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10/10/2012 - 10:49

OCST: "Più formazione ma mirata"

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BELLINZONA - L’OCST fa appello all’autorità cantonale e alle associazioni economiche e professionali affinché sia incentivata la formazione professionale come opportunità e risorsa contro la crisi. La disoccupazione giovanile in Svizzera e in Ticino, pur non raggiungendo i livelli drammatici di altri paesi europei, suscita preoccupazione e richiede interventi concreti. Il numero di giovani disoccupati è in crescita rispetto all’anno scorso. Se paragonata al resto della Svizzera, la situazione si presenta peggiore in Ticino e colpisce anche la fascia delle persone di 25-29 anni. Questo dato indica come sia sempre maggiore il numero di giovani interessati dalla disoccupazione.

Per l’OCST, aumentare la quota di popolazione che partecipa al mercato del lavoro risulterebbe un vantaggio per tutti. “In questo senso è decisivo accrescere il grado di occupazione giovanile. Mettere a disposizione un numero maggiore di posti di apprendistato.

L’OCST ritiene che alcuni aspetti critici della formazione professionale in Ticino meritino tuttavia un’attenzione particolare.

“Occorre innanzitutto aumentare il numero delle aziende che formano apprendisti. E’ necessario verificare quali siano le necessità di profili con qualifiche specifiche delle aziende e di fare in modo che queste competenze possano essere acquisite da persone residenti tramite formazioni o percorsi di perfezionamento erogati da scuole ticinesi”. Inoltre per il sindacato è importante lavorare, da un lato, per fare conoscere e rendere attrattive le professioni in cui più alto è il fabbisogno di personale e dall’altro, sensibilizzare giovani e famiglie con strumenti innovativi per rendere più consapevoli le scelte di formazione professionale dei giovani allievi nella scuola media.

L’OCST presenta infine alcune proposte per migliorare la formazione:

- Promuovere la conoscenza delle lingue e la scelta di svolgere stage e periodi di formazione in aziende della Svizzera interna.

- Sensibilizzare, eventualmente con incentivi economici, le aziende formatrici ad assumere i loro apprendisti al termine del tirocinio.

- Procedere a un graduale aumento e allineamento dei salari tra le professioni (in particolare per gli apprendisti al primo anno).

- Intervenire quando sono segnalate situazioni di disagio e di abuso subite da apprendisti in azienda.

- Nel caso in cui l’apprendista avesse incontrato difficoltà durante la formazione, una volta assunto è opportuno che l’accompagnamento di questi giovani lavoratori possa continuare per evitare di compromettere il rapporto di lavoro.


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