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Autoritari o amiconi: qual è il modo giusto di fare i genitori?

Scegliere il tipo di educazione migliore sin dall’infanzia non è mai un compito facile
Deposit (archivio)
Autoritari o amiconi: qual è il modo giusto di fare i genitori?
Scegliere il tipo di educazione migliore sin dall’infanzia non è mai un compito facile

Un vecchio proverbio ricorda che «la virtù sta nel mezzo» e che il giusto di tutte le cose non è mai troppo né troppo poco. E razionalmente non fa una piega salvo poi dover trasformare la teoria in pratica in tutti gli aspetti della vita propria e di chi ci vive accanto. Per intenderci: sappiamo che una porzione di tiramisù è il giusto quantitativo per un peccato di gola, mentre l’intera confezione è il male assoluto, così come sappiamo che essere genitori autoritari può essere controproducente nell’educazione dei figli così come essere troppo amiconi e permissivi, mentre la giusta autorità mescolata ad una sana complicità funziona di gran lunga meglio. Come sempre, però, il mestiere di genitori è il più complicato in assoluto e trasferire dalla carta alla quotidianità la regola del giusto mezzo può essere meno fluido di quanto si pensi. Ogni mamma e ogni papà, infatti dovrebbero essere abili a mantenere un equilibrio mettendo in atto un approccio fluido, evitando il rigore assoluto e allo stesso modo la totale tolleranza. 

E questo non significherà essere incostanti o indecisi sulla strategia da adottare, bensì sempre pronti a valutare la situazione e comportarsi di conseguenza. È in questo modo che si può diventare un riferimento per i figli che non si aspetteranno solo divieti o, al contrario, accondiscendenza, ma sapranno di poter trovare reazioni commisurate alle varie circostanze. Un lavoraccio, inutile negarlo! Ma se può servire a rendere equilibrata e serena la crescita dei figli, per aiutarli a diventare adulti sicuri e sereni, il gioco vale sicuramente la candela. Proviamo a fare qualche distinzione per trarre spunto e destreggiarsi meglio. L’ideale sarebbe immaginare di giocare al tiro alla fune con i propri figli: se loro tirano troppo la corda un genitore non deve tirare a sua volta con una forza eccessiva perché rischierebbe di mandare i giovanissimi contendenti a «gambe all’aria», destabilizzarli, quindi e minare la loro sicurezza. Ovviamente non bisogna neanche lasciarli vincere allentando la presa della fune perché la conseguenza sarebbe quella di lasciarli allo sbando senza il minimo freno. Ed è ancora una volta l’equilibrio nei ruoli la via da percorrere. Perché le regole servono e devono essere chiaramente spiegate per rendere chiari il motivo che le rende necessarie e le conseguenze del mancato rispetto. 

L’autoritarismo del «si fa così perché lo dico io. E basta!» Non funziona ed è controproducente perché rende i figli insicuri o ribelli, così come l’eccessivo permissivismo li rende viziati ed incapaci di adeguarsi ad un ordinamento sociale che sicuramente non è fatto per chi vuole vivere senza logiche e regole. L’esempio e l’opinione di mamma e papà per un figlio sono fondamentali, così come il riferimento di un genitore che non esageri facendo l’amico: non è il suo ruolo. I cambiamenti di ogni bambino rappresentano un momento di crescita e devono essere osservati e rispettati per favorire la conquista di sempre maggiore autonomia nel rispetto delle regole. Le richieste, via via diverse, non devono essere rifiutate a priori solo per impedire che i ragazzini si allontanino troppo, bensì considerate esperienze a patto che siano adeguate all’età del richiedente. Gli scontri furiosi con i figli più grandicelli e pretenziosi sono un passo falso nel quale bisogna evitare di cadere: meglio prendersi il giusto tempo per valutare la situazione e prevedere soluzioni o punizioni adeguate, senza cedere all’esasperazione. No ai permessi esagerati perché la libertà deve essere conquistata comunque un po’ alla volta, ed ai ricatti morali per evitare che per i figli crescere diventi una guerra infinita che mina pesantemente la considerazione e la stima e rende il piccolo o l’adolescente contrariato e arrabbiato. Naturalmente le cose fatte bene andranno riconosciute ed elogiate e il tempo per rafforzare il legame di confidenza tra genitori e figli non dovrà mai mancare per esserci sempre, come guida, riferimento e supporto.

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