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30/12/2016 - 06:00

Peter Irock “anima” le sculture di Ivo Soldini

Poche settimane fa il musicista e compositore Peter Irock ha dato alle stampe il suo nuovo album, il quinto, dal titolo “Ivo”.

Peter Irock.
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CHIASSO - Peter è nato nella Città eterna, ma da alcuni decenni vive in Ticino. Da adolescente, nel mezzo degli anni Settanta, resta ammaliato dalla musica elettronica, dallo sviluppo della stessa e, di conseguenza, da coloro che, grazie alle loro opere, hanno elevato quelle sonorità artificiali ai massimi livelli.

«A quell’età scoprii Klaus Schulze, Jean Michel Jarre, Vangelis, i Tangerine Dream e Isao Tomita», spiega Peter. «Da quegli istanti decisi così di cucirmi addosso quei suoni, “ritagliandoli” ed elaborandoli attraverso i primi sintetizzatori acquistati».

Peter dà avvio così al suo percorso, musicando spot pubblicitari e documentari, per poi incominciare una proficua collaborazione - come arrangiatore e consulente - con molteplici studi di registrazione. Qualche tempo dopo, nel 1986, si fa notare dal grande pubblico e dalla critica, portando le sue composizioni sul palco, in apertura delle performance di una delle realtà più importanti del progressive tricolore: parliamo di Francesco Di Giacomo e compagni, ossia il Banco del Mutuo Soccorso.

Oggi, dopo avere dato alla luce quattro album di ottima fattura - “The Return” (2010), “The Schaffausen Boat” (2013), “Boreal” (2014) e “Horizon” (2015) - , Peter ha pubblicato il suo quinto gioiello, “Ivo”, un lavoro - in vendita in tutti i digital store e a breve anche in cd - dedicato alle opere dello scultore ticinese Ivo Soldini: «La scelta di dedicare il disco a Ivo è nata perché siamo amici: un giorno gli ho detto semplicemente che mi sarebbe piaciuto "animare" le sue sculture con delle musiche, e lui, dell’idea, è rimasto immediatamente entusiasta... Musiche, tra l’altro, queste, che potrebbero benissimo trasformarsi nel tappeto sonoro di una delle sue prossime esposizioni...», continua Irock.

Sette tracce - “Testa eclettica”, “Figura alata”, “Gente”, “Verticale femminile”, “Verticale maschile”, “Donna” e “Icaro” - dalle quali traboccano i decenni di esperienza di Peter al centro del ring, un ring fatto di tastiere e synth.

Ora non resta che attendere la presentazione del disco in dimensione live: «Sto pianificando una serie di concerti, attorno a metà 2017 - anticipa il musicista prima di concludere - La setlist raccoglierà una selezione di queste composizioni, così come alcuni brani dei miei album precedenti… Diciamo che sarà un concerto molto visuale, un po’ à la Jarre, ma, ovviamente, in versione più piccola...».

Info: peterirock.net

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