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LUGANO
04.12.2017 - 13:190

«Quella non è ergoterapia: ha scelto con quali pazienti spingersi oltre»

La procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha chiesto una condanna a 4 anni e 3 mesi per l'ergoterapista accusato di coazione sessuale su alcuni pazienti

LUGANO - Avrebbe abusato di sei pazienti, anziani e/o disabili, tramite toccamenti nelle parti intime, approfittando del rapporto di fiducia e della fragilità psico-fisica delle sue vittime, fino ad arrivare almeno con una di queste fino alla masturbazione. Per questo la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha chiesto la condanna a 4 anni e 3 mesi dell’ergoterapista 52enne a processo davanti alle Assise criminali di Locarno, riunite a Lugano e presiedute dalla giudice Rosa Item. I reati contestatigli sono coazione sessuale, sfruttamento dello stato di bisogno e pornografia (per aver detenuto materiale pedopornografico e pornografia con animali) compiuti tra il 2010 e il 2017.

L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe sfruttato l’ignoranza diffusa sul concetto di ergoterapia, spesso confusa con la fisioterapia. «All’ergoterapista non vengono insegnate tecniche di massaggio, che appartengono ai compiti del fisioterapista», ha detto la pp. Per praticare massaggi medicali, ha ricordato Margherita Lanzillo, servono specifiche autorizzazioni. Non solo, ma avrebbe spinto le proprie mani dove anche un massaggiatore diplomato non osa. Con questi comportamenti l'imputato, invece di mettere i propri pazienti al centro del processo di cura, «ha voluto centralizzare la terapia su se stesso», perché «appagato dalle pratiche di massaggio in zone erogene».

L’ergoterapista, durante le sedute tenutesi a casa dei pazienti, avrebbe «sconfinato in un ambito in cui non era preparato» e, soprattutto, avrebbe «sconfinato in zone del corpo sensibili e delicate per un proprio piacere sessuale». Questo, nonostante, l’ergoterapia dovrebbe essere una terapia occupazionale che «tratta patologie e traumi degli arti superiori», ha spiegato la procuratrice nel corso della sua arringa. In alcuni rapporti scritti, indirizzati ai medici delle vittime, l’uomo infatti riportava solo i trattamenti agli arti superiori e «mai quelli agli arti inferiori». E in particolare non citava i trattamenti nella zona inguinale e dei glutei, massaggi che gli vengono contestati.

Le principali prove a carico dell’imputato sono le testimonianze delle vittime, la cui credibilità è stata definita «innegabile» dall’accusa. Anche perché i pazienti hanno dovuto superare il grande disagio e la vergogna provati nel raccontare ciò che avrebbero subito.

La procuratrice ha anche accusato l’imputato di «aver cercato di minare la credibilità delle vittime» durante l’inchiesta, senza però risultare convincente. Per alcuni dei pazienti, il terapista ha invocato situazioni psichiatriche, per altri ha proposto disturbi in grado di invalidarne i ricordi, quali la narcolessia.

Margherita Lanzillo ha definito il comportamento dell’uomo nei confronti dei suoi pazienti come «professionalmente inadatto, sconveniente e penalmente rilevante». Tutti i trattamenti effettuati «non avevano carattere di ergoterapia», ha detto. Una tesi rafforzata dalla perizia tecnica. Inoltre, l'uomo avrebbe selezionato con cura le sue vittime: «Ha scelto strategicamente con quali pazienti spingersi oltre», ha detto Margherita Lanzillo.

L’accusa ha richiamato un episodio analogo risalente a vent’anni fa, quando l’imputato avrebbe praticato toccamenti e masturbazione nei confronti di un disabile allora minorenne. Procedimento allora abbandonato per insufficienza di prove e che oggi non può essere riaperto per l’intervento della prescrizione. «C’è almeno un’altra vittima dell’imputato che non è stata riconosciuta tale», ha tuonato la procuratrice. 

Nel pomeriggio la parola passerà al patrocinatore degli accusatori privati, l’avvocato Carlo Borradori, e alla difesa, sostenuta dagli avvocati Davide Iuliucci e Simone Creazzo. 

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