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Come dissociare il sonno dal seno?

Non disperate, far addormentare il neonato a prescindere dalla poppata è possibile
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Come dissociare il sonno dal seno?
Non disperate, far addormentare il neonato a prescindere dalla poppata è possibile

Pazienza e strategia sono le uniche alleate. Che tenerezza i neonati che si addormentano al seno materno dopo la poppata! Che momento magico anche per le mamme che si appisolano rilassate nella stessa circostanza. E pensare che tutto avviene perché, durante l’allattamento al seno, prolattina e ossitocina vengono stimolate provocando il rilassamento del bebè, ma anche della mamma. Uno stratagemma che molte donne adottano per favorire l’addormentamento della propria creatura, approfittando della sua tranquillità per rilassarsi e riposare. Tutto va bene sino a quando questa pratica torna comoda e conveniente, quando però si decide di dissociare il sonno dal seno, per insegnare al piccolo a non averne più bisogno per addormentarsi, la situazione può diventare un po’ più complicata. 

Dando per scontato che per procedere verso l’obiettivo bisogna armarsi di tanta pazienza e mettere in atto una vera tattica, può essere utile scoprire le «associazioni con il sonno» che si rivelano molto utili allo scopo. Quelle predominanti e del tutto naturali sono movimento e suzione, mentre altre vengono definite dai genitori anche in modo involontario: grattini sulla schiena o ninna nanna, per intenderci. È facile capire perché un bebè allattato e, magari, anche cullato, tra carezze sulla schiena e colpetti leggeri sul pannolino, si sentirà al sicuro tra le braccia di Morfeo e non esiterà ad addormentarsi. Ma se si vuole interrompere l’associazione seno-sonno, come qualsiasi altra, bisogna avere pronta una valida alternativa per evitare traumi al piccolo e al resto della famiglia. Senza una nuova associazione, infatti, il bebè piangerà disperato non riuscendo ad addormentarsi e impedendo a chiunque di farlo. La strategia deve essere accurata. 

Si comincia affiancando alla poppata un’altra attività, per esempio i grattini sulla schiena o delle carezze sulla testina da far durare per tutta la poppata, fino a quando il pargolo non si sarà addormentato. La nuova associazione a tre elementi (carezze-seno-sonno) andrà ripetuta almeno per tre settimane o comunque fino a quando l’introduzione di un secondo step non risulterà efficace. Qual è il secondo passaggio? Quando il piccolo avrà finito la poppata di nutrimento, bisognerà staccarlo dal seno continuando ad accarezzarlo finché non si addormenterà, per riattaccarlo al seno qualora si svegli e lo chieda, per poi allontanarlo quando avrà riconquistato il sonno. E così via. Questo allenamento dovrebbe rendere possibile la dissociazione seno-sonno in meno di un mese, rendendo reale la possibilità di far addormentare il piccolo anche in braccio al papà o a qualcun altro diverso dalla mamma anche in caso di risvegli notturni.

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