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CANTONE

17/02/2017 - 14:36

«Vitta come Masoni: regali ai ricchi e ticinesi più poveri»

Il Comitato cantonale dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa commenta le dichiarazioni del Consigliere di Stato dopo la bocciatura della Riforma III

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CANTONE - USS Ticino e Moesano risponde alle dichiarazioni del consigliere di Stato Christian Vitta, secondo cui il voto favorevole alla Riforma III in Ticino potrebbe spalancare le porte a misure fiscali cantonali in favore delle persone giuridiche. Il sindacato sostiene che il federalismo fiscale usato per concedere sgravi alle imprese non produce benessere per la popolazione e non attira aziende di qualità.

USS paragona le dichiarazioni di Vitta all’operato di Marina Masoni. «Eletta in Consiglio di Stato nel 1995, promosse molte riforme della legge tributaria e una serie di pacchetti fiscali per ridurre le aliquote sul capitale delle aziende e la diminuzione dell'imposta sugli utili. Misure che hanno comportato importanti riduzioni delle entrate fiscali del Cantone e dei Comuni. Gli sgravi fiscali decisi dal 1997 al 2005 hanno provocato una minore entrata annua per il Cantone di 207 milioni. Si sono così svuotate le casse per poi andare a giustificare tagli a scapito della popolazione. Il disavanzo del Cantone in quegli anni si aggirava sui 200 milioni all’anno, se il Governo non avesse condotto questa politica, non ci sarebbero stati problemi finanziari. Ora, nonostante il naufragio della Riforma III, il Consiglio di Stato vorrebbe proseguire sulla strada dei regali fiscali alle aziende».

La presa di posizione giunge dopo quella del sindacato Unia, secondo cui le parole del Consigliere di Stato sono «quantomeno imprudenti».

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