BERNA
24.10.2017 - 12:100

Una maxi-tavola sulla riforma della previdenza

BERNA - Riforma della previdenza, come procedere? Venerdì un vasto spettro di partiti e organizzazioni si incontreranno per una prima tavola rotonda sul tema. Tutti appaiono d'accordo sulla necessità di trovare presto nuovi finanziamenti per l'AVS. Ma non si intravvedono ancora soluzioni capaci di trovare le necessarie maggioranze.

Stando alle previsioni attuali l'AVS al più tardi fra dieci anni sarà confrontata con difficoltà. Si pensa ad aumentare l'IVA per far fronte almeno in parte alla situazione: sull'entità del ritocco le opinioni però divergono.

Per l'UDC e l'Unione arti e mestieri 0,3 punti percentuali in più sono sufficienti. Contattato dall'ats il presidente democentrista Albert Rösti segnala comunque che vi è margine di contrattazione. La consigliera agli stati sangallese Karin Keller-Sutter, che rappresenterà il PLR venerdì, ritiene proponibile lo 0,6%.

Da parte sua il presidente PPD Gerhard Pfister vuole assicurare l'AVS fino al 2035, cosa che renderebbe necessario portare ancora più in alto l'IVA. Pfister desidera peraltro una vera compensazione sociale per il previsto aumento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne, ma non avanza al riguardo proposte concrete.

Un'idea viene per contro portata avanti da Keller-Sutter: finanziare con 300 milioni di franchi all'anno i prepensionamenti di persone con bassi redditi e lunga carriera lavorativa alle spalle. I mezzi necessari sarebbero ricavati proprio dalle minori uscite generate dalle pensioni a 65 anni per le donne. I 300 milioni dovrebbero essere considerati insufficienti dal PPD, mentre per UDC e organizzazioni economiche sarebbero già troppi.

Da parte sua la sinistra non vuole aumentare l'età di pensionamento delle lavoratrici: la vicepresidente del PS Barbara Gysi dice che al momento il partito non vuole discutere del tema: prima devono essere compiuti passi avanti sul fronte della parità salariale. Socialisti e Unione sindacale svizzera (USS) puntano ad aiutare l'AVS con aumenti dell'IVA e dei contributi salariali.

I riflettori sono comunque inizialmente puntati sull'IVA: nessuno parla di una soluzione comprendente anche il secondo pilastro, dopo che il progetto omnicomprensivo portato avanti dal consigliere federale Alain Berset è stato respinto alle urne il 24 settembre.

Secondo Gysi non c'è fretta di abbassare il tasso di conversione degli averi della cassa pensione. I partiti borghesi e le associazioni padronali vorrebbero invece intervenire sia nel primo che nel secondo pilastro, con due progetti separati ma contemporanei.

Difficilmente venerdì si entrerà però già nei dettagli: si tratterà di discutere soprattutto su come procedere ulteriormente. Berset ritiene che sia compito del governo presentare nuove proposte, ma in parlamento vi è chi preferirebbe che fossero le commissioni competenti a pensarci.

Alla riunione di venerdì sono stati invitati UDC, PLR, PPD, PS, Verdi, PBD, PVL, Giovani socialisti, Giovani liberali radicali, Unione svizzera degli imprenditori, Economiesuisse, USS, Travail.Suisse, nonché rappresentanti dei comitati di referendum, degli assicuratori e delle casse pensioni, dei contadini, delle donne e degli anziani.

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