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GINEVRA

19/06/2017 - 14:01

La vittima aveva allarmato la polizia prima di venir uccisa

L’uomo investito a Meyrin l'8 giugno aveva denunciato il suo presunto assassino 10 giorni prima del dramma

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GINEVRA - La denuncia è datata 29 maggio 2017. Dieci giorni prima di essere investito intenzionalmente in un parcheggio del centro sportivo Bois-Carré di Meyrin (GE), il cittadino portoghese di 25 anni (che aveva perso la vita il giorno dopo) aveva sporto denuncia contro il suo presunto assassino. A seguito di una lite, il 25enne lo accusava di lesioni semplici e di danni alla proprietà privata, indica la “Tribune de Genève”. Anche la madre del conducente era stata denunciata.

Il presunto assassino, che si era anch’esso rivolto alla giustizia prima del dramma per la stessa lite, aveva scritto su Facebook: «Se tocchi le due persone che amo, una di queste è mia madre, sei nella merda», seguito da un altro messaggio ancor più esplicito: «Ti ho sempre detto che non devi toccare le persone che amo, altrimenti dovrai fare i conti con la morte». Quest’ultima nega di essere immischiata nella lite fra i due uomini. Durante l’interrogatorio, secondo il quotidiano ginevrino, avrebbe inoltre indicato di essere stata maltrattata dal figlio l’agosto scorso, ma il ministero pubblico non si è espresso in merito.

Il presunto autore dei fatti, un cittadino svizzero di 21 anni, è accusato di omicidio. La sua detenzione provvisoria è stata prolungata di tre mesi a causa del rischio di collusione con altri protagonisti della vicenda. Stando a “Le Matin Dimanche”, l’origine del crimine sarebbe da ricercare in una rivalità amorosa.

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