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CANTONE/SVIZZERA
13.01.2015 - 09:480

San Gottardo, ecco le 75'731 mila firme contro il raddoppio

I cittadini avranno l'ultima parola sulla costruzione di una seconda galleria stradale

BELLINZONA/BERNA - Il popolo svizzero avrà l'ultima parola sulla costruzione di una seconda galleria stradale al San Gottardo: gli oppositori del progetto approvato dal Parlamento hanno consegnato stamane alla Cancelleria federale 75'731 mila firme autenticate - ne bastavano 50 mila - sulle 125'573 raccolte per la convocazione di un referendum. La votazione potrebbe tenersi al più presto il 14 giugno 2015. Forte segnale contro un secondo tubo dai Cantoni Ticino e Uri.

L'associazione "No al raddoppio del Gottardo" raggruppa una cinquantina di organizzazioni: oltre all'Associazione traffico e ambiente (ATA), Iniziativa delle Alpi, Sindacato del personale dei trasporti SEV, Partito socialista e Verdi ne fanno parte anche Verdi liberali, Partito evangelico, Greenpeace, WWF, Pro Natura e Pro Velo.

Il sostegno al referendum è stato assai forte nei cantoni Ticino e Uri, ha detto all'ats il portavoce dell'Iniziativa delle Alpi Thomas Bolli. Solo a Sud delle Alpi sono state raccolte oltre il 10% delle sottoscrizioni autenticate dai comuni, ha specificato. Si tratta di un segnale inequivocabile: il Ticino non vuole una seconda galleria al San Gottardo, ha spiegato.

Visti i numeri, il copresidente dell'associazione, nonché presidente dell'Iniziativa delle Alpi, Jon Pult, ha dichiarato a Berna davanti a una cinquantina di persone, di non credere alla storiella che il Ticino è compatto nel sostenere il raddoppio del San Gottardo, come invece vorrebbero far credere i sostenitori del progetto.

I Ticinesi sanno che un raddoppio poterà più traffico, più insicurezza sulle strade, maggiore inquinamento e un peggioramento della qualità della vita, ha affermato Pult, sottolineando che l'associazione intende vincere la consultazione anche in Ticino.

Il presidente del PS grigionese ha poi giudicato significativo che il maggior sostegno al referendum sia venuto dai cantoni che si trovano lungo l'asse stradale Nord-Sud: oltre al Ticino, Uri - dove è stato racimolato il maggior numero di adesioni in proporzione alla popolazione - e Basilea Città.

Gli oppositori al progetto attuale - previsto dalla revisione della Legge federale sul transito stradale nella regione alpina - temono che dopo la messa in funzione di entrambe le gallerie prima o poi verranno aperte al traffico le due corsie di ognuna, il che violerebbe la Costituzione.

L'articolo 84 approvato dal popolo nel 1994 prevede infatti che la capacità delle strade di transito nella regione alpina non possa essere aumentata. "Presto o tardi, il raddoppio del Gottardo sarà seguito dal raddoppio delle corsie e del numero di autocarri", ha denunciato Caroline Beglinger, copresidente dell'associazione "No al raddoppio del Gottardo" e codirettrice dell'ATA. La promessa politica di fissare le capacità in un testo legale è simpatica, ma non dà nessuna garanzia contro l'ondata di autocarri.

Beglinger ha sostenuto che non è puntando sulla costruzione di strade - compiacendo in questo modo la lobby stradale e delle costruzioni - che si eliminerà il traffico, bensì sulla ferrovia. La condirettrice di ATA si è detta convinta che l'associazione vincerà la consultazione contro l'"odioso" raddoppio e che gli Svizzeri confermeranno per la terza volta la politica dei trasporti seguita finora.

Secondo gli oppositori al progetto, non c'è bisogno di una seconda galleria stradale. Durante il risanamento di quella esistente è infatti possibile offrire un efficiente servizio di treni navetta per le auto e per i mezzi pesanti. Il Ticino sarebbe quindi sempre raggiungibile anche su strada e non resterà mai isolato.

Nel 2016, inoltre, entrerà in funzione la galleria ferroviaria di base del San Gottardo, che collegherà il Ticino al resto della Svizzera come mai prima nella storia del Cantone. Ecco perché, secondo gli oppositori, l'idea di raddoppiare la galleria autostradale appare semplicemente assurda.

Il popolo svizzero è già stato chiamato due volte a pronunciarsi sulla costruzione di un secondo tunnel stradale sotto il massiccio del San Gottardo: la prima volta il 20 febbraio 1994, quando accettò con il 52% di sì l'iniziativa "per la protezione della regione alpina contro l traffico di transito" (Iniziativa delle Alpi) e l'8 febbraio 2004, quando respinse con una maggioranza del 62,8% il controprogetto all'iniziativa Avanti, che prevedeva il raddoppio. In Ticino il "no" era stato allora del 55,7%, mentre nei Grigioni e a Uri aveva superato il 70%.

ats

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