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VAUD
27.12.2017 - 12:000

A 132 km/h sul 50, condannato agente di polizia

Nonostante le sirene accese, i giudici cantonali hanno negato che il poliziotto abbia dimostrato la necessaria prudenza

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) conferma in una sentenza pubblicata oggi la condanna ad un anno di carcere con la condizionale inflitta ad un agente di polizia di Ginevra che, durante un intervento, ha viaggiato a 132 km/h nel centro cittadino.

A fine gennaio 2014, il poliziotto circolava con un collega al volante di una vettura ufficiale quando il centralino gli ha segnalato un automobilista che guidava «come un pazzo». Dopo aver azionato le sirene e le luci blu, l'agente ha tentato di reperire il conducente, raggiungendo la velocità di 132 km/h in un tratto limitato a 50 km/h.

Il Tribunale di polizia di Ginevra lo aveva condannato ad un anno di carcere con la sospensione condizionale per aver commesso una violazione particolarmente grave delle regole della circolazione, in base alle dalle disposizioni "Via Sicura". La decisione è stata confermata successivamente dalla Corte di giustizia di Ginevra.

«Affinché sia esclusa in simili casi l'illiceità della violazione delle norme della circolazione stradale devono essere riunite quattro condizioni cumulative»: l'ufficialità del viaggio, l'urgenza, l'utilizzo degli appositi segnalatori e il rispetto della prudenza imposta dalle circostanze, rammenta il TF, pronunciandosi sul ricorso del poliziotto.

Se il carattere urgente della corsa non è stato contestato dalla Corte di giustizia di Ginevra, i giudici cantonali hanno negato che l'agente abbia dimostrato la necessaria prudenza. Anche se il poliziotto era convinto di intervenire allo scopo di porre termine ad una minaccia contro la vita - un elemento che non è stato preso in considerazione in suo favore - secondo la Corte cantonale non era giustificato creare una minaccia di medesima natura.

I giudici federali sottolineano dal canto loro che le sirene e le luci blu di una vettura di polizia che viaggia a grande velocità non contribuiscono a diminuire il rischio di incidenti. Gli altri utenti della strada dispongono in effetti di pochissimo tempo per avvertire i segnali.

Nel suo ricorso, l'agente aveva obiettato che i semafori erano verdi, che la visibilità era eccellente, la pavimentazione secca, il traffico molto ridotto e che viaggiava con l'assistenza di un collega. Malgrado queste circostanze, il TF ritiene che il rischio di incidente era elevato e inconciliabile con la prudenza che dev'essere osservata per le corse ufficiali urgenti. L'agente dovrà assumere 3000 franchi di spese giudiziarie.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-20 13:42:42 | 91.208.130.87