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26/08/2014 - 07:57

Tutti fanno l'Ice Bucket Challenge, ma chi dona?

La moda del momento, lanciata a scopi benefici, in Svizzera non sta portando gli aiuti economici sperati

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LOSANNA - Tutti fanno l'Ice Bucket Challenge, da Roger Federer fino al vostro amico di Facebook. La moda del momento - la secchiata d'acqua gelata in testa - è nata (è bene ricordarlo) con un intento benefico: raccogliere fondi per la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica o SLA.

Migliaia di persone anche in Svizzera hanno partecipato alla 'sfida', ma quante sono state le donazioni? Le Matin lo ha chiesto alle due associazioni che si occupano di questa malattia altamente invalidante. La prima è l'Associazione della Svizzera Romanda e Italiana contro le Miopatie ASRIM, la cui responsabile amministrativa Eva Otero ha dichiarato di non aver ricevuto niente dagli Stati Uniti. E dalla Svizzera? “Abbiamo avuto una sola richiesta di un bollettino di versamento”.

In origine l'Ice Bucket Challenge prevedeva che la persona sfidata avesse 24 ore di tempo per tirarsi addosso l'acqua gelata, e in caso di rinuncia avrebbe dovuto donare qualcosa alle associazioni benefiche. Molti Vip, però, hanno annunciato che avrebbero effettuato ugualmente una donazione, nonostante non abbiano rinunciato a ricevere la secchiata gelida.

Ci si bagna, quindi, ma non si dona? Se lo chiedono anche presso SLA Association Svizzera: Josette Rüegg spiega che “siamo stati sorpresi da questa iniziativa, e fino ad oggi non possiamo dire se abbiamo ricevuto o meno delle donazioni”. L'associazione prenderà parte in prima persona all'Ice Bucket Challenge, e lo farà dal Ticino, dove 15 pazienti si trovano in villeggiatura. Il video sarà pubblicato su Youtube nei prossimi giorni. Le associazioni, comunque, accolgono positivamente l'ondata di notorietà sui media della campagna. “Se gli americani fanno avanzare la ricerca è una cosa buona, tutti i malati ne potranno approfittare”, ha dichiarato Otero.

A livello mondiale sono stati raccolti (dati aggiornati a questa mattina) poco più di 70 milioni di dollari, circa 64 milioni di franchi svizzeri. Dei quali solo un terzo scarso andrà alla ricerca, ha stabilito un sito specializzato americano: il resto sarà suddiviso tra servizi ai pazienti, educazione, spese per la raccolta fondi e amministrazione (compresi stipendi e pensioni di chi lavora nelle associazioni dedicate alla SLA).

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16 commenti da TIO
Arciere - 26 Agosto 2014 alle 10:51
Tanto, una cretinata in più o in meno... Tu guarda, da un giorno all'altro questo nobile slancio collettivo per la "sclerosi laterale amiotrofica"... Ciò detto con il massimo rispetto per coloro che ne soffrono, chi ne aveva mai sentito parlare prima? Esistono un'infinità di malattie e di cause tragiche che meritano sostegno. Chi vuole dare dia, ma in silenzio. Che bisogno c'è di fare pagliacciate con trombe e tamburi, che tra l'altro hanno già fatto un morto? Da notare che se il "gioco" in sé è già bello idiota, le regole lo sono altrettanto: o rifiuti la sfida e devi sganciare 100 dollari, passando così per un vigliacco, o accetti la sfida per non pagare e allora passi per un tirchio. Perdente nei due casi. E ora, a quando il Worm Challenge? Hai 24 ore per ingoiare un verme vivo o paghi 100 dollari. Stavolta a favore della "polineuropatia sensitivo motoria assonale con demielinizzazione secondaria"...

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