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MANNO

11/09/2017 - 18:20

L'outlet della casa è un deserto. «Siamo rovinati»

Chiude i battenti la Galleria Casa di Silvio Tarchini, ad appena un anno dall'apertura. Espositori infuriati. Ad alcuni è stata pignorata la merce

foto tio.ch/20minuti
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MANNO - Sembra di entrare in una città fantasma. Da una parte l'area cucine: deserta. Dall'altra i salotti e le camere da letto: neanche c'è l'ombra di un venditore. Fausto De Marchi è uno dei pochi presenti nell'outlet, ma il suo stand di arredo giardini (ArrgiSwiss) è stato "sequestrato" con tutto l'arredamento. «Pignorato dal padrone di casa» spiega, causa affitti non pagati. 

Chiusura dal 30 settembre - La Galleria Casa di Manno si è rivelata un flop. Lo dicono i conti (in rosso) dei 26 espositori, ma anche quelli della proprietà; nelle scorse settimane il gruppo Tarchini, titolare dello spazio di oltre 2mila metri quadrati sulla via Cantonale, ha comunicato ufficiosamente agli affittuari la decisione di abbassare le serrande. Data di chiusura: il 30 settembre. A solo un anno dalla solenne inaugurazione del progetto. La notizia è stata confermata a tio.ch/20minuti dalla stessa proprietà.

Disappunto diffuso - «Ci era stata venduta come una sorta di sfida ticinese all'Ikea, una cosa di livello» protesta Claudio Gailli di Multioven, azienda specializzata in cucine di lusso. «Dopo i primi mesi l'amara sorpresa: in realtà, non c'era nessuna volontà di investire seriamente nel progetto. Ci sentiamo presi in giro». Il disappunto è palpabile tra i pochi commercianti presenti. In due ore di un giorno settimanale qualsiasi contiamo cinque persone (tra cui un fattorino entrato per errore) e nemmeno un cliente. «C'è chi ha speso 30mila franchi per l'installazione, chi 80mila, chi 100mila. Qualcuno è sul lastrico» continua De Marchi. Non è l'unico a cui sono stati pignorati i materiali esposti per coprire affitti arretrati.  

«La colpa è degli espositori» - Secondo Silvio Tarchini, patron del Fox Town e di Galleria Casa, l'idea – esportare al settore casa il modello dell'outlet di Mendrisio – resta vincente. Ad affondare il progetto «è stato lo scarso budget pubblicitario investito dalle aziende» spiega a tio.ch/20minuti. «Un altro problema fondamentale è stata la Lia: molti espositori non avevano le carte in regola per eseguire lavori di posa a domicilio. Alcuni stand erano persino sprovvisti di addetti alla vendita. Tutto questo ha allontanato i clienti».

«Siamo i primi ad averci perso» - Secondo Tarchini «il modello Fox Town funziona. La differenza è che a Mendrisio alle campagne di marketing corrisponde un servizio all'altezza nei negozi. Cosa che a Manno non ha funzionato». Di qui la decisione di chiudere, dopo che una decina di espositori (su 26) avevano dato disdetta già a marzo. «Tenere aperto uno spazio in gran parte sfitto non avrebbe senso. Dispiace: abbiamo investito molto in questo progetto, siamo i primi ad averci perso».  

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