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"Sviste" alle casse automatiche: «Toccati pesantemente»

Coop e Manor non si sbottonano. Migros Ticino invece ammette il problema: «Esistono bande organizzate che vengono a rubare». In caso di errore si valuta. E «per 125 persone è scattato il divieto d'entrata»
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"Sviste" alle casse automatiche: «Toccati pesantemente»
Coop e Manor non si sbottonano. Migros Ticino invece ammette il problema: «Esistono bande organizzate che vengono a rubare». In caso di errore si valuta. E «per 125 persone è scattato il divieto d'entrata»

LUGANO - L'indignazione, amplificata dai social, ha suscitato un discreto clamore rispetto al peso effettivo della vicenda: un cornetto non battuto alle casse automatiche di un supermercato Coop, costato 150 franchi in indennità amministrative e un divieto d'accesso di due anni a quella filiale. Protagonista, la comica Julia Steiner, autrice di un video-denuncia e di alcuni articoli conseguenti.

Un errore, parrebbe, il suo. Anche se, va detto, suona strano un atteggiamento così rigido da parte della catena dei supermercati di fronte a una svista che potrebbe capitare a chiunque. Per capire cosa accade in queste circostanze, ma anche in quelle in cui si riscontra l'intenzionalità del gesto, abbiamo provato a contattare le principali catene di supermercati in Ticino. Solo una, in realtà, ha risposto alle nostre domanda.

Coop e Manor non si sbottonano - Sia Coop che Manor, infatti, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni pubbliche su aspetti rilevanti per la sicurezza.

Coop, in più, ha tenuto a precisare solo che «la stragrande maggioranza» dei suoi clienti «è onesta», confermando l'addebito di un’indennità amministrativa in caso di furto e assicurando che «ogni caso viene valutato individualmente» in base a regolamenti e direttive interne.

Migros: «Toccati pesantemente» - Se alla Coop sembra regnare il virtuosismo, lo stesso non accade presso i negozi Migros. «I furti ci toccano pesantemente», ci viene spiegato. E non si tratta solo di piccoli taccheggi, ma anche di vere e proprie «bande organizzate dall’estero», sottolinea il portavoce Luca Corti.

Si sbaglia di più alle casse automatiche - Per quello che concerne l'errore, ovviamente, questo avviene «meno frequente nella cassa a nastro, poiché vi è del personale formato a condurre le operazioni». Un pò più frequente è invece alle casse automatiche, dove Migros Ticino «effettua regolarmente controlli, come qualsiasi altro dettagliante».

301 errori e 25 denunce contro ignoti - Controlli che hanno il loro perché visto che, nel 2025, di errori in cassa ne sono stati riscontrati 301. «Inoltre, l’azienda, lo scorso anno ha sporto 25 denunce contro ignoti, quando gli autori del furto non sono stati subito fermati e identificati», ci fa sapere Migros.

Il «beneficio del dubbio», ma non ai recidivi - I prodotti "dimenticati" più spesso in fase di scansione? «Difficile rispondere: c’è davvero di tutto», fa sapere Corti. Più semplice sembra invece l'interpretazione delle intenzioni del cliente. «Il nostro Servizio di sicurezza è formato per svolgere al meglio le proprie mansioni e sul campo accumula tanta esperienza e sensibilità. Vi sono tutta una serie di fattori che aiutano a valutare la situazione. Il beneficio del dubbio alle persone in buona fede lo si lascia sempre, ma la recidiva ad esempio non aiuta: alcune modalità adottate da determinate persone per non pagare sono ricorrenti e molto frequenti».

125 divieti d'entrata - Le due circostanze, chiaramente, vengono trattate in modo diverso. «Acclarata la svista, ad esempio, la persona paga semplicemente la merce dimenticata, non viene registrata e non paga indennità amministrative di alcun genere», sottolinea Corti. In caso di comprovata intenzionalità, invece, si procede «con la registrazione dei dati della persona e scatta una indennità amministrativa di 200 franchi. In alcune circostanze la gravità della situazione impone una denuncia e/o si emette una diffida (divieto d’entrata in filiale). Ogni caso viene valutato accuratamente e con molta attenzione».

Divieto d'entrata che, l'anno scorso, è scattato per 125 persone: «La maggior parte delle quali era recidiva. Negli altri casi o gli importi del furto si sono dimostrati elevati o hanno mostrato un comportamento non consono/aggressivo».

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