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TICINO

19/08/2012 - 13:12

Anche laghi e fiumi soffrono il caldo

Cala il livello del Verbano e del Ticino, il Ceresio si difende. La canicola preoccupa gli agricoltori, ma non troppo

Articolo di f.c.
Foto Ti-Press Carlo Reguzzi




LOCARNO - I laghi ticinesi scendono. Colpa della mancanza di precipitazioni che sta rendendo torrida questa seconda parte dell'estate.

Alle 9 di queesta mattina la quota del Lago Maggiore a Brissago, stando ai dati resi noti dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) era di 193.08 metri sul livello del mare. Alla metà di luglio le acque del Verbano erano più alte di un metro, e in un solo giorno sono scese di 5 centimetri. A Locarno il valore si attesta ad un centimetro in meno (193.07 sul livello del mare).

Si difende meglio il Ceresio, che al contrario del Lago Maggiore non riversa le sue acque in un fiume (il Ticino) che va a dissetare la campagna lombarda. La quota del lago di Lugano a Melide-Ferrera è, sempre stamattina alle 9, di 270.33 metri sul livello del mare. Il calo, rispetto ad un mese fa, è di pochi centimetri.

Ticino - Anche i fiumi soffrono la canicola e l'assenza di pioggia. Il Ticino, al punto di misurazione di Bellinzona, raggiunge i 217.64 metri, ed ha una portata media, nelle ultime 24 ore, di 42.21 metri cubi al secondo. Dati non eccezionalmente scarsi, ma che testimoniano della difficoltà dei nostri fiumi in assenza di precipitazioni.

Se la passa addirittura peggio il Lario, il cui livello è sceso di una ventina di centimetri al di sotto dello zero idrometrico. Dal cielo, nei prossimi giorni, non bisogna attendere nessun conforto: sarà ancora caldo e asciutto perlomeno sino a mercoledì. Da giovedì si potrebbero verificare rovesci e temporali isolati.

Le coltivazioni - Gli agricoltori come stanno vivendo questi giorni di canicola. Con preoccupazione moderata o nulla, a seconda del tipo di ortaggio che si coltiva. Per i viticoltori questo caldo è una vera e propria manna dal cielo. Meno contenti i produttori di insalata, la cui fioritura è accelerata dalle alte temperature, e che vedono il rischio di gettare al vento la produzione di un intero campo. Non è ancora tempo per fare bilanci, ma tutto sommato l'estate 2012 non dovrebbe essere tra quelle maggiormente ricordate dai coltivatori, né in positivo né in negativo.

Se la ricorderanno, invece, tutti coloro che hanno patito il solleone e le temperature record per le nostre latitudini.

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