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LOCARNO

06/03/2017 - 19:03

Beccati i pusher perché i ragazzi andavano male a scuola

L’inchiesta dell’antidroga è partita dalla segnalazione di alcuni genitori insospettiti dal peggioramento scolastico dei figli: «Siamo scioccati»

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LOCARNO - Quando all’inizio dell’anno scolastico alcuni genitori della Scuola media Morettina hanno segnalato i loro sospetti, a Locarno si è pensato a qualche ventello di fumo venduto nel parcheggio. A preoccupare, ci raccontano dall'Associazione genitori, è stato «l'improvviso calo di rendimento di alcuni ragazzi».

Erba, hashish ed Mdma - Invece no: al termine di un’inchiesta durata oltre tre mesi, il Servizio antidroga della comunale di Locarno e la Cantonale hanno sgominato una vasta rete di pusher che interessava pressoché tutte le scuole della regione: in un anno hanno spacciato 1 chilo di canapa, 400 grammi di hashish e una decina di grammi di Mdma. Un’operazione che porterà parecchio lavoro alla Magistratura dei minorenni, tra i 41 denunciati, infatti, ben 29 sono under 18.

Allievi ed ex allievi - Si tratta soprattutto di allievi delle scuole medie, di ragazzi che le hanno frequentate negli ultimi anni e di alcuni appena maggiorenni o giovani adulti. Nel corso degli interrogatori, come ci riferiscono dalla Polizia, i ragazzi hanno vuotato il sacco: si rifornivano presso alcuni spacciatori locali e, qualche volta, in occasione di goa party della Svizzera tedesca.

Stupore - Pur avendo dato il via alle indagini, alla Morettina c’è stupore: «Non avevamo idea che la situazione regionale fosse così grave», commenta la direttrice Carla Stockar. «Nell’ambito della nostra scuola la situazione non era visibile, ciò che abbiamo notato è stato il calo di resa scolastica di alcuni». Anche tra le famiglie domina lo sbalordimento: «Siamo scioccati», ci raccontano dall’Associazione genitori.

«Tanti piaceri, non uno» - Giovedì alla Morettina si terrà una giornata di sensibilizzazione sulle trasgressioni adolescenziali. «Facciamo sempre prevenzione, ma vista questa situazione abbiamo pensato che la scuola dovesse fare qualcosa in più per i ragazzi, anche se solo una piccola dei nostri studenti è coinvolta nell’inchiesta», continua Stockar. Quale dunque il messaggio per gli allievi? «Cercheremo di spiegare loro come sia importante la diversificazione dei piaceri. È pericoloso concentrarsi su un unico tipo di gioia, è questo che crea le dipendenze. Chi è già felice e appagato non si rivolge alle sostanze».

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