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17/05/2012 - 14:26

Oggi a Giovanni Orelli e Peter Bichsel il Gran Premio Schiller

Foto Ti-Press




SOLETTA - Gli scrittori Peter Bichsel e Giovanni Orelli hanno ricevuto il Gran Premio Schiller a Soletta, alla vigilia dell'apertura delle 34esime Giornate letterarie. Il ticinese e il solettese sono gli ultimi vincitori di questa ricompensa, dotata di 30'000 franchi, che sarà sostituita l'anno prossimo dai premi letterari federali.

Giovanni Orelli è nato il 30 ottobre 1928 a Bedretto - "sono uno scorpione, sono pericoloso" aveva dichiarato ironicamente qualche anno fa all'ats - ed è autore di una dozzina di racconti di prosa e di sei raccolte di poesie, in italiano e in dialetto. Le numerose traduzioni hanno fatto conoscere la sua opera anche al di fuori dei confini nazionali.

Il suo debutto letterario risale al 1965 con "L'anno della valanga". Seguiranno "La festa del ringraziamento" (1972), "Il giuoco del Monopoly" (1980), "Il sogno di Walacek" (1991), "Il treno delle italiane" (1995), "Di una sirena in Parlamento (1999)" e, in questo secolo, "Farciàmm da Punt a Punt: facezie dell'Alto Ticino" (2000), "Gli occhiali di Gionata Lerolieff" (2000), "Da quaresime lontane" (2006), Immensee (2008). Tra le raccolte di poesie dialettali, va segnalata "Sant'Antoni dai padü: poesie in dialetto leventinese", del 1986.

Come Bichsel, anche Orelli è stato insegnante (di lingua e letteratura italiana al Liceo cantonale di Lugano) e, dopo il suo pensionamento, attivo politicamente (deputato socialista per una legislatura, dal 1995 al 1999, in Gran Consiglio ticinese). In vari suoi romanzi, l'autore, oggi 83enne, denuncia con ironia il gioco di potere e l'importanza dei soldi in Svizzera. Orelli è stato anche saggista, autore in particolare dell'antologia "Svizzera italiana" (1986).

Di recente, proprio in seguito all'annuncio dell'attribuzione del Gran Premio Schiller, è stato attaccato dal figlio del presidente a vita della Lega dei Ticinesi, Boris Bignasca, il quale sul "Mattino della Domenica" ha pubblicato l'annuncio funebre di Giovanni Orelli. Qualche giorno dopo questo controverso commento, il figlio di Giuliano Bignasca ha abbandonato tutte le sue cariche in seno alla Lega, mentre la figlia di Orelli, Chiara, ha lasciato il Gran Consiglio.

Peter Bichsel, 77 anni, è uno degli scrittori svizzerotedeschi più popolari, noto soprattutto per i suoi racconti brevi e le sue rubriche sulla stampa scritta e alla radio. Nonostante la sua opera conti appena una decina di racconti (si definisce un "Wenigscheiber", uno "scrivipoco"), è già stato insignito di circa 20 premi nazionali e internazionali. I suoi libri principali, come "La Svizzera dello svizzero", "Il lattaio e altri racconti", "Le stagioni" e "Storie per bambini" sono state tradotti in italiano.

Peter Bichsel - nato il 24 marzo 1935 a Lucerna, ma cresciuto a Soletta, cantone a cui è tuttora legato - è stato insegnante ed è pure conosciuto per il suo impegno politico. Dal 1974 al 1981, ha scritto i discorsi del consigliere federale socialista Willy Ritschard.

Oltre ai due laureati del Gran Premio 2012, la Fondazione Schiller ricompenserà questa sera il romanziere vodese Nicolas Verdan (per "Le patient du docteur Hirschfeld") e il poeta basilese Felix Philipp Ingold (per "Alias oder Das wahre Leben") con il Premio Schiller dotato di 10'000 franchi ciascuno. I Premi di incoraggiamento (5'000 franchi) saranno invece assegnati al poeta 32enne bellinzonese Pietro Montorfani - direttore della rivista trimestrale di cultura della Svizzera italiana "CENOBIO" - e allo scrittore svizzerotedesco Jens Steiner, rispettivamente per "Di là non ancora" e il romanzo d'esordio "Hasenleben".

ATS

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