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LOCARNO

14/09/2017 - 08:01

La palestra di boxe nel mirino: «Non chiamateci teste calde»

I picchiatori di Locarno e il presunto omicida di Gordola si sono allenati nello stesso posto. Un piccolo (ma agguerrito) club di Riazzino. Il titolare: «Diamo a tutti una possibilità»

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LOCARNO - Tra i capannoni industriali di Riazzino, sopra un deposito di prodotti farmaceutici, c'è una stanzetta da cui sono passati alcuni tra i ragazzi più problematici del cantone. È l'ufficio del signor Giovanni Laus. Meccanico in pensione, a 70 anni Laus è un allenatore noto nel mondo della boxe ticinese.

Ragazzi difficili - La sua è una piccola palestra – niente sito internet, il numero di telefono non figura nell'elenco – ma sta diventando famosa per un record poco invidiabile. È qui che vengono ad addestrarsi le «teste calde», ragazzi difficili esplusi o respinti dalle altre palestre del Sopraceneri perché violenti anche fuori dal ring. Alcuni membri della “banda” di picchiatori di Locarno si sono allenati o si allenano da Laus. Compreso il 21enne protagonista di un'aggressione venerdì in un bar in via Muraccio.

«Diamo a tutti una seconda chanche» - Anche il presunto omicida della discoteca La Rotonda ha imparato qui a tirare di boxe; e uno degli allievi più premiati dell'allenatore è tutt'ora indagato per una rissa risalente a tre anni fa. Ma Laus non ci sta a farsi stigmatizzare. «Siamo una palestra emergente e collezioniamo successi sportivi, questo suscita invidia» spiega. «Noi diamo a tutti una possibilità, la boxe è una scuola di vita. Qui la maggior parte sono bravi ragazzi, e le regole sono chiare: chi sgarra fuori dal ring viene ripreso, al terzo richiamo c'è l'espulsione».

«Se attaccano mi difendo» - Gli allievi confermano: «Qui ci insegnano valori giusti. Per quello che accade fuori, la palestra non c'entra». Quanto ad A.D., il 25enne di Biasca arrestato per l'omicidio di Gordola, o C.C., il 21enne denunciato per la rissa di Locarno, ne parlano come «dei ragazzi tranquilli all'apparenza» e sollevano dei dubbi. «Forse sono stati provocati» ragiona un giovane allievo. «Se ti attaccano ti difendi. A chi non è capitato?». 

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