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Origami: la matematica si impara piegando la carta

La tecnica orientale diventa un metodo didattico alternativo e divertente che migliora anche l’inclusione
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Origami: la matematica si impara piegando la carta
La tecnica orientale diventa un metodo didattico alternativo e divertente che migliora anche l’inclusione

Solo leggendo o sentendo pronunciare la parola origami, si pensa subito a tutte le figure sorprendenti create dall’affascinante arte giapponese della piegatura della carta. Quasi un rituale che si sviluppa per gradi e livelli di difficoltà permettendo di realizzare forme sempre più complesse e, alla fine, gratificanti. Senza voler scatenare una gara all’ultimo origami, però, è interessante scoprire come la tecnica orientale possa trovare impiego anche nell’apprendimento della geometria e della matematica lasciando gli schemi rigidi della didattica tradizionale, che possono incutere un po’ di timore e creare pregiudizio nella difficoltà della materia. In realtà la componente ludica della tecnica origami consente un approccio più leggero, capace di coinvolgere anche i più piccoli con l’opportunità di inserirli in un contesto di apprendimento. 

Sin da subito, infatti, si entra in dimestichezza con un linguaggio specifico fatto di parole tipiche: vertici, lati e diagonali o, semplicemente punti e linee. Ma anche numeri e frazioni per indicare le parti del foglietto ripiegato, ed il concetto di maggiore e minore per ricapitolare la quantità di facce colorate e bianche della figura realizzata. Con gli origami, inoltre, si favorisce nei bambini lo sviluppo della capacità di visualizzazione rispetto ai cambiamenti della situazione. Più semplicemente: il triangolo che sul libro è indicato sempre nella stessa posizione, nella piegatura della carta potrà apparire capovolto, ruotato stimolando, così, il piccolo origamista a riconoscerlo. 

Accanto all’apprendimento, con l’origami si agevolano anche condivisione ed inclusione. La prima riguarda il coinvolgimento dei genitori che cimentandosi con i propri figli in questa attività di piegatura della carta, trascorrono con loro del tempo in modo piacevole ed originale. L’inclusione, invece, ha ancora valenza didattica con i bambini che lavorano tutti insieme confrontandosi e scambiando informazioni e suggerimenti. E mentre si dà forma ad ogni foglietto, trasformandolo in una rana o un airone o in una semplice barchetta, migliorano la coordinazione tra occhi e manine, mentre si apprendono concetti e vocaboli tipici della geometria e della matematica: una bellissima lezione!

TMT (ti.mamme team)

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