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04/05/2012 - 11:01

Delio Rossi: "Ferisce più la lingua della spada"

L'ormai ex tecnico della Fiorentina, che aveva aggredito il serbo Ljajic durante la partita della sua squadra contro il Novara, ha spiegato le ragioni del suo scatto d'ira: "Non toccatemi la famiglia"

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FIRENZE (Italia) - L'ormai ex tecnico della Fiorentina Delio Rossi ha spiegato, venerdì 4 maggio, le ragioni che l'hanno portato a mettere le mani addosso al suo giocatore Adem Ljajic, nel corso della partita fra la sua squadra e il Novara, al momento della sostituzione del serbo. "È stato sicuramente un gesto deprecabile, ma sul rispetto della mia persona, del lavoro, della squadra e della mia famiglia non transigo. Sono state toccate queste situazioni, mi scuso e sono dispiaciuto, ma esigo rispetto per la mia famiglia".

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La conferenza stampa del tecnico è iniziata con due proverbi: "Per giudicare una persona bisogna prima camminare due giorni con i suoi mocassini" e "Ferisce più la lingua della spada". Con queste due massime l'allenatore ha fatto capire ai moralisti e ai falsi perbenisti che prima di giudicare una persona bisogna vivere e conoscere la situazione generale e che comunque il serbo ha usato parole pesanti e tremendamente offensive per farlo reagire in quel modo. Rossi si è sempre distinto per essere una persona pacata e sensibile.

Il 52enne ha chiesto scusa a tutti: alla squadra, alla società, alla città di Firenze e anche a Ljajic. "Non è per niente facile essere qui, ma la situazione che si è venuta a creare ha messo la parola fine alla mia avventura a Firenze. Ho sempre creduto in questa esperienza e ringrazio la famiglia Della Valle che mi ha dato la possibilità di farla. Chiedo scusa a tutti".

"Hanno detto che se fossi stato furbo non avrei dovuto schiaffeggiarlo davanti alle telecamere. E secondo voi sarebbe stato un bel gesto? Non mi sembra giusto. Non sono un santo ma non mi sono mai permesso di alzare le mani su nessuno, né su stranieri che ho allenato né su ragazzi...e nemmeno sulla mia famiglia. Ho sbagliato e pagherò".

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