Keystone
PAKISTAN
12.08.2017 - 15:220

Pene più severe per le false accuse di blasfemia

Il Parlamento è invitato a inasprire i provvedimenti contro il cattivo uso della legge

ISLAMABAD - L'Alta Corte di Islamabad ha chiesto al Parlamento del Pakistan di inasprire le pene per quanti facciano un cattivo uso della legge sulla blasfemia e soprattutto per coloro che la utilizzano per accusare falsamente qualcuno di avere offeso il Corano o il Profeta Maometto. Lo riferisce oggi la tv DawnNews.

In una ordinanza di 116 pagine il giudice Shaukat Aziz Siddiqui ha osservato come siano sempre più frequenti le critiche alla legge sulla blasfemia, ritenuta da molti la più dura di tutto il mondo islamico.

«A causa di un cattivo uso di questa legge molti critici hanno chiesto la sua abolizione, ma ritengo - ha sostenuto il giudice - che sia meglio frenare queste negative tendenze per via legislativa piuttosto che abrogare completamente la legge stessa».

Dopo aver ricordato che «neppure un condannato per blasfemia, musulmano o non musulmano, è stato poi messo a morte in Pakistan», Siddiqui ha ammesso che molte persone, per ragioni di inimicizia personale accusano senza alcun fondamento altri di aver offeso il Profeta o i suoi libri sacri.

«Queste persone - ha aggiunto - se riconosciute colpevole di aver abusato della legge, vengono punite con pene massime di sei mesi di carcere ed una piccola multa. E questo - ha concluso - non è più ammissibile».

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Ultimo aggiornamento: 2017-12-16 04:28:28 | 91.208.130.86