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LOCARNO

17/02/2017 - 12:03

«Promuoviamo la mobilità ciclistica urbana»

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LOCARNO - Il 25 settembre 2012 il Gran Consiglio ha approvato la revisione parziale della legge sulle strade. La responsabilità di pianificare i percorsi ciclabili di interesse regionale (fino a prima di competenza comunale), cantonali e nazionali è assunta dal Cantone, estendendo di fatto le sue competenze in tale ambito.

Anche a seguito della decisione del Parlamento, è stata elaborata una scheda di Piano Direttore (scheda M10) che funge da Piano della mobilità ciclistica Cantonale. Inoltre, sempre il Gran Consiglio ha varato nel 2013 un credito a sostegno dei percorsi ciclabili del Locarnese, «attualmente frammentati e discontinui». L'obiettivo «è quello di consolidare la rete ciclabile regionale e offrire a cittadini e turisti una maglia di percorsi ciclabili, sicura ed attrattiva».

Tra i vari mezzi di trasporto che possono aiutare a risolvere il problema delle colonne e la salute psico-fisica del cittadino, vi è senz’altro la bicicletta.

Per favorire l’utilizzo della bicicletta, sottolinano in una mozione diversi firmatari PLR tra cui Alessandro Spano (primo firmatario), occorrono «interventi su più ambiti e in particolare bisogna realizzare interventi infrastrutturali e di gestione del traffico mirati e coordinati, integrare la bicicletta nei piani di mobilità scolastica e aziendale e promuovere alla cittadinanza la biciletta come mezzo di trasporto; il tutto integrato nel Piano della mobilità ciclistica comunale o cantonale». Uno strumento pianificatorio, questo, già diffuso, ad esempio, a Zurigo e Basilea.

Secondo i firmatari un esempio concreto di misure poco coordinate tra loro, è l’introduzione del bike sharing. «Da un lato il noleggio di biciclette ha riscosso un grandissimo successo e vi è una grande richiesta da parte della cittadinanza; d’altra parte, mancano ad esempio le strutture per spostarsi dalla stazione FFS di Muralto alla Piazza Grande di Locarno in tutta tranquillità, senza essere immersi nel traffico veicolare separando la mobilità lenta dalla mobilità delle auto».

Per i firmatari il Piano della mobilità ciclistica può contenere misure efficaci e coordinate quali, ad esempio: «la creazione di velostazioni sul modello della Città di Olten, la valorizzazione delle zone a 30 km/h o 20 km/h poiché già favoriscono la condivisione della strada tra tutte le forme di mobilità e in particolare quella lenta, la creazione di case avanzate alle fermate obbligatorie, la creazione del senso unico eccetto bici, l’accessibilità alle corsie preferenziali dei bus per le biciclette, la costruzione di aree di sosta sul modella della Città di Zurigo o di Tenero, l’implementazione di una segnaletica diffusa capillarmente sul territorio e precisa nelle sue indicazioni, l’integrazione nei programmi di mobilità scolastica e aziendale della bicicletta, la promozione di una campagna marketing efficace e finalizzata ad evidenziare il risparmio di tempo e denaro in caso di uso della bicicletta tramite una cartellonista, dei “Velokafi” o dei “Velostreife” come successo a Zurigo».

La mozione chiede al Municipio di «elaborare una proposta basata sulle linee guida e le misure contenute nella mozione e, più specificatamente, nel documento «Promuovere la mobilità ciclistica urbana in Ticino» dell’associazione Pro Velo Ticino».


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