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BELLINZONA

16/09/2013 - 07:33

"Io, celiaca, e la mia vita super costosa"

Conti in tasca a una ragazza che soffre del problema: "Al mese spendo 150 franchi in più di una persona normale". Valentina Lüthi, segretaria del Gruppo celiachia della Svizzera italiana: "Le casse malati ci diano una mano"

Articolo di P.M.




BELLINZONA – “Spendo tra i 150 e i 200 franchi al mese in più rispetto a una persona normale. Quattro fette di pane possono costarmi anche cinque franchi”. Laura D., 26enne di Bellinzona, apre il suo borsellino e scuote la testa. È cara la vita per chi è celiaco e, di conseguenza, non può mangiare cibi con glutine. Soprattutto in Svizzera, dove le casse malati non danno alcun sussidio a chi soffre di questo problema. Valentina Lüthi, segretaria del Gruppo celiachia della Svizzera italiana, rilancia l’allarme: “In altri Paesi, come ad esempio l’Italia, c’è un sussidio da parte delle casse malati per chi è celiaco. In Svizzera niente. Se ne parla da tempo, ma per ora i politici non si muovono”.

Rischio cancro - In Ticino i celiaci annunciati all’associazione sono circa 550, in Svizzera oltre 5.000. “Ma in realtà – spiega Lüthi – sono molto di più le persone confrontate con la celiachia. Circa l’1% della popolazione”. Laura ha scoperto di essere celiaca quattro anni fa. “Avevo sempre disturbi allo stomaco. Mi sentivo gonfia e pesante. Quando il medico mi ha fatto la diagnosi mi ha pure messa in guardia. Trascurare il problema avrebbe potuto avere conseguenze pesanti, come ad esempio un cancro. Per me è stato un trauma. Anche perché ero parecchio golosa”.

Famiglie celiache - Laura ha deciso di uscire allo scoperto per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica. “Anche perché ci sono intere famiglie di celiaci. Famiglie in cui la spesa mensile per il cibo lievita di molto. Calcolate che 500 grammi di pasta costano attorno ai 5 franchi, idem per sei pacchetti di crackers. Ultimamente ho pagato 8 franchi e 50 per 4 misere merendine di riso”. Ed effettivamente dando un’occhiata ai prezzi degli alimenti per celiaci, in alcuni casi c’è da rabbrividire. “Alcuni prodotti – conferma Laura – costano il doppio, se non il triplo, rispetto a quelli normali”.

Il disguido - In Svizzera, dal momento della diagnosi e fino al compimento dei 20 anni di età, un celiaco può beneficiare da parte dell’Assicurazione invalidità, di un sussidio forfettario. “Dai 20 anni in avanti però più nulla – puntualizza Lüthi –. Perché la celiachia è considerata una malattia congenita e diventa di competenza delle casse malati. Queste ultime si assumono soltanto le spese per i provvedimenti sanitari. Ma chi soffre di celiachia non ha praticamente spese mediche da sostenere. Non considerano che la dieta da fare per evitare i derivati del frumento, dell’orzo, della segale e dell’avena, è rigida e parecchio costosa. Non dimentichiamoci tra l’altro che molte persone scoprono di essere celiache solo dopo i 20 anni. E quindi non riescono a beneficiare nemmeno del sussidio dell’Assicurazione invalidità”.

Questione politica - Una malattia subdola, che si può manifestare con vari sintomi. Da molti, forse troppi, è sottovalutata.  Il Gruppo Celiachia della Svizzera italiana, unitamente alle associazioni d'Oltralpe, continua a lottare. Ancora Lüthi: “Ci stiamo battendo per sensibilizzare l’opinione pubblica affinché tutti i celiaci ricevano una mano a livello finanziario. La questione è politica. Ma per ora nessuno sembra prendersi a cuore la nostra causa”.

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