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19/06/2017 - 09:26

Batticuore e playoff: alla Valascia si ricominciò a sognare

Stupire, brillare, raggiungere l'obiettivo dopo sette stagioni all'inseguimento dei playoff: l'Ambrì del 2013/14, guidato da Pelletier, ha saputo entusiasmare il suo popolo

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AMBRÌ - Brillante, da applausi, capace di stupire per efficacia e solidità difensiva per buona parte della stagione, l'Ambrì targato 2013/14, guidato sapientemente da un Serge Pelletier con la "bacchetta magica" e all'epoca in perfetta sintonia con tutto l'ambiente biancoblù, è stato l'ultimo in grado di raggiungere i playoff e (probabilmente) far realmente sognare i tifosi.

Sette stagioni più o meno complicate, una lunga attesa condita da parecchie delusioni e momenti bui, poi la svolta, la "scoperta" - o meglio la genesi - di un gruppo composto dal giusto mix di talenti (vedasi ad esempio Grassi e Lhotak) e giocatori d'esperienza in grado di remare con grinta, convinzione e ferocia nella stessa direzione fino al traguardo tanto ambito.

L'Ambrì 2013/14, ancora "fresco" nella memoria degli appassionati, giunse alla sosta natalizia con ben 65 punti e restò nei primi posti della graduatoria fino a metà gennaio, per poi calare alla distanza - un po' troppo bruscamente nell'ultima parte di regular season, con i soli 13 punti conquistati nelle ultime 14 gare - e chiudere al settimo posto.

Tanti i protagonisti, a cominciare da Nolan Schaefer e Sandro Zurkirchen tra i pali, stimolati dalla concorrenza interna e capaci di trasmettere grande fiducia e sicurezza a tutti i compagni. Con le invenzioni del ritrovato Park (in grande spolvero dopo una prima stagione in Leventina non particolarmente positiva), le giocate di Pestoni, Miéville, Noreau e il "rinforzo" Nordlund giunto a campionato in corso come quinto straniero, i biancoblù - trascinati in regular season anche dalle 20 reti di Giroux, le 12 di Steiner e le 13 di Reichert -, conclusero con un bottino di 78 punti, frutto di 26 vittorie (22 piene) e 24 sconfitte (20 nei 60').

Raggiunto con pieno merito l'obiettivo playoff, i sopracenerini - già in calo, apparsi un po' scarichi nel momento clou e con alcuni elementi importanti non al meglio della condizione -, a quel punto si fermarono al cospetto del Friborgo di Hans Kossmann (poi estromesso dal Kloten in semifinale). Nessun acuto, nessuna gioia nella post season, il cammino biancoblù durò solo quattro incontri: da una parte tanti applausi per aver riportato i playoff in Leventina dopo anni di assenza, dall’altra un po’ di amaro in bocca per come è finita. Resta il fatto che quel gruppo seppe divertire, entusiasmare e far battere forte il cuore del popolo biancoblù.

Quale Ambrì preferisci tra quello del 2013/14 e quello del 1994/95?? Rispondi votando nel sondaggio.

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