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RUSSIAPista ucraina? I fedelissimi di Putin ci credono poco

27.03.24 - 15:36
Nonostante le parole del presidente russo, al Cremlino c'è scetticismo in merito alle radici della strage alla Crocus City Hall di Mosca
keystone-sda.ch / STF (MAXIM SHIPENKOV)
Fonte ats
Pista ucraina? I fedelissimi di Putin ci credono poco
Nonostante le parole del presidente russo, al Cremlino c'è scetticismo in merito alle radici della strage alla Crocus City Hall di Mosca

MOSCA - Alcuni dei fedelissimi del presidente russo Vladimir Putin sono scettici sulla pista dell'Ucraina per l'attacco al Crocus City Hall di Mosca. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti vicine al Cremlino.

Putin era presente al dibattito durante il quale i funzionari russi si sono detti d'accordo che nell'attacco non c'era alcun legame con Kiev, aggiunge Bloomberg. Nonostante questo il presidente è rimasto determinato a usare la tragedia per convincere i russi a sostenere la guerra in Ucraina.

Le stesse fonti riferiscono che il Cremlino è rimasto scioccato dal fallimento dei servizi di sicurezza nel prevenire l'attacco.

La portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha definito la notizia di Bloomeberg «la madre di tutte le fake news». Sul suo canale Telegram la Zakharova scrive che «è un caso davvero fortunato» che la notizia sia uscita proprio nel giorno, cioè ieri, in cui il capo del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev e il direttore dei Servizi di sicurezza (Fsb) Alexandr Bortnikov «hanno dato interviste sull'argomento del coinvolgimento degli Usa, della Gran Bretagna e dell'Ucraina nel tragico evento al Crocus City Hall».

Parlando a Radio Sputnik, la portavoce del ministero degli esteri ha anche che gli Stati Uniti hanno attribuito precipitosamente la colpa dell’attacco al gruppo terroristico Stato islamico, anche se l'evento era ancora in corso. «Il fatto stesso che nelle prime 24 ore dopo l'attacco gli americani abbiano iniziato a gridare che non si trattava dell'Ucraina credo sia una prova incriminante. Non posso classificarlo altrimenti: è una prova di per sé».

«Il secondo fatto da notare riguarda il clamore da parte degli Stati Uniti secondo cui l'attacco fosse sicuramente opera dell'Isis», ha sottolineato la Zakharova. «Naturalmente la velocità con cui sono riusciti a giungere a conclusioni così dirette è sorprendente. Ci sono volute solo poche ore per prendere un microfono, accendere le luci, convocare la stampa e trarre una conclusione su chi è responsabile di questo attacco terroristico terribilmente sanguinoso».

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