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09.11.2017 - 17:160

«Quel dosaggio non era stato prescritto»

La difesa dei medici a processo per omicidio colposo avanza una serie di dubbi sulla perizia giudiziaria

BELLINZONA - Il paziente aveva assunto un quantitativo di medicinale non prescritto? È quanto chiedono i difensori dei quattro medici a processo in Pretura penale a Bellinzona per la morte, nel 2014, di un ventisettenne in cura alla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio. L’esame tossicologico, spiegano i legali, ha infatti rilevato una quantità molto elevata (superiore a 3’000 milligrammi) di un neurolettico. «Una concentrazione che tuttavia non si giustifica considerando i dosaggi prescritti».

La difesa non escluderebbe pertanto che il paziente si sia procurato il medicinale trovato in eccesso, forse nel corso degli ultimi giorni prima del decesso, quando era stato ridotto il suo stato di contenzione fisica. Gli stessi imputati affermano che il giovane in precedenza presentava «una richiesta pressante» per il neurolettico in questione. Un medicinale che, tra l’altro, assumeva già prima della sua entrata in clinica.

Nel corso del pomeriggio i legali si sono inoltre soffermati sui dosaggi presi in considerazione dalla perizia giudiziaria: sulla base della documentazione agli atti, determinati dati non sarebbero infatti corretti.

Il dibattimento davanti alla Corte presieduta dal giudice Siro Quadri riprenderà domattina alle otto, quando la parola passerà alle parti. L’accusa è sostenuta dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas. I quattro medici sono difesi dagli avvocati Roberto Macconi, Luca Marcellini, Luigi Mattei e Goran Mazzucchelli.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-24 17:55:06 | 91.208.130.86