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Frutta secca: super food, ma attenzione alle allergie

Quando darla ai bambini e come evitare lo shock anafilattico
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Frutta secca: super food, ma attenzione alle allergie
Quando darla ai bambini e come evitare lo shock anafilattico

Frutta secca e semi sono alimenti importanti nell’alimentazione grazie ai loro apporti nutrizionali, ma prima d'inserirli nell’alimentazione dei bambini è necessario verificare che non rappresentino un rischio o, addirittura un problema. L’allergia alla frutta secca, in particolare, è parecchio diffusa tra i piccoli ed è preferibile evitarla per non correre inutili pericoli. Prima di tutto è fondamentale ricordare che parlando di frutta secca si intende tanto quella a guscio, tipo arachidi, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, che quella disidratata come ananas, uva, fichi, albicocche. A provocare allergia, però, è principalmente quella con guscio che provoca una reazione repentina dell’organismo data dalla produzione di una gran quantità di anticorpi IgE. Gli anticorpi entrano in circolo nel sangue e tra le conseguenze più pericolose di questa reazione c’è lo shock anafilattico che può risultare anche fatale.
Una reazione allergica leggera si manifesta con eruzioni cutanee simili a punture di zanzara, vomito, diarrea, gonfiore del viso e orticaria, mentre una più forte prevede anche difficoltà respiratoria e a parlare, pallore, perdita di coscienza, gonfiore di lingua e gola. Nei bambini e nei neonati si può manifestare anche una reattività molto scarsa. Fondamentale allertare subito i soccorsi. Arricchire una dieta bilanciata con la frutta secca, però, è importante anche per i bambini che possono trarre giovamento dalle proprietà antiossidanti ed energetiche, e dalla capacità di rafforzare il sistema immunitario. In assenza di rischio di ereditarietà all’allergia – e ovviamente senza che essa sia conclamata – la frutta secca, come quella disidratata, può essere offerta ai bambini già dal primo anno di età.
L’unica accortezza sarà quella di sminuzzarla o tritarla finemente prima di utilizzarla come ingrediente nella preparazione delle pietanze. Sino ai quattro anni circa, infatti, la somministrazione di frutta secca intera è sconsigliata per evitare il rischio di soffocamento o accidentale inalazione da parte del bambino. Dopo questa età, in cui la masticazione può essere ancora imperfetta, la frutta secca in guscio o polposa potrà essere inserita regolarmente nell’alimentazione del bambino, diventando una salutare sostituta degli snack industriali oltre che uno sfizioso arricchimento della colazione o della merenda. Mandorle, noci e nocciole, infatti, possono essere tritate grossolanamente per arricchire latte e yogurt, o unite agli ingredienti di una torta fatta in casa. Mentre la frutta disidratata tagliata a pezzetti può essere utilizzata al posto delle caramelle.

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