BELLINZONA
27.10.2016 - 13:160

«La nuova legge sugli stipendi va resa più equa»

BELLINZONA - «La nuova legge stipendi contiene aspetti positivi, ma anche vari problemi, che ci auguriamo vengano risolti grazie alla pressione sindacale e all’intelligenza della politica». È questo il messaggio principale del VPOD che questa mattina si è espresso in una conferenza stampa.

Ha inoltre fatto sapere che ha trasmesso alla Commissione della gestione e delle finanze un documento in cui si motiva e caldeggia «l’adozione di una serie di emendamenti alla legge prima del suo varo da parte del Parlamento». Il sindacato invita anche il Governo a «trovare soluzioni che permettano di ricostruire buone reti sociali e di migliorare il clima tra il personale».

Riportiamo per intero gli aspetti ritenuti positivi dal VPOD sulla legge stipendi:

Condividiamo i tre aspetti principali della nuova legge stipendi.

A) L’adozione di un sistema di progressione salariale in base all’esperienza (con il blocco degli aumenti per il dipendente che non assolve ai propri doveri): il sistema salariale proposto è il risultato del prevalere del referendum in data 28.11.2010 (54% i NO) contro un sistema di progressione salariale basato sulle valutazioni individuali: infatti, data la soggettività delle valutazioni, questo sistema si traduce in disparità di trattamento salariale tra settori, funzioni e sessi, come illustrato dalla letteratura scientifica e dall’esperienza di altri enti pubblici.

B) L’adozione di “una classe per una funzione” in base ad una valutazione analitica: non ci saranno più funzioni che si estendono su più classi, in modo complicato, ma ad ogni funzione dovrà essere attribuita una sola classe salariale.

C) Garantire la continuità nel tempo della politica retributiva: l’adozione del nuovo sistema salariale, che prevede tempi lunghi nell’evoluzione salariale (24 aumenti annui dal minimo al massimo salariale) impegna il Governo e il Parlamento a non effettuare più tagli sui salari, derogando al sistema con blocchi degli aumenti annuali, contributi di solidarietà o riduzioni dei salari iniziali. Le 34 misure di risparmio effettuate da Governo e Parlamento sui salari e sulle pensioni del personale cantonale e dei docenti comunali tra il 1993 e il 2016 hanno inciso negativamente sui rapporti sociali. Purtroppo il messaggio contiene ancora alcune nuove misure di risparmio, che riguardano il piano sociale in caso di soppressione di posto/soppressione di funzione/malattia-infortunio di lunga durata e che riguardano il pagamento del salario in caso di malattia e infortunio: misure di risparmio inopportune che vogliamo fermare.

Garantire la necessaria trasparenza ed equità

Oltre a combattere gli ennesimi tagli previsti dal Governo, abbiamo formulato 10 proposte di emendamento della legge stipendi orientate verso la ricerca di maggiore trasparenza ed equità del sistema salariale cantonale:

1) fare trasparenza sui criteri utilizzati nella valutazione analitica delle funzioni

2) creare una Commissione paritetica di valutazione dei salari

3) applicare il principio “una funzione, una classe”

4) integrare il personale ausiliario nella legge stipendi

5) garantire l’applicazione di minimi salariali conformi alla Costituzione

6) limitare a 200'000 fr i salari annui massimi degli alti funzionari

7) ridurre la durata della carriera per le funzioni con salari bassi e medi

8) impedire la diminuzione dei salari d’uso in Ticino, il cui caso emblematico è rappresentato dalla diminuzione di 1'000 fr mensili dei salari iniziali previsti per i bibliotecari cantonali, che in tal modo vengono assassinati come professione agli occhi dei giovani (ma vi sono anche altre professionalità fortemente penalizzate, come ad es. i consulenti per il settore invalidi e disoccupazione);

9) garantire la parità salariale tra uomo e donna: per le funzioni del gruppo “Missione di sostegno individuale e collettivo” molti salari iniziali diminuiscono, talora sino al 20%. In nessun altro gruppo vi è una riduzione altrettanto generalizzata e sostanziale degli stipendi iniziali. In questo gruppo si trovano le professioni della salute e del settore sociale, in particolare infermiere/i e operatore/trice sociali, funzioni occupate prevalentemente da donne, Di fronte alla minaccia di mobilitazione del personale sociosanitario il Governo ha battuto in ritirata nelle scorse settimane, prevedendo una norma di regolamento che sconfessa i risultati della cosiddetta ”oggettiva e scientifica” valutazione analitica delle funzioni, rafforzando tutti gli interrogativi sul metodo utilizzato;

10) garantire un passaggio equo dalla vecchia alla nuova scala stipendi: le norme di passaggio (aggancio) dalla vecchia scala stipendi alla nuova scala, definite all’articolo 41 della legge, configurano un nuovo parziale blocco degli aumenti salariali annui per il personale in carriera. Questo blocco è inaccettabile rispetto al principio stabilito dalla nuova legge di voler prevedere una carriera salariale più lunga di quella attuale, ma senza nuove misure di risparmio a carico del personale.

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