CANTONE
26.04.2016 - 08:010

«Quelle trenta ticinesi che abortirono per Chernobyl»

Nell'anniversario del disastro nucleare, il ricordo di Mario Camani, allora a capo della Spaas

TICINO - Era l'una e mezza del 26 aprile di 30 anni fa. Una lingua di fuoco di oltre 1 km si alzò dal reattore numero quattro della centrale di Chernobyl, ben visibile dai villaggi vicini. Due giorni dopo, una nube tossica scaricava sul Ticino una pioggia radioattiva, i cui effetti rimangono nel terreno ancora oggi. Mario Camani, 72 anni, era allora a capo della Sezione protezione Aria, acqua e suolo del Cantone. Toccò a lui informare la popolazione ticinese sui rischi causati dall'incidente. «Furono momenti concitati» ricorda oggi: «Quando la Confederazione emanò la prima direttiva con i risultati delle analisi della acque e del latte successe il finimondo».

Fu allora che lei fece un famoso intervento alla radio...

«Sì, dovevo commentare l'allerta giunta da Berna sul consumo di latte da parte di donne incinte e bambini, e la raccomandazione di lavare l'insalata prima del consumo. Dissi che a mio parere il solo lavaggio non era sufficiente, ma occorreva un'abrasione mediante strofinatura per rimuovere le sostanze radioattive». 

Il livello di allarme giustificava queste e altre precauzioni?

«Per le donne incinte e i bambini, sì. Il problema è che il panico fu tale che tutti il giorno dopo si precipitarono al supermercato a fare scorta di latte confezionato prima del 28 aprile. Fu il caos»

I media fecero la loro parte.

«Travisarono e ingigantirono le dimensioni del problema, creando non poco allarmismo. Ricevevo telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, da giornalisti e persone comune preoccupate. Andò avanti così per mesi».

Quali erano le paure della gente?

«Di tutto e di più. Chi era stato in viaggio in Germania e voleva sapere se era stato contaminato; chi aveva comperato delle uova e chiedeva come cucinarle. Io rispondevo a tutti, davo consigli. In alcuni casi, sono stati provvidenziali».

In che senso?

«Ricordo che fui contattato da tre donne incinte, in momenti diversi, a cui i medici avevano consigliato di abortire per via della radioattività. Le rassicurai, e non abortirono. Purtroppo in Ticino quell'anno furono una trentina gli aborti legati al timore degli effetti di Chernobyl. Un tragico errore dei medici e delle persone. La paura ha fatto più vittime della radioattività. È una lezione che non va dimenticata».

 

Commenti
 
Stefano Ansaldi 1 anno fa su fb
Trovo un parallelismo tra questa storia di paura indotta e quello che stiamo vivendo oggi con i migranti.
ugobos 1 anno fa su tio
peccato che pochissimi sanno quanta potenza ha il sole vento onde del mare. il nucleare è un energia sorpassata. solo dei perdenti possono scomettere sul nucleare petrolio gas. anche perché crei grossi danni alla composizione chimica dell atmosfera.
Frankeat 1 anno fa su tio
@ugobos tu sei uno dei pochissimi suppongo
Thy 1 anno fa su tio
@ugobos Erudisci noi poveri ignoranti perdenti, eleva il nostro sapere ai tuoi livelli siderali
Meno 1 anno fa su tio
@ugobos ...fino quando (forse) riusciremo a fare centrali a fusione nucleare, che non crea residui inquinanti o gas nocivi producendo pochissime scorie. La ricerca continua andare avanti (il problema principale non è creare la fusione ma contenerla) e chissà che in futuro non possa essere implementata per centrali. Purtroppo negli anni passati, la messa alla gogna del nucleare ha provocato un rallentamento non indifferente dei fondi alla ricerca...
turbo 1 anno fa su tio
@Frankeat forse, peccato che non sia a conoscenza della potenza della grammatica
turbo 1 anno fa su tio
@turbo e punteggiatura
KilBill65 1 anno fa su tio
Ecco come si fa ad ingigantire le notizie con molta disinformazione....E vero che la nube tossica di Chernobyl arrivo' in Ticino, ma poi non fu cosi grave come si supponeva....Ed intanto si costruiscono ancor oggi centrali nucleari, sperando che non succedano danni come allora....
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