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Il reverendo che fece innamorare del sushi l'Occidente

Come si è diffuso il sushi nel mondo? In pochi lo sanno


Se è vero che, secondo il Vangelo, Gesù, per far capire meglio il suo messaggio profetico, moltiplicò anche dei pesci, è però difficile abbinare l’immagine del ‘pastore di anime’ con quello del venditore porta a porta di prodotti ittici. Per tutti è più facile immaginare l’uomo di fede che brandisce un libro sacro, e non dei tonni appena pescati, ma il reverendo Sun Myung Moon non era dello stesso parere e sull’idea originale di coniugare fede e cibo, costruì un impero di svariati miliardi di dollari. «Ho pensato a tutto - disse Moon ai suoi adepti agli inizi degli anni Ottanta - si parte dalla costruzione delle barche, poi si pesca il pesce e lo si processa, dopodiché si pensa ad una rete di distribuzione».

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La missione di far conoscere il sushi al mondo 
Interrogata, molti anni dopo, sul lascito morale cedutole dal padre, la figlia In Jin Moon disse che fu quello di «far conoscere il sushi al mondo» che, per il reverendo Moon, era un modo «di entrare nei corpi delle persone». Nato a Chongju, nella Contea di Gapyenong, il 25 febbraio del 1920, nell’attuale Corea del Nord, da una famiglia convertitasi al cristianesimo quando Sun Myung era ancora molto giovane, iniziò la sua predicazione a 16 anni, dopo aver affermato che Gesù gli era apparso in sogno affidandogli il compito di partire in missione per diffondere il messaggio di un ‘nuovo Israele’ in tutto il mondo.

Accusato di essere una spia del governo della Corea del Sud, Moon venne rinchiuso nel campo di prigionia di Hung-nam, da dove riuscì a scappare, per fondare, nel 1954, l’Associazione Spirituale per l’Unificazione del Mondo Cristiano secondo la quale, lo scopo dell’esistenza umana è quella di «restituire gioia a Dio» grazie anche alla creazione di una famiglia perfetta.

Divenuto il leader della nuova Chiesa, considerata da molti alla stregua di una pericolosa setta, con il nome di ‘Vero padre’, si sposò, in seconde nozze, con Hak-Ja-Han, chiamata ‘Vera Madre’, per via del fatto che il matrimonio di Moon e la seconda moglie era indicato come la ‘prima vera famiglia’ originale. Una sorta di Adamo ed Eva della nuova umanità.

La Chiesa dell’Unificazione divenne presto famosa soprattutto per le sue cerimonie di benedizioni, chiamate anche ‘matrimoni di massa’, durante le quali il reverendo Moon impartiva la sua benedizione su centinaia, se non migliaia, di coppie. Secondo il ‘Principio Divino’, il testo di riferimento della Chiesa dell’Unificazione, scritto dallo stesso Moon, l’uomo e la donna devono unirsi in matrimonio al fine di perfezionarsi come individui e dominare il creato con un uso responsabile delle risorse terrene.

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Un impero finanziario negli Usa 
Divenuto famoso in Giappone e nella Corea del Sud, Moon si trasferì negli Stati Uniti nel 1971, e qui continuò a diffondere il proprio messaggio religioso e a raccogliere nuovi finanziamenti da parte dei propri adepti, molti dei quali erano giapponesi e coreani immigrati, a loro volta, in America.

Secondo quanto riferito dal New York Times Magazine, il Reverendo arrivò negli Usa con una valigetta contenente quasi due mila dollari, a cui si andarono a sommare, negli anni successivi, i miliardi provenienti dalla sede giapponese della Chiesa dell’Unificazione.

Grazie a questi introiti, Moon riuscì a costruire un impero finanziario che spaziava dai media alle imprese di costruzioni oltre che le società di distribuzione e alcune famose catene di ristoranti. L’idea di fare affari con la vendita di pesce, non lo ha mai abbandonato, e, a lui, si deve il successo del sushi negli Stati Uniti. Tale suo contributo è stato raccontato, di recente, dal giornalista del New York Time Magazine Daniel Fromson.

L'arrivo del sushi negli Usa 
Secondo le informazioni raccolte dal giornalista americano, fu la True World Foods, facente parte del True World Group, gruppo controllato dalla Chiesa dell’Unificazione, a far conoscere tale prodotto in tutti gli Stati Uniti, creando un giro d’affari di proporzioni incalcolabili. La True World Foods, società che opera attualmente anche fuori dagli Stati Uniti, si occupa, non solo della lavorazione di pesci e crostacei, ma anche del commercio di salse, coltelli, dolci, frutti esotici e «ogni altra cosa che potrebbe servire a chi fa sushi». La società prosperò in breve tempo, tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, sfruttando il diffuso sentimento di curiosità per il Paese del Sol Levante ed i suoi prodotti, che fossero orologi, prodotti tecnologici o, appunto, i suoi prodotti alimentari, tra cui il sushi.

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L'origine antica del piatto 
È bene ricordare, però, che il sushi non è un piatto tipico giapponese ma arrivò, un migliaio di anni fa dalla Cina, ed era composto prevalentemente da riso bollito e pesce fermentato o conservato sottosale. In Giappone, iniziò a prendere piede intorno agli anni ’40 del secolo scorso, grazie anche alle nuove possibilità di refrigerazione e all’intensificarsi dei commerci, divenendo un piatto da consumarsi nelle occasioni speciali. Nel periodo in cui Moon si mise in affari, il sushi, così come altri cibi esotici, iniziò a colpire la fantasia delle persone che iniziarono a considerarlo come una prelibatezza raffinata ed originale: il sushi, di conseguenza, divenne onnipresente, sia che fosse proposto come spuntino street food o cibo da stadio e, negli anni ’90 fece il suo ingresso anche come prodotto da supermercato. 

La True World Foods, voluta da Moon inizialmente per pescare e commerciare tonni, si trovò quindi in grado di fare affari d’oro cavalcando la moda del sushi. Secondo Fromson «Moon esercitava una enorme autorità, perché sebbene fosse solo di rado implicato nelle operazioni quotidiane dell’azienda, la sua approvazione era richiesta nei momenti decisivi». Inoltre, il reverendo Moon «promosse una cultura aziendale basata sulla reverenza e la deferenza» che rendeva difficile poter opporre un veto al fatto che larga parte delle entrate della società fossero poi destinate ad altre sue attività.

La Chiesa dell’Unificazione è organizzata sotto una entità senza scopo di lucro, ed esente da tasse, denominata The Holy Spirit Association for the Unification of World Christianity. Le attività sono controllate da una società senza scopo di lucro separata denominata Unification Church International Inc. o Uci. Secondo una indagine del Congresso del 1978 «non era chiaro se l’Uci avesse funzioni indipendenti oltre a servire come stanza di compensazione finanziaria per attività sussidiarie e progetti dell’organizzazione di Moon».

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Evitare le restrizioni della pesca con i matrimoni 
Come raccontato in un articolo del Chicago Tribune di alcuni anni fa, l’idea di Moon, espressa nel 1974, era che «le attività di pesca avrebbero posto le basi per la futura economia della Chiesa dell’Unificazione» e, con l’idea di compiere un inedito connubio tra spiritualità ed attività ittica, iniziò anche a celebrare dei matrimoni di massa, strumentali al suo piano aziendale, che permettessero di far diventare cittadini americani molti adepti della sua Chiesa di nazionalità giapponese. Ciò avrebbe permesso di evitare le restrizioni alla pesca applicate agli stranieri dalle leggi statunitensi. In un suo famoso sermone del 1980, Moon avrebbe detto che «sposando membri giapponesi con americani, per la legge non sarebbero stati stranieri ma fratelli», che nel suo modo di vedere le cose significava renderli leader del settore della cattura e lavorazione del pesce.

Almeno mille ristoranti 
Il reverendo coreano non poté poi non compiacersi del fatto che «proprio gli americani che una volta pensavano che i giapponesi, come gli animali, mangiano pesce crudo ora pagano una grande quantità di denaro per mangiare in costosi ristoranti di sushi», raccomandando ai propri fedeli di aprire almeno «mille ristoranti in America». Per attuare questo progetto, sempre secondo il rapporto del Congresso del 1978, in un periodo di sette mesi, dall’ottobre 1976 al maggio 1977, Moon stesso firmò alcuni degli innumerevoli assegni utilizzati per avviare l’attività di pesca. Soldi che, secondo il Congresso, provenivano dalla Chiesa dello stesso Moon che per questo fu accusato di irregolarità e condannato per evasione fiscale.

Attualmente, la True World Foods continua ad essere una azienda molto prospera e ad avere un ruolo di rilievo per quanto riguarda il mondo del sushi, pur essendosi aperta, alla morte del reverendo Moon nel 2012, una vera e propria guerra tra gli eredi del leader spirituale della Chiesa dell’Unificazione. Come detto da Robert Bleu, attuale presidente della True World Group «la True World Foods non ha mai smesso di seguire gli ideali di Moon». Ideali che tendevano, in egual misura, al divino ed al terreno, passando per un piatto di sushi fresco.


Appendice 1

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