CANTONE / ITALIA
20.09.2017 - 18:370

Il giorno di Cassis in 100 foto

Un ticinese torna a sedere in Consiglio federale dopo 18 anni «per il bene del Paese» e con il background per «trattare con l'Italia»

BERNA - Dopo 18 anni di assenza, la Svizzera italiana ritrova un posto in Consiglio federale. Stamane, al secondo turno, l'Assemblea federale ha scelto, con 125 voti su 244 schede valide, Ignazio Cassis quale 117esimo consigliere federale al posto del dimissionario Didier Burkhalter. Venerdì si saprà anche quale dipartimento gli verrà affidato.

Con l'elezione di un PLR ticinese, viene rispettata la formula magica che vuole i seggi del governo ripartiti secondo la forza dei partiti più importanti: 2 PLR, 2 UDC, 2 PS, 1 PPD.

Oltre a Cassis, a contendersi la poltrona lasciata libera da Burkhalter erano in lizza la consigliera nazionale Isabelle Moret (VD) e il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet.

Fin dalla prima votazione, confermando le impressioni della vigilia, Ignazio Cassis si è subito portato in testa ricevendo 109 preferenze, contro le 62 andate a Maudet e 55 a Moret. La sensazione che il Ticinese l'avrebbe spuntata si è confermata al secondo scrutinio, quando Cassis ha ricevuto 125 voti (123 voti la maggioranza), Maudet 90 e Moret solo 28.

«Per il bene del Paese» - All'annuncio del risultato, l'aula ha esultato complimentandosi col neoeletto. Accettando l'elezione, il 56enne Ignazio Cassis ha ringraziato le Camere riunite per la fiducia concessagli e ha annunciato nelle quattro lingue nazionali che s'impegnerà con tutte le forze per il bene del Paese.

Cassis ha anche sottolineato di voler assumere «volentieri questa responsabilità» e di voler «collaborare con grande rispetto in seno all'esecutivo con le persone che la pensano diversamente da me». «Sono pronto a difendere una posizione anche se durante il processo decisionale la pensavo diversamente», ha aggiunto.

Il neo consigliere federale si è detto molto soddisfatto e fiero che il suo cantone sia di nuovo rappresentato in governo (18 anni dopo Flavio Cotti). «La Svizzera che pensa, parla e sogna in italiano sarà nuovamente rappresentata in Consiglio federale. In questo leggo la volontà di rafforzare la coesione nazionale», ha continuato.

Alle 09.27 il neo consigliere federale ha poi prestato prestato giuramento. Ha dichiarato «lo giuro» alzando tre dita della mano destra come vuole la tradizione.

Sospiro di sollievo - Nel corso della sua prima conferenza stampa da consigliere federale eletto, Cassis ha poi dichiarato che l'elezione «ha rappresentato per me uno scarico di responsabilità che gravava sulle mie spalle quale rappresentante della terza Svizzera».

Se non fossi stato eletto, «avrei senz'altro potuto assorbire la delusione a livello personale, ma sarebbe stato più difficile digerire il fallimento istituzionale», ha aggiunto, precisando di essere entrato in aula stamattina «speranzoso sì, ma senza alcuna certezza».

Interpellato sull'eventualità di assumere la guida del Dipartimento federale degli affari esteri, e sulle prime decisioni che avrebbe preso, Ignazio Cassis ha messo le mani avanti. «Sarei felice di prendere qualsiasi dipartimento», ha risposto.

Il Malcantonese ha affermato di volere portare in governo i valori liberali, ossia del partito per il quale è stato eletto, ma anche di voler agire con senso di collegialità, lasciando aperta la sua porta a tutti, specie a coloro che rappresentano formazioni escluse dall'esecutivo.

«Il know-how per trattare con l'Italia» - Interpellato sulle specificità di un esponente italofono in Consiglio federale e su quanto potrebbe portare al collegio governativo, Cassis ha detto di «portare la mia cultura, la mia lingua, il fatto di essere originario di un cantone di frontiera e anche il know-how di come trattare con l'Italia, non un Paese qualsiasi, ma uno dei nostri partner commerciali più importanti».

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