Ecco chi dice «sì all’imposizione individuale»

Si è presentato ieri sera il comitato a favore dell'oggetto in votazione il prossimo 8 marzo
Si è presentato ieri sera il comitato a favore dell'oggetto in votazione il prossimo 8 marzo
MELIDE - Nella serata di ieri, 29 gennaio, a Melide, si è presentato il comitato ticinese “Sì all’imposizione individuale”. Ne fanno parte in qualità di co-presidenti: Lisa Boscolo, Granconsigliera PS, Maria Bonina Presidente Faftplus, Samantha Bourgoin, Granconsigliera Verdi del Ticino, Gina La Mantia, Presidente Faftplus, Cristina Maderni, Granconsigliera PLR, Luigi Maffezzoli, Membro di Comitato Faftplus, Amalia Mirante, Granconsigliera Avanti con Ticino & Lavoro, Fabio Monti, Presidente del Distretto di Lugano del PLR e Roberto Ostinelli, Granconsigliere indipendente.
«L’imposizione individuale è l’unico modo per garantire equità, legalità costituzionale e per incentivare il lavoro femminile» ha commentato Maderni introducendo la presentazione. «Con la sua applicazione, la Svizzera potrà finalmente correggere una pratica anacronistica e dannosa. Il sistema una famiglia - un reddito è infatti sorpassato dai nuovi modelli di società, discrimina le coppie sposate scoraggiando il lavoro femminile ed è disallineato rispetto alle migliori pratiche internazionali. Introdotto nel 1915, ben oltre un secolo fa, non è mai stato corretto e quindi non sorprende che sia ormai fuori dai tempi. Ora abbiamo l’occasione per rispettare la sentenza del Tribunale federale del 1984 in materia di uguale trattamento delle coppie indipendentemente dallo stato civile e per affermare la parità dei coniugi all’interno della famiglia. Il lavoro è individuale e va tassato su base individuale, consentendo alla parte debole del matrimonio – in prevalenza alle donne – di conquistare coscienza finanziaria e autonomia patrimoniale, stimolando nel contempo l’economia».
La parola è passata ad Amalia Mirante, che si è soffermata sugli aspetti economici dell’imposizione. «Questa riforma nasce per essere più giusta verso le famiglie: elimina la penalizzazione delle coppie sposate, valorizza il lavoro – in particolare quello femminile – e aiuta ad aumentare il reddito durante la vita attiva, garantendo al tempo stesso una maggiore sicurezza per il futuro pensionistico. Un sostegno concreto e mirato alle famiglie con figli, che guarda al benessere di oggi e di domani».
Sui risvolti sociali della legge si è concentrata invece Boscolo. «Si tratta di una riforma socioeconomica che favorisce l'occupazione femminile e la parità economica mettendo fine ad un anacronistico privilegio fiscale a favore delle coppie non sposate. La riforma incentiva il lavoro e la partecipazione alla vita economica in particolare per le donne. Invito a votare a favore della Legge sull’Imposizione individuale per eliminare i falsi incentivi fiscali che tengono le donne fuori dal mercato del lavoro e per raggiungere anche in questo ambito la tanta decantata parità».
Fabio Monti ha portato il punto di vista di un uomo celibe, quindi di un cittadino che a livello personale non trarrà alcun vantaggio fiscale dall’approvazione della Legge. «Sostengo il sì dopo un’attenta riflessione che mi ha convinto che i contrari sono fautori di un modello di famiglia che scoraggia il nuovo ruolo della donna nella società e che è sorpassato dai tempi. Sì a più equità, più indipendenza delle donne e ai benefici che la riforma porterà all’economia in termini di creazione di posti di lavoro, a vantaggio della parte debole del matrimonio». Infine, a trarre le conclusioni è intervenuta Maria Bonina, che ha portato il sostegno delle associazioni femminili alla legge.




