Cerca e trova immobili
ti.mamme

Genitori sotto esame: i giudizi non mancano mai

Giudicare mamme e papà è un’abitudine diffusa figlia delle etichette sociali
Depositphotos (Tverdohlib.com)
Genitori sotto esame: i giudizi non mancano mai
Giudicare mamme e papà è un’abitudine diffusa figlia delle etichette sociali

Tra le categorie di persone spesso soggette a giudizio altrui ci sono anche i genitori. A muovere critiche e opinioni giudicanti possono essere in tanti, a cominciare dai figli ai quali fanno seguito parenti, amici e chiunque assurga al livello di detrattore occasionale della categoria. Perché c’è anche chi giudica senza averne titolo e senza nemmeno sapere di che cosa si parli, visto che genitore non è. Ma perché giudicare un genitore? Perché è più facile sputare sentenze che provare a comprendere le situazioni, è la risposta più immediata. Un bambino che fa i capricci o si ribella non deve essere necessariamente un maleducato: è vero che assorbe gli esempi che riceve, ma è anche vero che sviluppa la propria personalità che nulla ha a che vedere con quanto gli viene insegnato. Eppure è facile bollare con un giudizio negativo i genitori e il loro compito male assolto. I commenti sono simili a sentenze senza appello che creano preconcetti e maldicenze e affibbiare a qualcuno una nomea falsa è odioso almeno quanto il comportamento di chi la divulga.

A ogni figura genitoriale la società ha conferito un’etichetta, dalle mamme pancine a quelle elicottero, passando per il genitore pigro: definizioni nate sull’onda di un atteggiamento o di un modo di comportarsi che spesso non si ha nemmeno il buon gusto di osservare completamente. Un’occasione diventa base per un giudizio definitivo per il quale non ci si scomoda nemmeno a capire cosa possa esserci dietro quel comportamento. Eppure un genitore, mamma o papà che sia, è semplicemente una persona, al pari di chi sale sul piedistallo ed elargisce giudizi. E ogni genitore è alle prese con la sua missione educativa e formativa per la quale si sforza di fare il meglio e rendere i propri figli a loro volta persone complete. Il passo falso è inevitabile e non merita la gogna sociale per mano di chiunque. Ogni mamma sarà sottoposta alla valutazione non richiesta di chi sarà pronto a criticarla se torna al lavoro dopo la maternità o se non ha i pavimenti di casa sempre lucidi, ogni papà sarà giudicato per le troppe ore trascorse al lavoro o per essere arrivato tardi alla recita della propria figlia.

È una sorta di esame continuo, una storia della quale si pretende di conoscere tutto senza avere informazioni. Per ogni tipo di genitore la società ha creato delle etichette e, a seconda del proprio modo di fare e di crescere i figli, ogni mamma e ogni papà verranno fissati sotto una di esse ritrovandosi a essere qualcosa che nulla ha a che vedere con la propria storia e il proprio percorso. Fermo restando che nessuno dovrebbe sentirsi in dovere di esprimere opinioni, se proprio si deve aprire bocca sarebbe preferibile farlo disponendosi a un confronto con i diretti interessati affinché possa esserci un costruttivo scambio di idee e opinioni, utile a trarre spunto per sostenersi e comprendere. Raccontarsi e ascoltarsi diventa così il modo migliore per conoscere invece di impettirsi pronunciando un giudizio infondato che finisce per umiliare chi prova solo a fare del proprio meglio. Sì, è vero: esistono anche casi in cui il giudizio superficiale inquadra correttamente una situazione, ma quella è un’altra storia ed è frutto di probabilità.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI