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Maternità social: quando il troppo stroppia

Eccessive e dettagliate condivisioni di gravidanza e progressi del neonato sono sempre apprezzate?
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Maternità social: quando il troppo stroppia
Eccessive e dettagliate condivisioni di gravidanza e progressi del neonato sono sempre apprezzate?

Il pancione social è diventato ormai una moda abbastanza diffusa che, a suon di post e hashtag, parte da mamme famose e marcia alla conquista di nuove adepte. Frutto della fusione tra bisogno di attenzione e desiderio di condivisione, il fenomeno non risparmia le mamme pancine e nemmeno le più alternative perché tutte, irretite dal desiderio di mostrare al mondo intero le tappe della propria gravidanza, prima, ed i progressi del proprio bebè, dopo, finiscono per postare a briglia sciolta i momenti salienti – e non solo - del loro periodo felice. Un’emozione che nasce personale ed intima diventa, così, un evento acchiappa like che gratifica l’ego materno che, sempre più gongolante e fiero, viene indotto a pubblicare ancora più immagini, video e commenti. Ma ce n’è davvero bisogno? I social network sono una vetrina straordinariamente efficace, in grado di dare una dose di celebrità momentanea a chiunque decida di condividere, con la propria rete di amici e conoscenti, un avvenimento o una riflessione.

Il bisogno di ricevere consensi e sicurezza dal riscontro di chi legge i post pubblicati, però, rischia di diventare una dipendenza difficile da gestire e dalle conseguenze anti sociali poiché potrebbe provocare l’allontanamento di quanti, stanchi di ricevere notifiche a raffica sugli aggiornamenti della neomamma entusiasta, potrebbero silenziarla virtualmente e realmente. Il mantra da seguire, quindi, diventa less is more (meno è meglio) per dosare l’entusiasmo riscoprendone l’essenza privata e non ammorbare amici e parenti. Basterà non esautorare la rete con immagini della prima ecografia o dello svezzamento del proprio pargolo perché per ogni mamma la propria creatura è un miracolo quotidiano, ma il resto del mondo non ne è così rapito. Il troppo stroppia e la cronaca in tempo reale di pannolini e pappette non è esattamente ciò che tutti anelano conoscere. Vi state chiedendo come salvarsi dai raptus di condivisione sfrenata?

Qualunque sia il vostro rapporto con i social o con la frequenza di pubblicazione on line, un punto da focalizzare per utilizzarli senza esagerazioni è pensare cosa i propri figli, una volta cresciuti, potrebbero pensare o provare vedendo le foto che li ritraggono infanti nudi o leggendo i racconti delle loro tappe imbarazzanti. È un ottimo esercizio da praticare per limitare post troppo frequenti o troppo personali, ma è anche un aiuto per evitare di sentirsi ferite dai commenti pungenti di qualche contatto esasperato o naturalmente acido. Ovviamente la regola vale per tutti: «non fare agli altri ciò che non vorresti subire», quindi evitare giudizi ed opinioni severe diventa un buon filtro comportamentale. Essere felici per la propria maternità è naturale, ma sbandierarlo continuamente non è piacevole per chi subisce il martellamento di post a contenuto vario che sconfinano anche nello splatter. La felicità delle neomamme andrebbe condivisa a piccole dosi, almeno in rete, così da rendere il coinvolgimento di amici e sincero e spontaneo. Siete d’accordo?

TMT (ti.mamme team)

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