell’edificio”. Stefano Boeri, con la sua folgorante idea, ha fatto scuola e in diverse città del mondo sono sorti altri edifici così concepiti.

IMAGOLa "Vertical Forest" di Huanggang (Cina)

Un "Bosco" gemello, ma popolare - Da alcuni mesi il "Bosco verticale" ha un gemello nella "Trudo Tower" che lo stesso Boeri ha costruito e inaugurato lo scorso dicembre a Eindhoven, in Olanda. L'edificio, costituito da un complesso di 125 appartamenti, di circa 50 mq, destinate all’edilizia popolare, misura 70 metri d'altezza e contiene 135 alberi di specie diverse, oltre 10 mila arbusti e piante di dimensioni più ridotte, posti sulle 4 facciate. I balconi degli appartamenti sono di 4 metri quadrati e godono di un eccezionale microclima naturale creato dalla presenza, su ogni balcone, di un albero e diversi cespugli. Sono inoltre presenti quattro vasche per la raccolta di 20 mila litri di acqua piovana ciascuna. «La Torre Trudo - ha affermato Stefano Boeri - rappresenta il raggiungimento di un grande obiettivo, ovvero quello di rendere accessibile agli inquilini con redditi bassi la tipologia edilizia del bosco verticale. Fare scelte ecosostenibili non deve essere una cosa da ricchi ma può diventare una scelta possibile per milioni di cittadini nel mondo». Di fatto, le chiavi di 70 appartamenti sono già state consegnate ad altrettante giovani coppie, mentre i restanti appartamenti saranno destinati a persone socialmente svantaggiate, come richiedenti asilo, rifugiati politici o persone con disabilità.

IMAGOI colori invernali del "Bosco Verticale"

La crescita di altri "Boschi" - Sempre in Olanda, lo studio ‘Stefano Boeri Architetti’ aveva vinto il concorso per la riqualificazione dell’area di Jaarbeursboulevard, vicino alla stazione di Utrecht, con il progetto "Torre dei Biancospini". È in previsione la costruzione di due edifici, uno costruito dallo studio Boeri e uno dallo studio MVSA di Amsterdam: la Torre dei Biancospini, voluta da Boeri ospiterà, sulle sue facciate, 10 mila piante di diverse varietà, tra arbusti e fiori, pari ad un ettaro di bosco. Al piano terra della Torre sarà allestito il Vertical Forest Hub, un centro di documentazione e ricerca sulla forestazione urbana nelle città del mondo. I lavori dovrebbero concludersi ancora nel 2022, così come quelli per la costruzione, a Chavennes-Près-Renens, vicino a Losanna, della Torre dei Cedri, il cui progetto è firmato sempre dallo Studio Boeri. Si tratta di una torre di 117 metri, composta da 36 piani occupati da appartamenti, uffici, palestre e un ristorante. La struttura ospiterà più di 80 alberi, 3 tipologie di cedri, con una superficie di 3 mila metri quadri ricoperta da arbusti e altre piante.

La torre mangia CO2 - Il Bosco Verticale del Distretto Ninjing Pukou, a Jiangsu in Cina, è, invece, il primo progetto simile progettato da Boeri in Asia. Le due torri che lo compongono sono caratterizzate da un alternarsi di balconi e vasche verdi, e lungo le facciate sono ospitati 600 alberi di grandi dimensioni, 200 alberi di taglio medio e oltre 2.500 arbusti e piante a caduta. Una vera e propria foresta verticale capace di ridurre le emissioni di CO2 di circa 25 tonnellate ogni anno e a produrre circa 60 kg di ossigeno al giorno. Sempre in Cina, nella città di Huanggang, vicino alla provincia di Hubei, è stato concepito il progetto dell’Easyhome Huanggang Vertical Forest City Complex, ideato dallo Studio Boeri come un complesso di cinque torri, due delle quali progettate come Boschi Verticali. I prospetti, in una combinazione di balconi aperti e chiusi, saranno dotati di piante ed arbusti, vero e proprio tratto caratteristico dei progetti di bosco verticale.

IMAGOAncora il "Bosco Verticale" con una livrea autunnale

Edilizia contro la crisi climatica - Il primo Bosco Verticale in Albania sorge nella sua capitale Tirana, in pieno centro cittadino. La facciata dell’edificio è completamente ricoperta di vetrate e ospita oltre 550 metri quadrati di verde, tra arbusti e alberi. Nei progetti dello Studio Boeri vi è anche la "Forêt blanche", la foresta bianca, a Parigi. La torre, alta 54 metri, sarà ricoperta da duemila alberi, arbusti e piante con una superficie verde equivalente ad un ettaro di foresta. La peculiarità della costruzione è la struttura portante in legno e l’utilizzo di pannelli di tamponamento portanti in Xlam, composto al 99,4% di legno e dallo 0,6% di colla. Nel distretto Nieuw Zuid ad Anversa, sorge invece il Palazzo Verde che risulta essere l’edificio più verde dell’intero Belgio. Coperto, per il 60% della sua superficie, da specie vegetali. Progettato per ospitare tre giardini in copertura, ha una capacità di assorbimento pari a 30 tonnellate di CO2 all’anno. La crisi climatica ci richiama alla necessità, non più derogabile, di progettare aree urbane più sostenibili dal punto di vista ambientale. La forestazione urbana, non deve rimanere un concetto di nicchia ma diventare un nuovo modo di concepire le nostre città.

Luca Gazzaniga ArchitettiLa palazzina di via San Gottardo, a Massagno, ricoperta di piante. È stata realizzata nel 2019.

Il giardino verticale ticinese - Anche il Ticino ha però, nel suo piccolo, un edificio del genere. In corso San Gottardo 99, a Massagno. Progettato e ideato dall’architetto Luca Gazzaniga, il giardino verde che ricopre la parete fu inaugurato nel novembre del 2019. Quasi tre anni dopo la residenza 99 fa ancora bella mostra di sé in una delle vie più trafficate del Luganese. Ma come si mantiene un edificio del genere, soprattutto in questi giorni che vi è scarsità di acqua? Ne abbiamo parlato proprio con l'architetto Gazzaniga. «Il mantenimento non è assolutamente un problema», precisa il creatore. «Il sistema è interamente automatizzato e funziona un po' come l'irrigazione dei giardini. Ci sono dei sensori che rilevano quanta acqua necessitano le piante». 

Un sistema che però è un po' più complesso rispetto a quelli dei normali irrigatori. «Sì. Questo sistema, interamente computerizzato, capisce quale pianta necessita di più acqua a dipendenza di dove è posizionata sulla facciata. Esso fornisce anche le sostante nutritive alle piante». A livello di manutenzione, continua Gazzaniga, l'edificio non necessita poi di grandi interventi. «La ditta specializzata arriva solo due volte all'anno per la potatura e per controllare se ci siano delle piante da sostituire».

Le piante, appunto, come si sceglie quali utilizzare sul giardino verticale? «La facciata di Massagno è rivolta verso nord, quindi avevamo a disposizione solo un certo tipo di piante e fiori. Non eravamo liberi da fare quello che volevamo. A secondo dell'insolazione e del luogo vi è la scelta. Il disegno è invece ovviamente libero. Noi a Massagno abbiamo scelto una trama rettangolare». 

I giardini verticali hanno anche una funziona benefica per le città. Tanto che a Zurigo le autorità hanno deciso di fornire un contributo finanziario a chi intende realizzarli. «La Città di Zurigo - precisa Gazzaniga - ha creato un programma per incentivare queste facciate verdi per combattere le isole di calore. In pratica se un privato ha un muro cieco abbastanza grande da creare un beneficio dal punto di vista climatico, le autorità finanziano una parte dell'investimento». Le pareti verdi, infatti, danno un grosso beneficio sia per la pulizia dell'aria sia per l'abbassamento della temperatura. 

Benefici climatici, quindi, ma non solo. «I giardini verticali - conclude l'architetto ticinese - hanno un vantaggio estetico. Perché sono delle facciate di pregio che diventano parte importante e caratterizzante del paesaggio urbano. Penso che anche questo sia tra i motivi per cui la città di Zurigo ha deciso di finanziare parte dei costi. Alla fine, infatti, il privato fa una cosa bella per gli altri, migliorando la qualità dell'aria, abbassando le temperature e valorizzando l'estetica della città».

Luca Gazzaniga Architetti


Appendice 1

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DepositIl "Bosco verticale" a Milano

IMAGOL'architetto Stefano Boeri

IMAGOLa "Vertical Forest" spuntata nella città di Huanggang (Cina)

IMAGOLa "Vertical Forest" di Huanggang (Cina)

IMAGOI colori invernali del "Bosco Verticale"

IMAGOAncora il "Bosco Verticale" con una livrea autunnale

Luca Gazzaniga ArchitettiLa palazzina di via San Gottardo, a Massagno, ricoperta di piante. È stata realizzata nel 2019.

Luca Gazzaniga Architetti

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