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15.06.2016 - 12:000

The Witcher 3 - Blood & Wine: in vino veritas

L'ultima espansione del nostro "game of the year 2015" è praticamente un gioco a sé stante da più di 40 ore, e che qualità

 

VARSAVIA - Non ne vuole proprio sapere la polacca CD Projekt di lasciare andare in (meritata) pensione il suo cacciatore di mostri brizzolato Geralt di Rivia e quindi, eccolo ritornare con un'avventura nuova nuova "Blood & Wine" che è anche l'ultima (in tutti i sensi) espansione per lo sconvolgente e pluripremiato "The Witcher 3: Wild Hunt".

Si chiude un'epopea - "Blood & Wine" segue a ruota l'apprezzato, ma non osannato, "Hearts of Stone" alzando ulteriormente l'asticella e migliorando in maniera netta l'esperienza di gioco anche del titolo originale con tweak importanti di interfaccia (e non solo) che rendono "The Witcher 3", se possibile, ancora più bello. Ma andiamo con ordine.

Una terra da favola - La nuova avventura - che può essere fruita sia indipendementemente sia come parte di "Wild Hunt" - offre una bella variazione di toni (anche cromatici) ed è ambientata nel ducato di Toussaint. Regnato dalla bella quanto decisa Anna Henrietta - e trattato in maniera estesa nel quinto libro della saga dello "strigo" del Tolkien polacco Andrzej Sapkowski - questa terra fantastica è un felice mix di cose che ci sono assai familiari: da una parte abbiamo i cavalieri in stile "tavola rotonda" tutti armature e onore, dall'altra abbiamo il vino e la geografia che è un efficace mix delle regioni viticole europee più o meno a ridosso delle Alpi fra Italia (Piemonte), Svizzera (Vallese) e Francia (Bordelais e la Provenza). Insomma, verde e vegetazione ovunque, fiori e cieli azzurri. Una bella differenza, insomma, dalla Velen mitteleuropea e carolingia del gioco base, "terra di nessuno" dai toni terrosi e sporchi, imbrattata di fango, sterco e sangue.

Assassini bestiali fra pizzi e merletti - Ad aspettare Geralt non solamente un mostro serial killer che ha qualcosa da dire sui depravati "cavalieri di oggi", solo pallido ritratto dei proverbiali "antiqui" 100% onore, ma anche un complesso reticolo di intrighi di corte con al centro l'immancabile e focosa Anna Henrietta. Novità particolarmente gustosa (in tutti i sensi) anche la possibilità di gestire in prima persona un podere vinicolo (il "Corvo Bianco", che riprende forse scherzosamente un vino da tavola siculo noto anche alle nostre latitudini) come meglio ci aggrada.

L'interfaccia ora è più snella -Ma le novità non riguardano solo ambientazione e "cose da fare" ma anche l'interfaccia di gioco che soprattutto su console, difficile negarlo, era una delle parti più deboli di "The Witcher 3". CD Projekt ci ha pensato su e ha deciso di rivederla completamente in modo da renderla il più possibile snella e fruibile. I risultati sono ben più che soddisfacenti soprattutto per quanto riguarda il sistema di progressione del personaggio e della gestione delle abilità.

Da gustare come un calice di quello buono - "Blood & Wine" per quello che costa (19,90 fr.) è un prodotto da non lasciarsi scappare. Garantisce una quarantina di ore di gioco e, come esperienza complessiva, risulta forse addirittura più soddisfacente e bilanciata dell'originale (ed è un bel dire). Si tratta, quasi superfluo dirlo, di un titolo che non si presta assolutamente al mordi e fuggi e che richiede sessioni prolungate e immersioni totali. 

VOTO: 9

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