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ti.mammeParto cesareo: necessità o moda?

23.02.23 - 07:00
L’aumento dei parti non naturali anche in Svizzera evidenzia una tendenza particolare
Deposit (archivio)
Parto cesareo: necessità o moda?
L’aumento dei parti non naturali anche in Svizzera evidenzia una tendenza particolare

Bambino troppo grosso rispetto alla via vaginale. Bacino della mamma troppo stretto, ostacoli all'uscita del bambino: sono questi i motivi principali che inducono alla scelta del parto cesareo. Una sorta di scelta obbligata che, stando ai dati raccolti dall’Ocse negli ultimi 18 anni, sarebbe in continua crescita, con la Svizzera che conta un bambino su tre nato con taglio cesareo. Entro i confini elvetici, con differenze tra i vari cantoni, la percentuale dei parti cesarei si rivela più alta tra donne benestanti che vivono in aree urbane ricche di cliniche private. Nelle zone con meno strutture a pagamento e più ospedali pubblici che promuovono il parto naturale, come il Giura, il numero dei parti con taglio cesareo è di gran lunga inferiore. Alla luce delle statistiche, il dubbio sulla reale necessità di tanti interventi chirurgici per far nascere i bambini, diventa legittimo, sebbene non sia motivo né di giudizio e men che meno di condanna per le donne che decidono di optare per questo procedimento. 

La scelta è personale e, in assenza di una motivazione medica, è dettata soprattutto dalla paura del dolore della donna e dalla maggiore sicurezza offerta dal metodo in caso di problemi del neonato, in strutture meno attrezzate alle emergenze di questo tipo. L’illazione relativa a un incoraggiamento verso la via del cesareo per interesse economico da parte della struttura e dei medici verrebbe confutata con i costi maggiori di un parto cesareo rispetto a uno naturale, e questa, comunque, non è la circostanza giusta per approfondire l’aspetto economico della questione. Ciò che interessa rilevare, invece, è che al netto delle motivazioni di base, quella del cesareo è una scelta che implica conseguenze specifiche, trattandosi a tutti gli effetti di un intervento chirurgico invasivo. Gli addetti ai lavori, infatti, ricordano che il recupero post operatorio dopo il taglio cesareo prevede convalescenza e lascia una cicatrice che potrebbe complicare le successive gravidanze: situazione rara, ma grave. Anche l’impatto psicologico gioca il proprio ruolo nella valutazione del taglio cesareo e le negatività legate alla procedura sono state mitigate dopo opportune valutazioni, lavorando anche sul legame materno. 

Quest’ultimo potrebbe essere condizionato dal parto chirurgico che interferisce con i passaggi fisiologici della nascita. Se il taglio cesareo è inevitabile si punta a creare le condizioni per un’esperienza positiva che preveda l’umanizzazione del parto, l’incoraggiamento del legame tra mamma e neonato e il controllo della donna sull’evento. Nasce così il cesareo gentile o naturale: per la futura mamma è possibile conoscere lo staff medico che si occuperà del parto e visitare la sala operatoria, il cui ambiente sarà reso più confortevole e caldo e potrà avere illuminazione più bassa e musica. Termocoperte per il neonato che verrà subito attaccato al seno e sarà controllato senza essere separato dalla mamma. L’abbassamento del telo chirurgico dopo il taglio permetterà ai futuri genitori di seguire il parto e la nascita della propria creatura, senza vedere l’addome. In caso di effettiva necessità, nulla da dire, ma se il cesareo è solo una scelta non sufficientemente ponderata, meglio valorizzare l’epidurale.

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