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BERNA

13/09/2017 - 19:26

Difesa dei risparmiatori, il dossier torna alla Camera

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BERNA - Dopo un dibattito durato diverse ore, con numerose proposte di minoranza, il Consiglio nazionale ha approvato due progetti di legge volti a migliorare la difesa dei risparmiatori e la sorveglianza degli intermediari finanziari, che risultano tuttavia ancora più edulcorati della versione già alleggerita degli Stati. Il dossier deve ora tornare alla Camera dei Cantoni a causa di divergenze.

Vi sono investitori che, all'epoca della crisi finanziaria del 2008, hanno perso molti soldi. Anche in risposta ad una nuova direttiva europea, la revisione della Legge sui servizi finanziari (LSF) proposta dal Consiglio federale - approvata con 126 voti contro 63 e 2 astenuti - fissa nuovi obblighi per gli operatori. Sfuggono a questi obblighi, almeno per il momento, gli assicuratori, la cui posizione verrà regolata in un'altra norma.

Le divergenze con gli Stati sono nate in particolare sulle condizioni per la redazione di un prospetto volto a fare chiarezza fra i clienti, sulla fornitura di eventuali indicazioni false in tale documento o nel foglio informativo di base e sulle disposizioni penali al riguardo.

Banchieri e gestori patrimoniali dovranno infatti informare i rispettivi clienti privati sui rischi di determinati investimenti. Prima di far firmare loro un contratto, gli operatori dovranno fornire un foglio informativo di base o tre pagine indicanti in un linguaggio comprensibile le caratteristiche, i costi e i rischi di determinati prodotti finanziari. Gli Stati avevano proposto, in caso contrario, una multa fino a 100'000 franchi, il Nazionale - con 133 voti contro 55 - ha deciso di abbassare la soglia a 50'000 franchi.

A differenza degli Stati, la Camera del Popolo, seguendo una proposta di minoranza, ha però deciso - con 96 voti contro 95 e un'astensione - di fornire tali informazioni solamente in caso di raccomandazione personale del prodotto.

I fornitori di servizi finanziari dovranno comunicare i costi dei loro servizi e le eventuali rimunerazioni ottenute da terzi (come retrocessioni, diritti di mediazione ecc.). Queste saranno ammissibili solo se migliorano la qualità dei servizi e non vanno contro gli interessi del cliente. In questo caso non si sono riscontrate divergenze fra le due Camere federali.

Il Nazionale - con 135 voti contro 56 - ha poi reintegrato nella legge gli standard minimi per la formazione e il perfezionamento dei consulenti alla clientela che gli Stati avevano precedentemente stralciato, aggiungendo una frase che dà al Consiglio federale la possibilità di rendere vincolanti tali standard.

Anche la sorveglianza verrà rafforzata: la nuova Legge sugli istituti finanziari (LiFin) - approvata con 125 voti contro 64 e 2 astenuti - prevede il controllo di tutti gli intermediari. Le persone indicate come gestori patrimoniali "indipendenti" o "esterni" non sfuggiranno più alla vigilanza.

Non tutte le istituzioni saranno tuttavia sottoposte alla sorveglianza della FINMA, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. I gestori di patrimoni di clienti individuali e dei trustee saranno soggetti a uno o più organi di sorveglianza indipendenti.

Il Nazionale, inoltre, ha deciso tacitamente di scorporare in un progetto separato gli articoli concernenti le banche cooperative e rinviarlo al Consiglio federale, che effettuerà una consultazione al riguardo.

A nome dell'Esecutivo, il consigliere federale Ueli Maurer ha difeso il progetto originale del governo, parlando di disegni di legge frutto del compromesso, che migliorano la trasparenza senza tuttavia gravare sugli aspetti burocratici.

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