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LUGANO
28.12.2017 - 19:320

Parla il "Sampei" del Ceresio: «Per catturare quel luccio ho usato tutto il mio corpo»

Il racconto della pescata da record: «Eravamo entrambi esausti, ma non me lo sono lasciato sfuggire»

LUGANO - Un giorno come tanti si è trasformato in un ricordo memorabile per Davide Löhrer, il pescatore 23enne di Comano che a Santo Stefano è riuscito nell'impresa di catturare un luccio da quasi 13 chili.

Una pescata da esperti, quella del bestione da ben 117 centimetri, della quale Davide va molto fiero. «La canna da pesca è la mia passione, tanto che alcuni miei amici mi chiamano Sampei (noto cartone animato giapponese che racconta proprio le gesta di un giovane pescatore n.d.r.). E un po' forse gli somiglio», ci racconta.

E così il 26 dicembre Davide era lì, alla Foce di Lugano, nella zona dei pontili. «Come esca uso pesciolini vivi, quindi ho dovuto prima prenderne qualcuno. Poi ho iniziato a pescare. A un certo punto ho voluto concentrarmi sulla canna grossa, quella che uso per il luccio».

Davide tenta qualche lancio nelle zone che crede migliori per quel tipo di pesca. «A un certo punto ho visto abbassarsi la lenza. Qualcosa stava mangiando. Due strattoni forti mi hanno fatto capire che era un pesce di grandi dimensioni. Ho chiuso l'archetto del mulinello e ho tirato. Aveva abboccato».

Un pescatore esperto sa che il bello deve ancora venire. Il pesce non è preso finche non è sulla terra ferma. E infatti il 23enne deve combattere un po' per mettere le mani sulla preda. «Dopo un quarto d'ora è venuto a galla. Quindici minuti interminabili. Ho visto che era un bestione. Sfortuna ha voluto che, proprio quella mattina, fossi sprovvisto del guadino (tipico retino da pesca n.d.r.). Dovevo prenderlo con le mani. Ho lasciato la canna sul pontile e ho cercato di agguantarlo prendendolo per la coda e una branchia. In quel momento ha reagito e con uno scatto è tornato giù. Stavo per perdere preda e canna».

Il giovane è svelto e riprende la situazione in pugno: «Ho dovuto lottare un po' per riportarlo a galla. Eravamo entrambi esausti. Questa volta non me lo sono fatto sfuggire. Con uno scatto l'ho tirato sul pontile e mi ci sono buttato addosso con tutto il corpo. Era fortissimo, quindi l'ho dovuto finire in fretta».

La preda, ora, regalerà più di un lauto pasto: «Adesso è in congelatore, porzionato. Non ne avevo mai preso uno così grande. Mio padre mi ha insegnato a pescare e ad apprezzare tutto quello che riguarda la natura. Questa mia piccola conquista la dedico a lui».

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