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29/04/2012 - 08:26

Conte predica calma: "Non abbiamo ancora vinto"

Il tecnico della Juventus analizza la situazione della sua squadra alla vigilia della sfida di Novara e la decisione di Pep Guardiola di lasciare il Barcellona

Keystone




TORINO (Italia) - La Juventus è in testa al campionato di Serie A a quattro giornate dalla fine, con tre punti di vantaggio sul Milan, e di fronte ha un calendario decisamente favorevole sulla carta. Insomma, ha lo scudetto in pugno.

Tuttavia sarebbe sbagliato lasciarsi andare a celebrazioni anticipate, in modo tale da non avere cali di tensione e non incappare in spiacevoli sorprese. Questo è il monito del tecnico Antonio Conte, che lo ha ripetuto anche nella conferenza stampa di vigilia della gara di domani a Novara: “Chi vincerà lo scudetto lo avrà meritato. Lo scudetto non lo abbiamo vinto, se pensiamo di celebrare prima di aver vinto, io sono la persona sbagliata, mancano quattro partite per coronare un sogno impensabile a inizio anno. Non c’è nulla da celebrare perchè mancano ancora quattro partite. Il sogno scudetto è ancora da coronare, non è stato raggiunto. Noi, insieme a società e tifosi, dobbiamo essere orgogliosi di tutto ciò che abbiamo fatto. Ora siamo nella posizione di poter scrivere qualcosa di straordinario: se ci riusciremo bene, altrimenti avremo posto le basi per un grande avvenire. Il Novara? Ho visto la partita con la Lazio, ha giocato bene, e anche l’anno scorso in Serie B ha espresso un bel calcio. Il Novara gioca e, rispetto alla partita di Cesena dove abbiamo incontrato una squadra votata all’aspetto difensivo, qui troveremo una squadra che giocherà a calcio e vorrà fermarci per continuare a sperare. Il Novara mi è sempre piaciuto e anche il suo allenatore Tesser. Ho simpatia per questa squadra che anche in Serie A ha voluto giocare a calcio, ha incontrato delle difficoltà ma ha una sua identità precisa. Complimenti anche se non riusciranno a salvarsi. Sono un modello di società, squadra, allenatore e tifosi”.

Conte però non ha ancora sciolto i dubbi di formazione: “Devo valutare le condizioni di Quagliarella e Del piero che ha un affaticamento muscolare. Deciderò solo domani. So che posso contare su tutti, a cominciare da Borriello che ha grande entusiasmo. E’ un momento decisivo. Prima voglio parlare con tutti i giocatori e capire chi è a posto a livello fisico e mentale. Se i ragazzi mi diranno che stanno bene, non ci saranno grandi cambiamenti”.

Il tecnico bianconero si è anche soffermato sulla decisione di Guardiola di non rinnovare con il Barcellona: “Bisogna vedere se Guardiola lo lascia solo per un anno il calcio. Io lo capisco: questo è un calcio che ti assorbe e totalmente, ti prosciuga. Quindi o fai solo il gestore e campi 20 anni, ma se decidi di fare l’allenatore con una gestione quotidiana e continua, studiando le cassette e cercando di migliorarsi sempre, lo capisco e lo comprendo. Nel mio piccolo, in questi anni è stato un insegnamento. Noi abbiamo solamente da imparare da loro, per chi vuole giocare a calcio. La fase difensiva è più semplice e in Italia siamo maestri, ma quando sento dire che altri sono un esempio sono castronerie, l’esempio sarà sempre, per me, il Barcellona di Guardiola”. (ITM)

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