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Lenzuolo: costrizione o protezione?

La scelta di dormire o meno coperti deriva da fattori fisiologici e psicologici
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Lenzuolo: costrizione o protezione?
La scelta di dormire o meno coperti deriva da fattori fisiologici e psicologici

C’è chi non può farne a meno neanche in estate e chi non ne sopporta la presenza. Parliamo del lenzuolo, che se d’inverno fa parte dell’equipaggiamento del letto necessario per combattere le basse temperature, con il caldo diventa oggetto inviso o anelato a seconda delle preferenze personali. Se è facile capire il perché in estate o, comunque, con le temperature più elevate si faccia volentieri a meno del lenzuolo durante il sonno, è più complicato comprendere perché, nelle stesse condizioni, c’è chi non può fare a meno di una copertura durante la notte. La caratteristica riguarda adulti e bambini e secondo il direttore dello Unity Sleep Disorder Center di New York, sono due i fattori che determinano l’esigenza di una copertura, uno psicologico e uno fisiologico.
Il primo trae origine proprio dall’infanzia e dall’abitudine a essere coperti dai genitori che rimboccano le coperte prima di dormire. Questa usanza diventa una sorta di routine capace di trasmettere sicurezza e protezione, tanto che la sensazione generata dal lenzuolo richiama la protezione ricevuta nel grembo materno. La componente fisiologica, invece, è legata alla capacità del corpo di regolare autonomamente la propria temperatura per proteggere gli organi interni. Durante la fase REM del sonno, però, questa capacità viene meno e per questo il lenzuolo si rivela utile per mantenere costante la temperatura corporea. Ovviamente, al di là di ogni congettura, la scelta di dormire avvolti o meno nel lenzuolo è del tutto personale e risponde all’esigenza di sentirsi completamente liberi o al bisogno di sentirsi protetti.
Nei neonati il lenzuolino anche d’estate ha il significato di contenimento ed è il metodo utilizzato per infondere tranquillità tramite un contatto che risulta rassicurante. Il piccolo viene così stabilizzato e recupera la sensazione di sicurezza che riceveva nella pancia della mamma. L’abitudine può permanere anche crescendo e i bambini possono continuare a trarre un beneficio emotivo dalla presenza del lenzuolino addosso. Inutile, però, costringere il bambino a rimanere coperto in nome di questo beneficio per evitare di suscitare in lui una sensazione di costrizione che potrebbe generare disagio e scomodità durante il sonno.

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