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13/05/2011 - 12:00

Canevascini: "Ambrì costretto a rimanere in A, la B non esiste!"

Il consulente giuridico e statistico dei biancoblù assicura grande trasparenza da parte della società in occasione dell'assemblea generale degli azionisti in programma domenica alle 17.00 a Giornico

Articolo di Pietro




AMBRÌ – Quella di domenica è per l'Ambrì-Piotta una giornata importante. Dopo gli sfoghi e i proclami di fine stagione, alla prossima assemblea degli azionisti verranno tracciate delle significative linee guida per quello che sarà il futuro della società biancoblù. “C’è stata una grossissima mobilitazione attorno a questo appuntamento – ci ha spiegato Brenno Canevascini, “uomo delle statistiche” e consulente giuridico dei leventinesi, nonché membro del CdA della Valascia Immobiliare SA – Questo è molto positivo e dimostra quanto l’appello forte del presidente sia stato chiaro e ben recepito. Ora però ai buoni propositi devono seguire i fatti, perché la strada da percorrere è ancora lunga e complicata”.

Quando è stato reso pubblico l’ordine del giorno dell’assemblea, è innegabile che abbia suscitato parecchia curiosità…
“A mio modo sarà un grandissimo esercizio di trasparenza quello che farà la dirigenza. Saranno presentate la situazione e le cifre nude e crude, proprio come sono. È sicuramente la prima volta che si agisce in questa maniera. Ovviamente negli intenti del presidente si cela anche una componente provocatoria, ma gli scenari possibili sono veramente questi; forse non nell’immediato, ma a corto-medio termine”.
 
Quali sono stati i fattori scatenanti di questa presa di posizione anche un po’ allarmistica da parte della dirigenza?
“Le problematiche legate alla pista hanno influito enormemente. L’ormai vecchio progetto di ristrutturazione della Valascia, inserito nello spesso citato piano quinquennale, prevedeva rinnovo e potenziamento della ristorazione all’interno della pista. Questi accorgimenti avrebbero portato introiti determinanti per le casse societarie, e ora verranno a mancare, perché anche se dovesse partire il progetto per un nuovo impianto, quest’ultimo non vedrà luce prima di 5-6 anni. Non solo questo ha però portato il comitato a reagire con veemenza, bensì pure altri fattori quali gli scarsi risultati in campionato e gli ingenti costi dovuti sostenere a causa dei tanti infortuni, spese che sono andate ad appesantire ulteriormente una situazione finanziaria che, sebbene conosciuta, è in costante peggioramento”.
 
Per poter andare avanti nella massima divisione ci vorrà una nuova pista, quali possono essere le alternative?
“O si costruisce ad Ambrì o Quinto, oppure si opterà per una soluzione più centrale. Lasciare la valle per spostarsi più a sud, per esempio nel bellinzonese, porterebbe probabilmente a un incremento del numero di spettatori, d’altra parte però si farebbe violenza alla storia del club e si priverebbe la Leventina di un’impresa importantissima nell’economia della regione”.
 
Qual è allora la dimensione futura più idonea all’Ambrì?
“Deve rimanere chiaramente in un contesto nazionale, non si parla certo di alternative quali la lega europea proposta dai russi. Tuttavia sono convinto che l’Ambrì sia costretto a rimanere in serie A ed ha le potenzialità per farlo restando al passo con l’evoluzione sportiva e del business hockey. Deve mantenere la sua impronta votata alla valorizzazione dei giovani, preservando un posto dignitoso in campionato. Scendere in B non esiste, comporterebbe una perdita insostenibile in termini di interesse, immagine e sponsorizzazione”.

Pietro Filippini

Foto d'apertura: Ti-Press/Carlo Reguzzi

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