Contro il "rockismo", a salvaguardia dell'italiano

Gli Alma Acoustic, con "Vita", vogliono ribadire la centralità del cantautorato nella lingua di Dante
Gli Alma Acoustic, con "Vita", vogliono ribadire la centralità del cantautorato nella lingua di Dante
BELLINZONA - È uscito oggi "Vita", il nuovo singolo degli Alma Acoustic. La band ticinese, che si è distinta all'ultima edizione del TicinoBands Live Contest ed è una presenza costante nella scena nostrana (con decine di date l'anno), ha deciso di pubblicare una canzone che si può tranquillamente definire "programmatica".
Il brano arriva come un primo segnale, un’anticipazione che apre la strada al prossimo album - in arrivo la prossima estate - e ne chiarisce subito la direzione artistica. Al centro c’è una presa di posizione netta: scardinare quel "rockismo" diffuso — soprattutto in Ticino — che troppo spesso confina il pop e il cantautorato in italiano in un ruolo marginale, come se fossero linguaggi di serie B. In un panorama musicale che gli Alma Acoustic identificano sempre più come appiattito sull’inglese, la scelta di cantare nella propria lingua madre diventa un atto consapevole, quasi politico: raccontare la quotidianità e le emozioni del presente in italiano significa assumersi una responsabilità culturale, prima ancora che estetica, nel contesto di questa realtà territoriale.
La domanda è inevitabile: il pop in italiano può ancora essere uno spazio di narrazione profonda e di costruzione dell’identità? Può funzionare per raccontare il Ticino, la sua quotidianità, ed è un linguaggio che può reggere la sfida del futuro? Per gli Alma Acoustic non c'è nessun dubbio: la risposta è un deciso sì, senza esitazioni.
“Vita” dipinge con le sue liriche una serie d'immagini e si inserisce in un tempo storico segnato dalla frenesia digitale e dall’urgenza costante di cogliere ogni occasione all’istante, scegliendo invece una direzione controcorrente. Il brano è un chiaro e appassionato elogio della lentezza. «È un invito a sedersi, respirare e riscoprire il piacere di osservare ciò che ci circonda senza la paura di restare indietro. Il brano nasce dalla consapevolezza che non serve rincorrere tutto subito: la vita, con i suoi tempi perfetti, spesso compie giri immensi per poi tornare a bussare alla nostra porta quando siamo pronti ad accoglierla». Come la piuma del testo, che vola via trasportata dal vento, la nostra esistenza «fa giri immensi e poi ritorna» e, prima o poi, a terra si poserà.




