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Bimbi timidi: come aiutarli

Il carattere non si cambia, meglio trovare il modo per sostenere senza critiche e costrizioni
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Bimbi timidi: come aiutarli
Il carattere non si cambia, meglio trovare il modo per sostenere senza critiche e costrizioni

Vi piacerebbe essere costretti ad abbracciare qualcuno? Ovviamente no. E allora perché si pensa di dover forzare un bambino timido a essere più espansivo? In realtà ogni pargolo ha già il suo carattere e quelli tutti moine e confidenza non sono più bravi o diversi da quelli riservati e taciturni e viceversa. Certo un genitore può rimanere perplesso se la propria creatura rimane in disparte mentre i suoi compagni giocano in gruppo, ma per affrontare la timidezza del proprio figlio devono prima di tutto fare qualche considerazione fondamentale. Fermo restando che il temperamento non si cambia e non è l’ambiente a forgiarlo, che cosa bisogna fare? Il primo passo è l’accettazione: che sia timido o disinvolto, bisogna farsene una ragione ed, in entrambi i casi, fornirgli gli strumenti per gestire al meglio la propria indole. 

Solitamente, a preoccupare di più è la timidezza per timore che possa diventare un serio limite e, quindi, diventa importante aiutare il piccolo affinché impari a sentirsi maggiormente a proprio agio. Non esiste un vademecum pronto all’uso per insegnare al piccolo a essere meno riservato, ma si può ricorrere ad alcuni principi utili da tenere sempre a mente. Niente critiche e niente costrizioni: parole poco gentili dette anche solo per scherzo, non sortiscono alcun effetto se non quello di mortificare il bambino che si chiuderà a riccio proprio come quando viene costretto a comportamenti lontani dalla sua indole. Meglio un incoraggiamento quando compie gesti più espansivi del solito. La comprensione e la complicità sono un aiuto importante: quando un bambino timido se ne resta in disparte a una festa, non serve buttarlo nella mischia, ma aiuta a condividere con lui la difficoltà di socializzare in un contesto così confusionario. 

Vietato dire al mondo intero che il proprio figlio è timido in sua presenza: questo atteggiamento servirà solo a convincerlo di essere timido e di dover rimanere tale o, peggio, a farlo sentire criticato e discriminato. Per aiutare davvero un bambino introverso bisognerà garantirgli di essere al suo fianco senza avvilupparlo in una sorta di protezione asfissiante (che peggiora la situazione) e accompagnarlo a feste e pomeriggio di gioco. Fargli evitare le attività di gruppo non è un favore, meglio proporle per aiutare il piccolo a gestirle sempre meglio finendo, magari, per trovarle piacevoli. Un trucchetto per rendere le situazioni meno difficili potrebbe essere arrivare con un po’ di anticipo alla festa o all’appuntamento di gioco così il timidone potrà ambientarsi e trovarsi meno spaesato quando ci saranno tutti gli altri bambini. Gestire la timidezza non è facile, ma la consolazione è che, secondo la scienza, l’esperienza è in grado di influire sull’indole più della genetica, quindi crescendo si diventa un po’ meno timidi.

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