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BELLINZONA / ITALIA

10/10/2017 - 18:50

Rifiutò la chemio e morì, chiesto il processo per i genitori

La ragazza si era curata al San Giovanni di Bellinzona con terapie alternative

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PADOVA - La figlia malata di leucemia era morta dopo aver rifiutato la chemio e oggi la procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per i genitori, indagati per omicidio colposo. La ragazza si era ammalata nel 2015 ed era stata curata anche in una clinica nei Grigioni che propone terapie alternative e all'ospedale San Giovanni di Bellinzona.

L'istanza dell'accusa è stata presentata, nel corso dell'udienza preliminare davanti al Gup Mariella Fino, a carico di Lino Bottaro, 65anni, e Rita Benini, 53, genitori di Eleonora Bottaro, la giovane morta per una forma di leucemia linfoblastica acuta dopo aver rifiutato le cure mediche. L' udienza è stata rinviata al primo dicembre, giorno in cui sarà sentito il professor Paolo Benciolini, già docente di Medicina legale all'Università di Padova, che era stato nominato tutore della ragazza.

Secondo la procura di Padova, i genitori, venendo meno all'obbligo di tutela insito nella potestà genitoriale, si sarebbero opposti alla terapia chemioterapica e nel contempo avrebbero ingenerato nella figlia una falsa rappresentazione della realtà sia riguardo alla gravità e mortalità della patologia sia ai rimedi che le erano stati proposti priva di una validità scientifica. «In tal modo - aveva detto la procura in una nota a firma del procuratore capo Matteo Stuccilli al momento della chiusura delle indagini - inducevano in Eleonora il falso convincimento che la terapia chemioterapica fosse non solo non necessaria ma addirittura nociva e interferivano in ogni scelta medica».

Di diverso avviso, il legale dei genitori di Eleonora, l'avvocato Roberto Mastalia. «Il giudice - ha detto - ha evidentemente accolto le nostre contestazioni, considerato che vuole sentire il professor Benciolini che, nel profilo psicologico da lui redatto, aveva dichiarato che Eleonora era una ragazza matura e consapevole». «Stiamo parlando di una ragazza che ha maturato da sola la decisione di non sottoporsi alla chemio - ha aggiunto il legale -. Anche il giudice del tribunale dei Minori, dopo averla incontrata, aveva riconosciuto il suo livello di maturità. Inoltre dal 27 febbraio del 2016 ai genitori era stata tolta la potestà, eppure nessuno dei tutori ha fatto qualcosa per sottoporla alle cure. Quindi o Eleonora era davvero matura, e quindi hanno fatto bene, o sono stati i tutori a commettere omissioni, e allora sono loro che dovrebbero essere posti sotto processo».

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